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Ritratto1 - di Rossolaccato

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 25/08/2008 alle ore 19:35:38

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Viveva insieme ai suoi genitori in una piccola casa ben ordinata.Nel soggiorno non vi
era mai nulla fuoriposto,i sopramobili conservavano la stessa posizione da anni.Solo a
Natale la monotonia era spezzata da un piccolo abete addobbato con qualche piccola
pallina rossa.La madre aveva sempre una battuta tagliente per ogni occasione.La prima
volta che la vidi avrei giurato fosse qualche professionista;i suoi abiti erano sempre
griffati,la sua collezione di occhiali da vista era ben assortita di colori che ben si
sarebbero abbinati ai vari abiti.Una volta le parlai e mi balzò agli occhi la sua misurata
autorità nei confronti della figlia e della vita.Mi piace fantasticare che lavoro fanno le
persone che conosco,mi piace immaginarle in altri panni,perchè quando escono dalle
loro noiose mansioni sono del tutto
diverse:puttane,drogati,depressi,malinconici,transessuali,dormono ancora con
l’orsacchiotto tra le braccia.Mi viene in mente la prima scena di taxi driver.E’proprio
vero:durante la notte vengono fuori gli animali più strani.Scoprii che non era altro che
una centralinista.Della sua laurea non so che ne fece.Forse l’ha usata per piangere la
notte sul divano dell’ordinato soggiorno.Il padre era la vittima delle due donne di
casa.Un povero uomo silenzioso che stava sempre al lavoro.A pranzo tornava a casa
raramente così la povera Anneke si ritrovava molto spesso sola in quella piccola cucina
confortevole.Si lamentava spesso dell’assenza dei genitori,sarà per questo motivo che
andava sempre in cerca di affetto.L’amicizia:sempre in cerca di amici che la
comprendessero,che ascoltassero i suoi infiniti monologhi.Ma ognuno ha i propri scazzi
e lei questo non voleva capirlo.Ci provai anch’io ad esserle amica,ma il mio carattere
non esattamente espansivo e molto critico l’ha probabilmente allontanata.Anch’io ero
in cerca di comprensione,di confidenze amichevoli,ma non avevo nessuna intenzione di
starmene zitta ascoltando i famosi monologhi.La cocaina,l’extasy,l’hashish:Anneke ama
bazzicare in discoteca.La verità è che si adatta ai contesti.Se il posto è più da coca,è
coca,se il posto è più communist-swing allora l’hashih è perfetto.Si sa,la droga è come la
moda,non puoi abbinare il viola con il verde bottiglia.Mi sono sempre accorta dei suoi
occhi tristi,avrei voluto dirle che non è niente.Io non l’ho mai beccata fatta di qualche
droga pesante,dal momento che non vado io a scoparmela.Tra l’amore e il sesso c’è
di mezzo qualche kilometro,ma anche questo lei non lo sapeva.Il sesso:è la pratica a lei
più comune soprattutto se qualche ragazzo le inizia a girare intorno.Non ha vie di
mezzo:una frequentazione,una chiacchierata,un caffè.Lei invece va subito al sodo.Di
conseguenza una che passa le giornate a scopare sembra non avere molto da offrire
oltre a gambe spalancate al vento.Lei era così.Andava alla ricerca dell’amore
vero,di affetto,di qualcuno che la prendesse per mano e la cullasse durante la notte.Il
nulla attorno a sè.Solo fiori stanchi di stare rivolti al sole.Cieca di fronte alla realtà.Lei
che non sa di niente.Solo del sale delle sue lacrime rivolte verso il cielo buio.Puoi
scappare da questo odiato posto,ma non da te stessa.Il tuo viaggio è solo un immobile
inizio.