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Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale

Ricordo: Insonnia, e la lunga Corsa

Insonne sin da bambino, sin da quando passavo le notti ad occhi spalancati nel letto dei miei genitori, ascoltando il loro respiro spesso interrotto dalla mia recalcitrante insofferenza per quelle ore buie, monotone, sempre uguali, che mettevano frenesia e stanchezza, pigrizia ed irrequietezza nelle gambe, nelle braccia. Insonne da ragazzino, sin da quando i pensieri dei quotidiani impegni si mescolavano con le pulsioni di una vita immaginata, appena schiusa, con il suo carico affascinante e...

Siedi

Attendiamo le mie parole. E puntuali, ritornano, consapevoli e vere più di sempre. Seduta su infinite foglie, cadute, dipinte, raccolte, conservate, strette tra le ricorrenze più sognate. Le parole che ho sognato quando ho riconosciuto i tuoi occhi sono tante, solari, piene di grazie e cure infinite; quelle parole mai scritte e immaginate da tanto, le ho lette nei tuoi sorrisi e nei tuoi pensieri che rincorrevano i miei volti. In compagnia di volti sconosciuti e mai più...

Uova di Pasqua

Mio padre lavora in una fabbrica di Uova di Pasqua e lui sa bene come vanno queste cose. Ecco perché da bambina, quando mi portava in giro per la città, mi diceva: “Non passare la vita ad aspettare che arrivi l’Uovo e non stare ad ammirarlo troppo. Se ti piace, accettalo e basta”. Mio padre non si riferiva all’Uovo di per sé, sempre bellissimo e squisito. Si riferiva alla sorpresa che c’è dentro. Qui ogni persona, presto o tardi,...

Nel silenzio della campagna

Forse si è solo allentata una coppiglia, pensava Alfredo mentre continuava a lavorare con il suo escavatore. Quando arrivava a tirare su la terra ed il fango per sistemarla sull’argine del fosso, ecco che sentiva una specie di scatto e un cigolio. Si era fermato, era sceso dalla cabina, aveva dato un’occhiata al braccio meccanico. Sembrava tutto a posto, forse era soltanto un pò di gioco sul perno principale, aveva sentenziato tra sé. Però non si sentiva tranquillo, era da solo a...

La temporeggiatrice e la sveglia

La sveglia sul mio comodino di plastica blu segna le 19.00. Non riesco ad aprire gli occhi. Cerco di farlo ma le palpebre sono pesanti come saracinesche e la stanza appare avvolta da una sorta di nebbia. Ho gli occhi ancora velati dal sonno. Il mio cervello ordina al resto del corpo di destarsi, lo giuro! E la mia coscienza cerca di convincerlo che è uno spreco di tempo vitale restare ancora a letto. Ma per una buona mezz’ora è tutto inutile. Accade sempre quando dormo troppo...

Electricity) {V parte}

Mi guardo scendere dall’auto e seguirlo dentro...Il locale è un girone infernale dove corpi si contorcono al ritmo martellante della musica troppo alta per parlare, per ascoltare...mi sobbalza qui, in mezzo. Odore di sudore, sesso, acido e alcohol si abbatte su di me, mi stordisce, mi inebria... Luci stroboscopiche regalano istantanee di sorrisi e ghigni, smorfie, lingue, occhi, labbra, seni, mani, pelle lucida...Il tuo volto. La tua schiena. I tuoi capelli. La tua giacca. No, non...

All'alba del centesimo giorno

“Ma cosa ci fa quel matto lì impalato da giorni?” chiese un’anziana signora al fruttivendolo, indicando la figura di un uomo, immobile, con lo sguardo puntato verso una finestra del palazzo reale. “Quello lì era uno dei soldati della guardia reale, stà lì perché si è innamorato della principessa.” disse il commerciante, abbassando il tono di voce, quasi ad un sussurro. “E spera di fare innamorare la principessa, stando fermo come uno stoccafisso?”...

Lettera ad un pazzo!

O pazzi, voi siete i “normali” del mondo. Pieni di pensieri, che corrono saltellanti l’uno sugli altri, senza ordine, senza dolore, in quanto il dolore è morto quando le vostre menti si sono alienati dai vostri corpi. Liberi. Amanti delle vostre folli concezioni, eternamente vivi. La morte vi sorride, mentre voi ve la scopate, pensando che sia una puttana ad ore, ignorando che invece sarà lei a fottervi. Questo vi rende dei veri immortali, perché quando un...

Agonia

“Amore ciao. Ch...” “Ascolta. Qualcuno mi sta seguendo. Ha cominciato a tamponarmi e io...” “Cosa?..Aspetta, aspetta...Dove sei ora?” “In auto. Non so dove. Ho girato per una stradina secondaria cercando di seminarlo. Credo di avercela fatta. Ma non so dove cazzo sono finito. Qua è buio, piove e non ci sono segnali. Sapessi che spa...” Bestemmio. Questa strada di merda piena di buche. Ho le mani sudate per l’agitazione. Un balzo...

La metamorfosi della svolta

Entrò nella stanza buia, pregna di fumo. Fu invitata a sedere su una sedia di legno, con lo schienale alto. Le furono chieste le generalità e da dove veniva, le prime formalità. Fino a quel momento aveva saputo mantenere il suo contegno eretto ed elegante, malgrado la nuova esperienza la rendesse nervosa. Poi le fu chiesto il motivo di quella richiesta d’aiuto ma a quella domanda non poté rispondere, se non con poche parole strozzate. Un pianto dirotto la...