Solo Amici? - di Sandy Potter
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/02/2008 alle ore 14:02:21
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- Allora, hai deciso cosa si fa domani sera? chiese Matteo ad un tratto, interrompendo le nostre lunghe ore di studio.
- Ti stai riferendo a qualcosa in particolare? chiesi a mia volta.
- Non si risponde ad una domanda con un’altra domanda. Comunque mi stavo riferendo al fatto che domani è Halloween e di solito hai sempre programmi piuttosto... - si fermò un attimo per cercare la parola giusta - ... macabri. disse infine.
- Per te stare in casa, a guardare “Frankenstein Junior” equivale ad un programma macabro? Sei messo davvero male. Ora capisco perché Francesca ti ha mollato. scherzai.
- Non sai neanche di cosa stai parlando. mi rispose in modo brusco, alzandosi e rimettendo i suoi libri nello zaino.
Sapevo che aveva sofferto molto quando Francesca l’aveva lasciato, ma non pensavo che, a distanza di mesi, ne risentisse ancora così tanto da trattarmi male.
La sua ex, alcuni giorni prima di lasciarlo, mi chiamò per chiedermi consiglio sulla sua decisione; lei ed io non eravamo mai state grandi amiche e mi era subito parso strano il suo atteggiamento.
"- Ho deciso di lasciare Matteo. mi comunicò Francesca alla fine di un lungo giro di parole.
- Come mai? chiesi dopo un attimo di silenzio nel quale avevo immagazzinato la notizia.
- Andiamo, Lucia, lo sai bene perché. C’eri anche tu nelle ultime uscite e di sicuro l’avrai notato.
Io caddi dalle nuvole come al solito: - Cos’avrei dovuto notare, scusa?
- Lucia, non fingere, so che per te è lo stesso. Comunque, visto che fai la finta tonta, te lo dico io: Matteo è innamorato di te.
- Non è possibile. E poi io non sono innamorata di lui. dissi semi-sconvolta dalla rivelazione.
- Ho visto come vi guardate. aggiunse lei.
- Come ci guarderemmo? notai che avevo leggermente alzato la voce, quella situazione e quelle insinuazioni non mi piacevano per niente Siamo amici fin da piccoli ed è l’unico ragazzo di cui mi fido.
- Vi ho osservati a lungo in quest’ultimo periodo e sono assolutamente certa di ciò che sto dicendo. fece una breve pausa, prima di continuare a parlare Sapevo fin dall’inizio ciò che lui provava per te, ma speravo che stando con me ti dimenticasse, ma mi sbagliavo.
Io continuai a fissarla a bocca aperta, senza poter dire niente."
Dopo le insinuazioni o rivelazioni, dipende dai punti di vista, Francesca lo mollò accampando scuse che non c’entravano niente con quanto mi aveva detto.
Non mi sono mai posta veramente il problema se piacessi o meno a Matteo, sarebbe stato strano se fosse avvenuto il contrario. Insomma, siamo cresciuti insieme, ci conosciamo da tanti anni e lui ha considerato con un certo disprezzo i ragazzi che sembravano interessati a me, ma l’ho sempre vista come una protezione da fratello maggiore, mai da possibile fidanzato.
Mi riscossi dai miei pensieri quando sentii il suo zaino sbattere per terra, mi voltai verso di lui e vidi qualcosa che un po’ mi spaventò: era serio e nei suoi occhi si leggeva un’immensa tristezza.
- Scusa. non seppi neanch’io da dove mi venne fuori la voce per scusarmi della battuta poco felice di qualche istante prima.
Dopo quella che parve un’eternità si voltò e mi sorrise: - Non hai niente di cui scusarti. So che non hai mai potuto vedere Francesca, quindi non preoccuparti, è tutto a posto.
Non so perché ma non gli credetti, almeno non subito.
- Ci vediamo domani. riprese lo zaino, se lo mise in spalla e si abbassò per darmi il consueto bacio sulla fronte che non mi aveva mai fatto mancare.
- Ok. risposi, mentre gli chiudevo la porta alle spalle. Presi i miei libri e li portai in camera, dopodichè preparai la borsa per l’indomani.
~*~
La sera dopo la pseudo-discussione ci ritrovammo a casa mia per la classica serata di Halloween, come facevamo ormai da qualche anno. L’aria era un po’ tesa, visto che per tutta la giornata non eravamo mai stati soli, ma insieme al resto del gruppo.
- Faccio partire il film? chiesi dopo qualche momento di silenzio.
- Certo, ma dopo c’è anche un altro film, vero?
- Vorresti cambiare il programma fisso della sera di Halloween? So che “Frankenstein Junior” non dura fino a mezzanotte, ma... che film proporresti?
- Per restare in tema con Mel Brooks e Halloween direi che... - tirò fuori da dietro la schiena un altro dvd questo possa andare bene.
- “Alta tensione”? ci pensai un po’ Ok, ma dopo Frankenstein.
- Ti rendi conto che il nostro Halloween è assolutamente inoffensivo? Cioè non guardiamo mai film che fanno veramente paura. disse prendendo qualche patatina fritta dalla ciotola posata sul tavolino.
- Per me questi prendono in giro questa festa che, francamente, non ho mai approvato pienamente. spiegai facendo partire il dvd.
La musica del film si diffuse in tutta la stanza, dopodichè sullo schermo apparve la bara del nonno del protagonista e lì scoppiai a ridere, come sempre.
~*~
“Frankenstein Junior” forse durò meno del solito, anche se non saprei spiegare come potesse essere vera una cosa del genere.
Mentre aspettavo che il dvd uscisse dal lettore, Matteo si decise a parlare: - Ti devo dire una cosa e riguarda quello che hai detto ieri. aspettò che io mi misi nella mia tipica posizione di ascolto Forse è arrivato il momento di dirti di cosa mi ha parlato veramente Francesca quando mi ha lasciato.
Restai lì a fissarlo come se da un momento all’altro gli potessero spuntare dei denti da vampiro e mi sembrò anche di sentire, in lontananza, la colonna sonora di “Alta tensione” che si avvicinava sempre di più, proprio come nel film.
Matteo non si preoccupò molto della mia espressione e continuò a disquisire: - Mi ha detto di averti chiesto consiglio, ma che non l’hai aiutata poi molto. Mi ha detto che si è accorta di ciò che proviamo l’uno per l’altra...
- Io non credo che quello che lei ha visto ci sia veramente. lo interruppi io, neanche pensando a quello che stavo dicendo.
Per tutta risposta mi fissò un attimo e poi riabbassò lo sguardo: - Oh, beh, non pretendo che tu dia una risposta ora. So che non le hai creduto, ma pensavo che dopo questi mesi avessi cambiato idea o comunque ti fossi accorta...
- Frena un attimo, - lo interruppi una seconda volta mi stai dicendo, forse, che quello che mi ha detto Francesca era ed è vero? Cioè che tu provi qualcosa di diverso dall’amicizia per me? a quel punto mi alzai dal divano, non riuscivo a stare ferma, non dopo quello che lui stava per dirmi.
- Lu’ da quanto siamo amici?
- Da una decina d’anni, se non di più. Ma cosa c’entra con il resto.
- Apparentemente non c’entrerebbe, ma per molti anni siamo sempre stati come fratello e sorella. Poi quando abbiamo iniziato a crescere, tu hai iniziato ad interessarti ai ragazzi e ho notato che mi ingelosivo, non capendo effettivamente cosa stesse succedendo, cercavo di proteggerti come avrebbe fatto un fratello. Poi abbiamo conosciuto Francesca e tu subito sei rimasta fredda e distaccata, non l’hai accettata come membro del gruppo e questo mi ha fatto capire un po’ di cose.
- Capire cosa? il filo del discorso l’avevo un po’ perso mentre continuava a parlare, anche se l’avrei ascoltato per ore forse.
- Capire che anche tu provavi qualcosa di diverso, naturalmente non l’hai mai compreso. Diciamo che Francesca mi è sembrata fin da subito una buona idea.
In quel momento il mio sguardo era più o meno obliquo e più o meno stupito, visto che Matteo non aveva mai preso in considerazione le ragazze come degli oggetti, probabilmente perché aveva un’amica femmina e sapeva che me la sarei presa troppo per una cosa del genere.
Visto il mio silenzio prolungato continuò a parlare: - Non l’ho proprio usata, le ho solo fatto un favore, come lei l’ha fatto a me.
- Vi siete usati a vicenda? Molto leali. asserii sentendo il suo racconto.
- Non è stata una questione di lealtà a farmi fare quello che ho fatto. Volevo proprio vedere la tua reazione.
- La mia reazione la vedi ora. Mi sto domandando giusto adesso come tu abbia potuto farlo.
- Te l’ho appena detto perché e come.
- Ricapitolando: mi stai dicendo che ti sei accorto di provare qualcosa per me, qualcosa che va al di là dell’affetto fraterno. Quindi hai pensato bene di usare un’altra ragazza per capire se anch’io provo la stessa cosa che provi tu.
- Esatto.
- Mhm... diciamo che avevo iniziato a pensare seriamente che ci fosse qualcosa di più di amicizia fraterna, ma dopo questo mi sto ricredendo, infatti non riconosco più il mio migliore amico. purtroppo avevo anche iniziato ad alzare la voce, non volendolo.
- Calmati. disse prendendomi per le spalle e fermandomi in mezzo alla stanza.
- No, non mi calmo. Ti rendi conto della scorrettezza che hai fatto? Di quello che posso pensare adesso di te?
- Spero che tu pensi che io sia il principe azzurro perfetto, che farebbe qualsiasi cosa per far capire alla persona che ama che ci può essere altro, oltre all’amicizia. in quel momento notai che mi stava guardando con dolcezza. Forse mi aveva sempre guardata così, ma non ci avevo fatto caso più di tanto.
- Non è esattamente quello che sto pensando al momento, visto che ti considero un manipolatore che non guarda in faccia nessuno. dissi ricambiando lo sguardo e sorridendogli.
- Manipolatore? parve pensarci su Un po’. scherzò.
- Comunque non pensare di cavartela così facilmente.
- Sapevo che l’avresti detto. sospirò Cosa vuoi che faccia?
- È Halloween, giusto?
- Te lo ripeto: cosa vuoi che faccia?
- Ci sto ancora pensando. tolsi le sue mani dalle mie spalle, appoggiai un indice al mento e feci finta di pensare, passeggiando su e giù per la stanza.
- Ci stai pensando da troppo, evidentemente non sai cosa fare.
- Non mi sottovalutare. dopo qualche istante ebbi un’idea alquanto perfida, ma che poteva saziare la mia sete di vendetta Ricordi il mio costume di carnevale?
- Quello da hippy? Certo che me lo ricordo.
- Bene, perché dovrei averlo ancora da qualche parte.
- Cosa vuoi farmi fare? chiese con uno sguardo preoccupato.
- Lo vedrai tra qualche minuto. dissi, mentre mi dirigevo in camera a prendere i jeans decorati. Appena trovati ritornai in salotto e glieli sventolai sotto il naso Ti dovrebbero essere un po’ corti, ma non importa.
- Non vorrai che me li metta, vero?
- Sì. Diciamo che voglio prendermi una piccola rivincita e vedere fino a che punto arriveresti pur di avere qualcosa di più dell’amicizia.
- Te l’hanno mai detto che sei sadica?
- Mi sembra che un certo ragazzo qualche tempo fa me l’abbia detto, solo non ricordo in che occasione... Ah, sì, perché l’ho costretto ad andare in giro vestito da donna perché mi aveva mentito riguardo alla partita di baseball più importante della stagione.
Matteo prese i jeans senza fiatare e si cambiò alla velocità della luce. Certo i jeans gli stavano piuttosto corti e stretti, essendo molto più alto e muscoloso di me.
- Bene e adesso via maglione e camicia.
- Non vorrai farmi uscire così, spero.
- Tranquillo, farai solo il giro dell’isolato. ridacchiai forse un po’ troppo sadicamente.
- Lucia, ci sono sì e no cinque gradi là fuori, mi prenderò una broncopolmonite. si lamentò cercando di impietosirmi con la sua espressione da cucciolo.
- Non riuscirai mai a farmi cedere. Andrai in strada, farai il giro dell’isolato e tornerai qui, non mi sembra tanto difficile.
- Ok, ma mi avrai sulla coscienza se mi ammalerò.
- Così impari ad usare una povera ragazza per far ingelosire la tua migliore amica.
- Ma era a fin di bene. protestò lui pensando di avere ragione.
- Fila fuori a fare il giro dell’isolato, prima che la temperatura cali ancora. ordinai come un capitano dei Marines.
- Va bene, ma se entro dieci minuti non mi vedi tornare vuol dire che sono morto congelato in mezzo alla strada.
Mise la mano sulla maniglia della porta, l’aprì, ma lo bloccai prima che potesse fare un passo di più.
Sinceramente non so cosa mi prese, perché in quel momento capii che non era più importante la prova che gli stavo chiedendo di compiere.
Mi alzai sulle punte e premetti le mie labbra sulle sue, dopo qualche istante, Matteo rispose al bacio e mi avvolse con le sue braccia.
- Vedo che hai cambiato idea. disse quando ci staccammo.
- Non proprio. Ho solo pensato che non avrei potuto torturarti a dovere se tu fossi stato in un letto d’ospedale. ammisi, appoggiando la mia fronte alla sua.
- Quindi?
- Quindi cosa?
- Quindi il mio giochetto con Francesca ha sortito l’effetto desiderato, o mi sbaglio?
- Diciamo che ha dato la spinta giusta. sorrisi.
- Lucia, ti amo e prometto che non farò mai più una cosa del genere.
- Voglio ben sperare, altrimenti la prossima volta camminerai nella neve nudo e non sarò così clemente come sta volta. Ma ti amo anch’io.
- Posso rivestirmi? Inizio ad avere un po’ di freddo e poi abbiamo un altro film da vedere.
- Non puoi rivestirti, ma possiamo guardare il secondo film. dissi sciogliendomi dall’abbraccio che ancora ci teneva legati.
- Sadica. disse mentre si sedeva sul divano.
- Lo so. sorrisi, prima di accoccolarmi vicino a lui e schiacciare play sul telecomando.
