Se solo l'avessi detto allora - di Vincenzo Gatta
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 13/06/2008 alle ore 12:38:45
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Questa sera un solo attimo mi ha reso veramente felice, un solo istante dove tutti i miei desideri si sono esauditi. L’attesa del suo saluto ogni mattina, il suo sfiorarmi le guance con le labbra, come se fossero così fragili che al minimo tocco sarebbero andate in mille pezzi. La speranza che avevi quando si alzava dal suo posto, che si venisse a sedere vicino a te. Ogni piccolo fremito che ho provato guardandola, ogni gioia e ogni piccolissima soddisfazione, si sono riunite in quell’attimo.
Saluti generali di un grande addio che si mascherava meschinamente da arrivederci, ho dato un saluto frettoloso anche a lei. La sua risposta al mio saluto è stata altrettanto frettolosa, ma all’improvviso, come se si fosse resa conto che ero io, mi ha guardato e mi ha abbracciato. La sua testa sulle mie spalle, le mie labbra sui suoi capelli, le braccia intorno alla vita, un attimo che avrei voluto non avesse mai fine. Tutto le parole che non gli avevo detto, tutto ciò che gli avevo nascosto, tutto quello che mi frullava per la testa, in quel momento avrei potuto dirle tutto e liberarmi di questo dolore, ma come sempre la mia stupidità ha avuto la meglio: “ Dai che ti vengo a trovare”.
La frase più stupida che avessi mai potuto dire. Come succede solitamente, le parole migliori mi vengono solamente quando scrivo.
Sei bellissima, non vorrei lasciarti mai più andare, vorrei che quest’abbraccio non finisca mai. Impazzirò adesso che non ti vedrò più ogni mattina, adesso che non mi saluterai come solo tu facevi. Ricorderò per sempre le tue labbra sfiorare la mia guancia. Mi mancherai, davvero, mi mancherai tantissimo.
