Uova di Pasqua - di Ilaria Dal Brun
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/05/2007 alle ore 16:15:16
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Mio padre lavora in una fabbrica di Uova di Pasqua e lui sa bene come vanno queste cose. Ecco perché da bambina, quando mi portava in giro per la città, mi diceva: “Non passare la vita ad aspettare che arrivi l’Uovo e non stare ad ammirarlo troppo. Se ti piace, accettalo e basta”. Mio padre non si riferiva all’Uovo di per sé, sempre bellissimo e squisito. Si riferiva alla sorpresa che c’è dentro.
Qui ogni persona, presto o tardi, riceve il suo Uovo di Pasqua. Alcuni ne ricevono più di uno. Le Uova sono splendide, tutte diverse e tutte con la loro personale decorazione. Non si può non innamorarsene a prima vista: preziose, lucenti, raffinate. Ogni Uovo sembra fatto apposta per la persona che lo riceve. E la felicità di quella persona è indescrivibile. Rimarrebbe a rimirarselo per ore, il suo Uovo.
Il guaio è che non si può metterlo su un piedestallo e continuare ad ammirarlo sognanti. Prima o poi o lo rompiamo noi o l’Uovo si rompe da solo, rivelando la sorpresa che ha dentro. Alcuni hanno un gran bel colpo di fortuna e trovano dentro sorprese da favola. Per la maggior parte però, la sorpresa ridimensiona di parecchio le aspettative e la bellezza che il guscio dell’Uovo rifletteva. Non importa, si dice, va bene anche così. Sorpresa e cioccolato diventano comunque un piacere che si protrae nel tempo.
E poi ci sono (poche, ma ce ne sono) quelle sorprese che ti fanno desiderare di non aver mai ricevuto il tuo Uovo. Sono sorprese brutte, ma così brutte da avvelenarti l’intera esistenza, fino a quando non decidi di fare qualcosa. Alcuni dei poveretti a cui è stato recapitato un Uovo del genere sono caduti in depressione e convivono mestamente con la loro sorpresa. Altri hanno saputo reagire e hanno rinunciato a Uovo e sorpresa, accettando di perdere la dolcezza del cioccolato pur di non dover fare i conti con la bruttura che c’era dentro. Altri ancora aspettano con fiducia il prossimo Uovo, nella speranza che la ruota girerà a loro favore, un giorno.
Secondo mio padre, che lavora in fabbrica e la sa lunga, la cosa migliore è ricevere un Uovo con pochi fronzoli, tanto per non costruirsi castelli in aria sul suo contenuto. E soprattutto non passare la vita ad aspettarlo, quell’Uovo. Io ancora non ho deciso cosa sia meglio. Ultimamente però, da fonti non proprio ufficiali sono venuta a sapere che in qualche altra piega di questa sconfinata coperta di velluto nero che è il nostro cosmo vive gente che, come noi, ogni tanto riceve delle Uova di Pasqua. Come noi, anche loro le aspettano con trepidazione. Come noi, anche loro ne ammirano le fattezze esteriori. E come noi, anche loro talvolta scoprono un’amara sorpresa. Solo che là, per qualche strano motivo, queste Uova le chiamano Principi Azzurri e Principesse Rosa. Misteri del creato.
