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Seduto a un tavolo - di Vincenzo Gatta

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 30/10/2007 alle ore 19:53:58

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Avevi passato molte ore in quello sgabuzzino con le carte in mano, circondato dal fumo e dagli avversari, tutti avevano camice sbottonate, enormi catene d’oro e fondine in vista. Quel tavolo l’aveva organizzato un tuo amico, una specie di manager. «Quelli hanno il portafoglio pieno e il cervello vuoto, gioca e fatti un po’ di soldi». Non ti eri fatto ripetere l’invito due volte, giocare ti è sempre piaciuto. La partita era quasi finita, era arrivato il momento dell’all in, un piatto da cinquantamila. Ha scoperto le carte, le hai scoperte tu e poi sei morto.
Non sai ora dove ti trovi, ma ti rendi conto che non è un’illusione, le uniche cose che vedi sono un tavolo e una sedia davanti a te. La stanza è talmente buia che non riesci a distinguere le mura e il soffitto. All’improvviso ti accorgi che la sedia è occupata da una donna. Ha capelli rossi che dopo un po’ scioglie sulla mantellina che porta sulle spalle, un volto bianco che le dà un tocco d’eleganza, una bocca carnosa e rosea e occhi di un marrone profondo.
«Ciao, benvenuto nel mio mondo, sai cosa ti è successo?» disse guardandoti quasi divertita.
«Ciao» rispondi con naturalezza «penso di essere morto».
«Esatto, a volte ci metto intere ore per convincervi».
«Perché dici convincervi ci sono solo io qui».
«Ora. Ma si può dire che tutto il mondo passerà da qui e siederà su quella sedia, proprio come te». «Tu devi essere la famosissima e temutissima Morte». dici con un tono irresoluto.
«Non ho mai incontrato nessuno che ci abbia messo così poco tempo per capire chi fossi e cosa gli fosse successo. Bravo, davvero molto bravo».
«E si può dire che tu abbia incontrato molta gente». ride, è strano, ma la trovi bella quando ride. «Passiamo alle cose serie, tu sei qui perché devo decidere dove passerai l’eternità».
«E come farai a decidere, tiri una monetina, oppure hai una cartellina con su scritti tutti i miei peccati e mi estorcerai un pentimento».
«Niente di tutto questo, ti do un ultimo desiderio, in base a quello che chiedi, deciderò».
«Ok, voglio tornare vivo».
«Lo dicono sempre tutti». borbotta tra sé e sé con un’aria annoiata. «Questo desiderio potrai ben comprendere che non posso esaudirlo. In ogni caso hai rischiato molto dicendo questo, sai. Avrei anche potuto decidere di non darti una seconda possibilità».
«Mi piace rischiare e poi non sarei mai potuto essere sicuro se non te lo avessi chiesto. Allora, visto che mi hai dato una seconda possibilità, voglio guadagnarmi il paradiso a poker».Improvvisamente appaiono davanti a voi delle fiche e un mazzo di carte. Mentre tu mischi le carte, lei divide le fiche, spacca il mazzo e la partita ha inizio.
Le prime cinque carte sono abbastanza buone, una coppia di assi, apri di cento e aspetti di vedere lei cosa fa, sei abbastanza sicuro che rilanci, invece, vede i tuoi cento e non cambia carte. Strana giocata, ma dopo tutto stai giocando contro la Morte e cosa c’è di logico in questa cosa? Cambi due carte, per non farle accorgere che l’unica cosa che hai è una coppia. Continui puntando centocinquanta, la bellissima donna vede la tua puntata e rilancia di altri cinquanta, che tu vedi e rilanci molto velocemente, in modo che sia lei a pensarci un po’ e tu a scoprire il suo gioco. Ma purtroppo con altrettanta velocità vede il tuo rilancio e devi scoprire le carte. Hai vinto la prima mano con una coppia d’assi, ma non sei riuscito ancora a capire il suo gioco e non ci riesci nemmeno nelle tre mani successive nelle quali perdi clamorosamente. Ti rifai con un full e un tris. Adesso sei tu che dai carte, per ora non hai nessun punto in mano. Hai deciso di bluffare. Punti subito molto e speri che lei s’intimidisca ed esca. Far mettere paura alla Morte, vuoi fare proprio le cose in grande. La cosa più straordinaria è che ci riesci. «A volte posso sbagliare anche io». dice con un tono divertito mentre mischia le carte. La partita prosegue. Dopo aver cambiato le carte decidi di giocarti il tutto per tutto con quel colore, cinque carte di quadri che possono valerti un’eternità o il suo opposto, unisci tutte le fiche che hai sul tavolo e punti, all in. Lei vede. Non sei mai stato così in tensione durante una partita a poker. Fai vedere il tuo punto e aspetti che anche lei faccia lo stesso, ma appare alle tue spalle una porta. «Attraversa quella porta, te lo sei guadagnato».
Ti guarda la bella donna dai capelli rossi mentre attraversi la porta e ride guardando il suo colore di cuori, mentre chiudi la porta.