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Una giornata di primavera - di Evelyn Jackson

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 30/05/2010 alle ore 11:23:24

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

E’ una bellissima giornata di primavera, il sole caldo splende in cielo e non si scorge neanche una nuvola. Sono le primissime ore della giornata, io mi sono appena svegliata, apro la finestra della mia camera e mi sento piena di vita: dentro di me una grandissima gioia per questa stupenda giornata. Mi affretto a prepararmi per uscire di buon’ora e godermi appieno tutto quello che questo sole può offrirmi. Salgo in sella alla mia bicicletta e decido di fare una gita in campagna. La strada è lunga e con me ho il necessario: cibo, acqua, cellulare per eventuali emergenze, ma soprattutto la mia fotocamera digitale, indispensabile e ormai mia inseparabile compagna di avventura.
Dopo aver pedalato per circa due ore eccomi arrivata in campagna. Mi sistemo in un posto tranquillo, vicino ad un torrente e inizio a scattare qualche fotografia. Fotografo tutto, anche i minimi particolari e mentre sto fotografando mi accorgo del grande silenzio che mi circonda. Posso udire solo il rumore dell’acqua del torrente, gli uccellini che cinguettano, le cicale, e altri animaletti. Così faccio una pausa e mi sdraio sull’erba a godermi i “rumori della natura”: è tutto bellissimo e mi sembra di vivere in un’altra dimensione. Pare che tutto si sia fermato in quell’istante. Gli uccellini e le farfalle volano sopra di me e giocherellano felici, le formiche escono dalla terra e dall’erba in cerca di cibo, l’erba mossa dal vento mi fa il solletico, un leggero e delicato venticello mi accarezza il viso. Mi lascio trasportare da quella meravigliosa quiete serena e inizio a sognare. Corro a piedi nudi nei prati: sono una bambina di circa sei anni. Corro serena e spensierata attraverso i campi, in mezzo al grano, mi rotolo sull’erba e rido spensierata. Sono felice di vivere un contatto così intenso con la natura, tutto questo mi fa sentire la bambina più serena della terra. Ad un certo punto mi viene incontro lo zio, sorridendomi a braccia aperte, e mi abbraccia. Giochiamo un pò assieme, poi torniamo a casa per la cena.
A quel punto mi rendo conto che è già sera ed è ora di tornare a casa: mi guardo intorno, come per cercare lo zio, ma mi accorgo che con me non c’è nessuno.
Sono da sola in quel bellissimo posto. Stavo solo sognando: lo zio non è lì con me purtroppo, lui se n’è andato qualche anno fa e non tornerà più da me, ma sono stata contenta di averlo rivisto oggi, anche se solo per un attimo. E’ stato solo un sogno, ma un sogno che per un momento mi è sembrato realtà e mi dato una grandissima gioia: non avevo potuto salutare lo zio un’ultima volta e così l’ho salutato proprio oggi. Raccolgo le mie cose e torno a casa, felice per la bella giornata appena trascorsa.