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Solo andata - di Alberto Petrarca

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 07/02/2007 alle ore 13:45:39

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Dormirà,
per ore ed ore,
accanto a quel letto che un giorno racconterà
tutto il dolore mai provato.
E sfiorerà quelle stesse lenzuola
Che un mattino,
uno fra i tanti,
forse non troppo lontano
la tenera mano di un altro uomo impaurito
sfoglierà
per leggere le prime righe
di quella favola tanto stupenda.

Ascolterà
Con immensa speranza...
...infinita...
il respiro
nella notte
di quel figlio che domani potrebbe nuovamente
parlare...
...camminare...

Piangerà con gli occhi chiusi
Dietro quella porta d’ospedale.

Su quella sedia
Rimarrà seduta
Minuto per minuto ;
e gli canterà le canzoni che ascoltava...
e gli parlerà di speranze che un giorno potrà
incontrare,
di una donna che forse lo farà
innamorare,
soffrire ;
che lo saprà ascoltare,
che lo saprà capire...

che lo vorrà vivere.

Poserà una lacrima su
Quel cuscino che da diverse sere
Ormai
Gli accarezza i capelli.
Con il suo dolce sguardo di madre disperata
Saprà scorrere le pagine del suo cuore
Dove ha già scritto tutti i suoi ricordi.
Le sfoglierà con delicatezza...
...per non fargli male...
e lo aiuterà.
Gli dirà di combattere :
di non aver paura.
Gli insegnerà a volare...sognando...

E sognando gli comanderà di vivere.

Stringerà le sue mani
Con una forza così debole che solo una
Madre
Può immaginare ;
e fra le urla di un vento che
diventa sempre più pesante,
senza più nessuna preghiera,
cercherà di uccidere quel silenzio che
da troppo tempo le sconvolge la vita,
che la assorda...
che la tormenta...
piangerà ancora una volta,
un’ultima volta,
e con più coraggio di prima

ti ringrazierà

per avere regalato a suo figlio
qualcosa che non ha prezzo.
Per avere riacceso la luce
Negli occhi di un uomo e di una donna
Che stavano morendo
Insieme
Al loro più grande amore.

Ti sognerà ogni notte
E ti vedrà camminare
Sotto un cielo stellato,
mano nella mano,
con una persona che tu stessa sconosci,
ma a cui lei ha dato la vita e a cui
tu
l’ hai restituita.


Perché
Se tu non fossi stato
Mai
Capace di essere così grande,
di essere così uomo,
forse
adesso
guarderebbe per l’ultima volta
il viso del figlio su una pietra
tanto
fredda...gelida...
già graffiata dal grido strozzato
di una pioggia senza tempo.

E invece no!
Guardala!

Seduta per terra,
in una stanza riscaldata
soltanto
dall’unica fiammella di quell’inesauribile
candela che tu e
solamente tu
hai acceso,
al buio
gli sta leggendo una fiaba meravigliosa
di un famoso autore senza nome.

Ti ringrazierà
Per avere schioccato dolcemente le dita
Allontanando un destino che non vivrà mai,e
Con tanta fatica
Avere creato dal nulla
Una realtà che senza di te
Non avrebbe mai assaporato il profumo...inebriante
Di questo bocciolo così tenero...fresco...indifeso.

È incredibile come
L’uomo
Possa essere misero e grande
Nello stesso istante.




È incredibile come
Un dono
Così piccolo e intenso,
possa cambiare una storia
incominciandone improvvisamente...un’altra.

Un film commovente che nasce
Sul finestrino di un
Treno
Che sfreccia tra
Ricordi e paure
Cancellando il dolore.

È come se,
ad un tratto,
la luna
abbracciando uno dei suoi deboli raggi
avesse baciato
il cuore di un lago ghiacciato,dove

le lacrime
trovano sfogo e...fine.

Dove la sofferenza non esiste più.

Dove un profonda ferita
Della più piccola parte del mondo viene
Finalmente
Guarita.

Tu
Che sei uomo e sei eroe ;
tu
che hai disegnato il tuo nome
fra stelle che un giorno tutti potranno
ammirare,
hai vissuto la tua vita

per la vita.

Chissà quanti vivranno come te!