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Noir - testi pubblicati - C

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di Gianluca Parravicini
di Gianluca Parravicini

Alcuni testi di noir in ordine casuale

Dove Volano Gli Alligatori - Prima Parte

PARTE PRIMA (In cui iniziamo a conoscere l’allegra masnada di protagonisti ed assistiamo con i nostri amici ad un inquietante spettacolo) L’ascensore saliva lentamente, quasi controvoglia, emettendo i soliti inquietanti grugniti metallici che puntualmente facevano sì che Freddy avesse le spalle accarezzate da una lieve sensazione di freddo, durante i pochi secondi che lo separavano da casa. Il nostro era in piedi, immobile, il peso del corpo sulla gamba...

Buon Natale e felice anno nuovo

Siamo in ritardo, dobbiamo arrivare a via Spaventati e poi dall’altra parte della città, c’è un traffico indecente ma che c’avranno tutti da andare così lenti? Cazzo jimmy, lo sai, che tutti non sanno cosa comprare fino all’ultimo... A proposito che hai regalato a jenny? Un pigiama.. Un pigiama...? è carino..con le palline di Natale...sai quelle che si mettono sull’albero.. Un pigiama con le palline di Natale... Si..per addobbarlo..hai presente? Un pigiama a...

Ciò che resta

Sono uno pseudonimo di me stesso ho scritto ieri su un pezzo di carta, uff... fuori fa caldo, ho sulla tavolozza un giallo che non smette di darmi fastidio, Charlie Parker sputa dallo stereo un jazz che ha troppa voglia di vivere, mi mette quasi voglia di uscire e andare a fare la spesa, oggi non mi va proprio di ascoltarlo, e poi sono due giorni che non ascolto altro. Nel piatto a fianco al verde che ho usato prima ho ancora la cenere del toscano che sto fumando. Mi piace intingere il pennello...

Una notte a Brooklyn

C’era ancora un po’ di birra nel bicchiere, non tanta, meno della metà, ma non avevo più sete, ne fame, ne sonno, così ho pensato di ficcarci dentro una matita, l’ultima che avevo nel taschino della camicia. Un bicchiere di birra con una matita dentro è l’immagine migliore del mio fallimento e io fino a Sabato sera ero un fallito. Ero fallito io, le mie foto, la mia vita e quella birra che si era impregnata dell’odore di quella matita,...

Le chiavi di casa

Infilo la mano in tasca. Le ho messe lì, lontane da quelle di casa. Le sento, fredde, le chiavi dell’appartamento di Via Ripetta dove abitava mia nonna. È morta da una settimana, nell’ospedale dove ha passato l’ultimo mese della sua lunga vita: era entrata per delle analisi, ne è uscita coi piedi in avanti. Era una donna decisa, che lottava per quello che voleva. Mi aveva detto tante volte che avrebbe voluto fare come suo marito, avrebbe voluto...

Diario Pulp

Una fusione incredibile di noir e pulp che vi porterà su e giù per le vie della capitale fra sparatorie in centro città, regolamenti di conti, gambe mozzate e sette sataniche in periferia. Un solo consiglio: non ridete di Duffy Duck. Potrebbe costarvi molto caro. Il libro Diario Pulp è un condensato di azione e ironia, costruito a episodi, come fossero...

Domani, forse

DOMANI, FORSE. -Vuole che vada via...vuole portarmi via lo sai?...Mi tratta male, insiste che devo andare con lui...Sono malata, malata...come dice il dottore...ma io sto bene, non voglio...non voglio andare via da qui...ho paura...temo che mi costringerà....sono stanca...molto stanca...- -Mamma? Dove sei ?- Stefano aprì la porta della stanza e nella penombra di un angolo vide la sedia a rotelle. -Mamma, hai raccolto le ultime cose? Eh? – Stefano si...

IO NON AMO

6 Io. Davis Reno. Detto Davis Reno perché privo di soprannomi pronunciabili, o detto Daniel, nome che spacciavo con le ragazze che non conoscevo. Ventitré anni compiuti a gennaio e talmente tanta rabbia in quel mio esile corpo, che neanche il famigerato Mike Tayson, ai tempi d’oro ovviamente, credevo potesse avere ai miei livelli. Occhi e capelli castano scuro, un naso importante e un fisico talmente asciutto da sembrare magro e famelico. Sicuramente non facevo della bellezza la mia dote...

Viceversa

Lui riusciva a guardarla, continuava a fissarne gli occhi: completamente spalancati, rivolti verso di lui. Lei però non lo vedeva. Sul viso della donna era impresso uno sguardo di terrore agghiacciante, incurante del dolore provato e che avrebbe dovuto ancora provare. A quell’immagine il ragazzo tirò a sé le gambe e le cinse con le braccia, reprimendo l’impulso del pianto. Continuò a guardare. La donna era distesa per terra sul lato destro, in...

Il sopravvissuto

C’è una pazza che vive con me nel mio palazzo. Ha un posto d’onore alla mia tavola. Questa sera vorrei narrarti la sua storia, ad onore e a ricordo della vita che mi pulsa dentro. Non ruberò oltremodo del tuo prezioso tempo. Sei pronto ad ascoltarmi, Astolfo ? In un mezzogiorno di fine settembre, all’ombra di un castagno, con il carniere vuoto e il fucile sulle spalle, Rocco guardava in basso, verso la collina delle querce. Dal paese in cui gli uccelli neri straziano...