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Un' altra donna - di Massimo Danieli

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/09/2006 alle ore 14:21:16

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Entro nel solito bar, per il solitissimo caffè e grappa.
Ho voglia di un’ avventura come di un battitappeto elettrico..cosi bevo e mi siedo a giocare il resto alle simpatiche macchinette statali...
Frutti e campane che scorrono lievi...gioca per giocare, non giocare per vincere...il tempo passa.
Ma è lei che mi si siede vicino, e la sua voce è dolce e fresca
"Vinci?"
Beata ingenuità, o voluta malizia ? Nessuno vince, siamo legati alle percentuali di stato...e non si può battere la percentuale...Las Vegas sta in piedi per la ridicola percentuale del 2.54% delle roulette...perche piccina vieni a rompermi i coglioni qui ?
Ma mi volto e l’ascolto.
L’ho vista cosi tante volte sola qui, in questo mio ex bar di Kosovari strani, piccola cosa indifiesa tra buffi e inutili personaggi.
"Come ti chiami", come se fosse normale chiederlo.
"Sono Max" e gli metto la mia zampa nella sua manina.
E sono _quel_ Max, quel nome che tutti conoscono, unmetroenovantapernovantachili, lo sguardo cattivo che fa chinare la testa agli albanesi, che fa parlare piano tra loro i pusher tunisini; tutti mi guardano e bevono a testa bassa, si io sono Max, questo è il mio quartiere, c’è un motivo perchè anche voi ci potete stare..il motivo sono io.
"Lorenza" e lo dice con una candida leggerezza che mi affascina, cosi quasi mi volto e l’ascolto.
Ha dei jeans e un top senza reggiseno.
Ha scarpe da ginnastica e capelli crespi legati.
Mi guarda senza malizia, è abbronzatissima e ha due occhi cosi neri e profondi che non riesco a scappare.
L’ho vista tante volte qui, e tante volte mi son chiesto perchè! lei è cosi fuori luogo..amica ? sorella ? figlia ?
"Vinci Max?"
"No...non si vince mai...e non si gioca per vincere...se vuoi giocare gioca solo per divertirti o per passare il tempo! Vuoi giocare?"
"No, grazie"
"Che fai nella vita, Lorenza?"
"Studio"
Banalità solite bolognesi, eppure mi appassionano.
"E tu?"
"Insegno" schivando le complicazioni del mio lavoro.
"Una specie di maestro?"
"Si, una specie"
Si agita sullo sgabello, io sorrido alla sua timidezza, non voglio spaventarla.
"E come va ?"
"Bene!! Bene l’italiano, bene il resto...non capisco la matematica"
E’ difficile spiegare
"La matematica non è difficile... è un piccolo mondo... ha delle regole, poche e semplici... le devi solo applicare... mi capisci ?"
Ho paura di usare troppe parole, e troppo complesse per lei.
"Si, ma è difficile"
Ma quanto sei tenera Lorenza :
"Vabbe’, ci arriverai... Non studiare per la scuola.. studia per diventare una persona migliore...più impari e meno le persone ti potranno dire delle buigie...studia per capire con la tua testa"
Sielnzio perplesso, voglia di cambiare argomento.
"Max, ma tu hai dei sogni ? Cioè, quando eri ragazzo come me, cosa volevi fare?"
Merda!
Sputo mezza grappa...ragazzo come me! Fanculo !
"ehi mah..." vabbe’, sei troppo cucciola per incazzarmi.
Sgabello, tono quasi paterno.
"Beh, volevo studiare le stelle, essere un astronomo, o meglio un atrofisico"
Occhi neri e profondissimi che mi guardano...
"Io voglio diventare un ballerina...son anni che studio"
"E’ una bella cosa, ma non puoi non studiare.. anche se lo diventerai dovrai essere una persona prima o poi...non ti piace studiare?"
"Si, ma non sempre... la matematica non la sopporto... perchè devo studiarla ?"
"La matematica è un linguaggio... non serve in se, ma ti fa capire molte cose... mi capisci?"
Ancora occhi vuoti...
"Come le tabelline ? Le sai ? Anche quelle difficili?"
Immaginate un exbullo di quartiere, in un bar pieno di albanesi e tunisini con facce proibite che recita le tabelline.. non ridete! Sono io.
"E’ un linguaggio come il francese?"
Parliamo un po’ francese, lei con un accento scolastico da schifo, io col mio da sans papier.
Qualcuno guarda, ma basta un’ occhiata per farli smettere e tornare alle birre... io guardo lei e non riesco a smettere di sorridere.
Ecco, adesso ricordo... l’ho sempre vista insieme alla barista di stasera... guardo senza parlare Patrizia, e il suo sguardo divertito mi dice di si !!
Mi mette una mano sul ginocchio... "Ma sono cosi belle le stelle?"
"Si, sono bellissime, e ti spiegano la vita presente e futura...anche un sacco di passato...si muovono e vanno, e sono legate tra di loro, e noi con loro"
Occhi nerissimissimi e fermi.
"Non capisci ? Le stelle si attirano tra di loro...e le stelle attirano i pianeti... e sui pianeti ci siamo noi"
Mi sorride... è quel tipo di sorriso dolcissimo di chi aspetta da te una spiegazione, ma che comunque a priori ti crederà.
Non posso prenderle le mani, ma è come se lo facessi, ed il mio tono diventa ancora più dolce e paziente.
"Non so come spiegartelo... i corpi si attirano tra di loro... in modo proporzionale alla massa e inversamente proporzionale alla distanza..." Buio totale, però non so cosa fare...
"La terra è un grossa palla no? Tu ci sei sopra... ti attira... hai presente le calamite ?"
"Si, circa"
"Lascia stare le calamite... quando balli... pensa con la tua testa... salti e cadi giù, no ? Cosa vuol dire ? La terra ti attira"
"Si, è vero... non ci avevo mai pensato"
"Ok! Perchè tu sei piccola e lei è grande... il Sole è più grande e attira la Terra"
"E la Terra la Luna!! Che è tutta butterata come il formaggio... me l’ha detto l’insegnante"
"Si brava... e tante, tantissime stelle, una più grande dell’altra, continuano ad attirarsi senza fermarsi mai nell’universo... e girano in qualche modo intorno a loro... per questo è bello studiare le stelle"
"E vero..senti io devo andare a letto adesso"
"Ok, ma studia la matematica, ti farà capire tante cose, ok ?"
"Prometto...notte Max"
Accendo l’ultima sigaretta... lei è andata via, ma mi ha lasciato il cuore pieno di tenerezza...
Guardo Patrizia, che mi sorride quasi di cuore... io pago ed esco.
E’ bello tornare verso casa, fumo e mi chiedo... come cazzo si fa a spiegare la gravità ad una bimba di dieci anni ?