Buon Natale e felice anno nuovo - di Edoardo Vulcano
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/09/2011 alle ore 04:32:09
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Siamo in ritardo, dobbiamo arrivare a via Spaventati e poi dall’altra parte della città, c’è un traffico indecente ma che c’avranno tutti da andare così lenti?
Cazzo jimmy, lo sai, che tutti non sanno cosa comprare fino all’ultimo...
A proposito che hai regalato a jenny?
Un pigiama..
Un pigiama...?
è carino..con le palline di Natale...sai quelle che si mettono sull’albero..
Un pigiama con le palline di Natale...
Si..per addobbarlo..hai presente?
Un pigiama a forma di albero di Natale???
...
...
No..un pigiama...
Eccola via Spaventati gira, cazzo..metti la freccia...
Il furgone si ferma in doppia fila in una traversa del viale principale addobbato a festa per la ricorrenza natalizia, negozi, luci intermittenti, viavai di gente piena zeppa di buste e di pacchi, che ride e scherza in una temperatura tropicale, in questo strano natale.
Che caldo
Jimmy abbassa il finestrino ed entra una folata di fon misto a tubo di scappamento di una mini che sgasa nel senso opposto solo per fare 10 metri e fermarsi nell’incrocio alle sue spalle Jimmy guarda il traffico congestionato dallo specchietto.
Due giorni fa freddo da paura oggi un caldo caraibico. Pensa ad alta voce.
Jimmy gira la manopola della vecchia radio del furgone cerca una stazione che non passi canzoni di natale, non passi pubblicità di prodotti e regali, che non sappia di panettone e canditi...
Becca una canzone di bob marley: three little bird
E la canticchia mentre dal finestrino passeggero guarda oltre la vetrina luccicosa il suo collega che fa firmare la bolla di scarico alla bella negoziante col cappellino rosso e bianco e tanto di scollatura attira clienti...una bella babba natalina tutta sorridente e ammicante.
Lucky esce con un sorriso dal negozio dove ha appena scaricato la penultima consegna della giornata. Della vigilia della vigilia. Un sorriso che finisce solo dopo che realizza lo sguardo attonito di jimmy che lo fissa da più di un minuto mentre è salito sul furgone lasciando la portiera aperta.
Don giovanni?
Ti sei incantato?
Forza andiamo...
Il furgone sgomita tra gli impazienti delle sette e le auto in doppia fila intermittenti. Dritto di seconda oltre la via più frequentata lonatana da vetrine e buonismi paradigmatici, oltre i mendicanti, che ai passanti augurano maledizioni, oltre l’atmosfera consumistica dell’ultimo decennio verso la periferia.
Cazzo sono... diciotto ore al giorno, da una settimana quanto fa non lo so, che lavoro in questo maledetto centro commerciale...
dice carl babbo natale da sei giorni a mezza bocca alla sua bella elfa
e già odio tutti i bambini del mondo...
lei a denti stretti risponde:
lo sai che siamo aperti anche domani fino alle nove?
Non era mezza giornata?
No...ci pagano il doppio..però!
Allargando un sorriso ammiccante ad un papà-fusto appena trentacinquenne che rincorre un frugoletto biondo.
Sembra un ventriloquo, poi continua:
ecco...forse un figlioletto lo vorrei biondo...e con gli occhi azzurri...
e carl babbo natale, che da come è bardato per la precisione e la riproduzione fedele del personaggio, non si capisce se sia un giovane o un signore, le risponde:
cara mia, perché appena stacchiamo non ce ne andiamo a fare un bel paio di aperitivi, ci sbronziamo, e poi ci diamo una bella strigliata???
Lei sempre come un ventriloquo:
una strigliata valla a dare alle tue renne... ma per l’aperitivo ci sto...
lui sorride vincitore
e lei aggiunge:
offri tu che sei il mio babbo natale preferito!
Arriva un ragazzino sui 4 anni che gli si siede in braccio e gli chiede.
Ma tu sei davvero babbo natale?
E il nostro sconosciuto replicante di babbo natale carl geologicamente ignoto risponde:
oh oh oh...cosa vorresti per natale bel bambino??
Kalasnikov semi automatico, uzi automatico, m16 con obiettivo telescopico, puntatore infrarossi, carabina e fucile a pompa da sette colpi, dodici bombe a mano, proiettili perforanti, munizioni 4 confezioni per tipo, 800 proiettili totali, una pettorina antiproiettile.
Completo di Babbo natale 30 euro, in un qualsiasi supermercato...della terra, dopo il reparto scuola, al super dis della strada che incrocia il vialone di luci sfarzose e negozi.
La strada piena zeppa di punti vendita di quel negozio di abbigliamento che tempo fa era solo uno poi il proprietario si è comprato tutta la strada: crede di giocare a monopoli e a quel punto al posto di viale mazzini la chiameranno viale santoni, e tu a destra e sinistra potrai leggere come tante targhe di monumenti santoni sport santoni uomo santoni vintage santoni preta porter e via discorrendo..
Lui santoni il mega monopolaio ha parcheggiato in seconda fila il suo suv megagalattico di fronte ad uno dei suoi punti vendita, il primo: un grande palazzo di vetro pieno di manichini e di pupazzi che provano i suoi capi unici da un milione di cucuzze made in egitto con manodopera a basso costo in cerca dello sfoggio per l’ultimo dell’anno.
Una figura alta e distinta si allontana con la busta sul marciapiede affollato con dentro un ingombrante pacco rosso che si distingue oltre l’opaco della plastica super dis.
Dentro santoni tre o quattro babbe nataline girano con capi leggeri e stracciati e appendi abiti tra i rampolli della città che si preoccupano di che cosa mettere alle riunioni comandate delle feste.
Al suonatore da strada di pianoforte aperto che inneggia al folklore natalizio e ai nordafricani pieni di ammennicoli e cd tutto questo non interessa mentre la figura passa distratta lasciando cadere nel cappello recante il cartello: oggi suono gratis!
Una banconota gialla che cade pesante tra i pochi spiccioli senza far rumore
Mentre il suonatore è preso sul ritornello di jingle bell rock. All’angolo di via spaventati gira e sparisce nello sfocarsi della frenesia.
Jimmy guarda il navigatore satellitare nella periferia della città, poi si guarda a destra e sinistra e dice a lucky:
siamo in zona...hai visto anche oggi è finita!
Lucky sorride ma il pensiero è altrove: ancora in quel negozio perso si rivede nello specchio dietro il bancone della cassa dove quella commessa gli aveva detto:
ci vediamo presto ! Auguri comunque nel caso...
e il clacson di qualche macchina che sgomitava tra il furgone della ditta di trasorti veloci e il controsterzo di quello con la mini che aveva bloccato il traffico perché aveva trovato parcheggio..un parcheggio troppo stretto sotto natale, anche per una mini.
Oh...ma ti sei rincitrullito ? è questo il palazzo?
Lucky guarda la bolla di accompagnamento e poi distrattamente risponde:
è il 34.
Un rione isolato, di nuova fattura, palazzotti con cortile recintato da vetrate, cancelli automatici, poche luci, solo quelle dei lampioni, e dei faretti intorno al giardino con erba tagliata corta all’inglese, uno spiazzale una insegna gialla:
mi sa tanto di un albergo...
che genio...l’hai capito dalla scritta?
Lucky è ancora in quel negozio dalla sua bella commessa. Torna con i piedi sul tappetino del freddo furgone e legge:
serenissima hotel. In giallo canarino acceso sopra cinque stelle e sotto tre o quattro bandiere di nazioni unite.
Caro babbo natale, mi chiamo francesco, ma tutti mi chiamano cucciolo, ti scrivo dalla citta dove vivo, ma tanto tu lo sai dov’è, e saprai anche che mi chiamo cucciolo.
Sai, penso proprio che quest’anno sono stato buono e di aver fatto sempre il bambino ubbidiente tranne quella volta che ho girato la chiave in macchina di mamma quando lei era scesa a parlare un minuto e la macchina ha fatto brum brum brum a singhiozzo ed è andata a sbattere davanti all’altra macchina parcheggiata e io mi sono stato zitto, ma tanto mamma l’ha visto perché non sapevo come fare marcia indietro. Io in realtà pensavo di saperla guidare la macchina perché l’avevo visto fare un sacco di volte sia da mamma che da papà che anche da zio e anche perché lo zio mi porta sempre all’auto scontro quello dove ci sono gli zingari che sorridono sempre e mamma dice che ti fregano il portafoglio se ti distrai un attimo. Però a parte questo sono stato veramente buono sono andato sempre a scuola tranne due volte che ho avuto la febbre e la tonsillite però poi ci sono ritornato.
Allora vorrei...
Il piccolo francesco ci credeva davvero in babbo natale. Era un bambinetto sveglio. Una volta aveva cercato di rimanere sveglio tutta la notte per poterlo salutare e per potergli tirare la barba, ma lui niente non era passato a lasciargli i regali poi la mattina li ha trovati comunque sotto l’albero per magia, allora aveva pensato che li avesse messi sotto l’albero la mamma, questo perché era un bambinetto sveglio, ma il natale seguente si dovette ricredere, poiché lui e la mamma erano stati fuori insieme tutto il giorno e magicamente i regali erano sotto l’albero al loro ritorno a casa, e nessuno oltre la mamma e il papà che era a lavoro perché faceva il pilota di aerei, avevano le chiavi di casa, questo lui lo aveva sempre pensato, questa per lui era la certezza che babbo natale esisteva davvero: il magico vecchietto che girava per i camini lasciando in ogni casa proprio i doni che i bimbi chiedevano nelle loro letterine.
Un altro anno è andato vero coraline?
Aspetta a dirlo...dobbiamo fare l’inventario!
Si ma tranquilla torna con calma in negozio il 27,
dove vai in questi giorni ? Pranzi e cene da parenti?
Domani sera a casa della zia teresa, una zia di papà che ci vuole sempre tutti a casa sua per la vigilia...non capisce che ormai mamma e papà sono separati da 5 anni, non convivono neanche più... e lei ci vuole tutti allegri e sorridenti, tutti vicini. papà è un fantasma: da quando si è comprato quella sua moto anni ottanta sta tutto il giorno chiuso in garage e poi ci esce in strada con quel casco da aviatore crede di essere tornato a vent’anni.
mamma è insofferente, maniaco depressiva ad un passo dall’alcoolismo, mi stressa se solo provo a parlare di uomini, e appena sente un citofono o un clacson sotto il palazzo mi guarda con una morsa da mastino, e non ti dico quando sono al telefono, crede sempre che papà mi chiami di nascosto per accomodarsi la figlia maggiore, e quindi la sento origliare almeno un paio di minuti prima di bussare alla porta per decenza.
L’unica salvezza è mia sorella, con lei almeno mi sfogo, siamo molto unite, possiamo uscire ed estraniarci dalla cupola familiare, per fortuna ci facciamo spalla a vicenda.
Oh oltretutto..sono grandi abbastanza per prendere le loro decisioni i tuoi...
Essi ma che non ci tirino sempre in mezzo...
E che ci vuoi fare è il dovere e anche carico di una figlia, e poi vedrai che dalla vecchia zia riceverai qualche busta piena di cucuzze...
Si magari...è una vecchia tirchia quella..risparmia anche sul panettone e sullo spumante...
Ahahah..dai su alla fine natale viene una volta l’anno, ce la puoi fare!su su su...
Coraline sospirando annuì con un sorrisetto ripiegando la merce provata dalle clienti precendenti..
Poi guardò gli scatoloni appena consegnati dal corriere e disse a sarah:
dobbiamo anche aprire quelli, dividerli e metterli negli scaffali...
sono andate a ruba quest’anno soprattutto adesso vero?
Vero ! Pero...carino il ragazzo della consegna...
Coraline annù di uvo sorridendo, ma questa volta arrossì dentro pensando che per natale avrebbe voluto essere una principessa di un’altra città o forse di un altro mondo.
Ti va di andare al cinema se vuoi scappare dai post cenoni di questi giorni ? Chiese sarah solidale.
Si magari non proprio alla vigilia...ma anche si...
E scoppiarono a ridere ripiegando le maglie provate dalle clienti precendenti.
Due pillole di antidepressivi, poi si riguarda nello specchio, e rivede la solita faccia quella che funziona, la faccia che potete vedere sui cartelloni pubblicitari e sulle fiancate degli autobus, sputa nel lavabo, e riprende la sigaretta che per metà è incenerita.
Essì, ora ti piacerebbe avere una bella famiglia intorno, una cena preparata da una mogliettina tranquilla, magari anche con la suocera che gira con i pupi per casa, un albero di natale da riempire di doni e aspettare con un pò di serenità che domani sera ti regalino qualcosa, e tu vorresti con tutti i soldi che ti danno per questa faccia ammiccante, poter comprare loro dei regali, non avere una sgualdrina a sera, almeno a natale vorresti una famiglia eh ? Faccia da pesce lesso?
Quella boccata di fumo gli pesa sul petto, ma perché il suo mondo è fatto solo della sua faccia e di truccatori, parrucchieri, fotografi, luci e profili destri, il migliore, si rivede allo specchio con in mano il bicchiere del distillato e su il cappello di babbo natale da pirla, allora riprende il bicchiere di whiskey sul bordo del lavabo e sorridendo dice:
non c’è occasione migliore come il natale!
E manda giù in gola una sorsata che svuota il bicchiere.
