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Narrativa_breve - testi pubblicati - O

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di Bruno Magnolfi
di Danilo Samuele Folini
di Edoardo Vulcano
di Giulia Calabrese

Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale

Un' altra donna

Entro nel solito bar, per il solitissimo caffè e grappa. Ho voglia di un’ avventura come di un battitappeto elettrico..cosi bevo e mi siedo a giocare il resto alle simpatiche macchinette statali... Frutti e campane che scorrono lievi...gioca per giocare, non giocare per vincere...il tempo passa. Ma è lei che mi si siede vicino, e la sua voce è dolce e fresca "Vinci?" Beata ingenuità, o voluta malizia ? Nessuno vince, siamo legati alle percentuali...

Regalo di Natale

Credo di essere ignorante. Credo che poesia è sogno. E rabbia e sentimento. Credo che ognuno se la scriva per se e poi ci viva dentro. Non perchè lo decida o perchè lo sappia. solo perchè è. Ora piccolo come sono non credo di sapere ne conosco più di tanto. Scrivo e mi basta. Scrivo quello che mi passa. Vedo. E sento. Forse poi, se me lo ricordo lo incido. Spesso è difficile lo nomino e si scioglie bisognerebbe...

Formava dei vortici

Formava dei vortici. L’acqua che scendeva dalla doccia toccava la ceramica e, prima di sparire nello scarico, formava dei vortici. Ed a Marion sembrava di inabissarsi insieme alla schiuma ed ai suoi capelli, che perdevano forma e colore, per diventare estranei e senza vita. L’aspettava un accappatoio bianco, che tra pochi secondi si sarebbe macchiato del suo sangue di donna, e disgustata, disorientata da quell’idea Marion rimaneva, grondante, piantata fuori dalla doccia,...

Genio e sregolatezza

Ci sono giocatori tatticamente ingestibili. Pierluigi Orlandini, ad esempio. Una promessa. Una promessa di carriera sfolgorante. È il 1992, Pierluigi ha appena vent’anni, è titolare fisso nell’under 21 allenata da Cesare Maldini. Al 7’ minuto del primo tempo supplementare, Italia contro Portogallo, gli azzurrini sono impegnati nella finale del Campionato Europeo di calcio. Orlandini riceve palla al limite destro dell’area. Stoppa. Poi lascia partire...

Senza alcuna parola

Lo schiaffo non era stato particolarmente forte, ma il risultato lo aveva ottenuto ugualmente: lui era rimasto immobile, quasi incapace di comprendere cosa fosse effettivamente accaduto. Lei, con una certa freddezza, lo aveva lasciato parlare, aveva voluto misurare fino a che punto riusciva ad essere falso. Era rimasta in silenzio, lo aveva ascoltato, aveva lasciato che lui cercasse di apparire quello di sempre. Si era fatta portare fino alla loro solita panchina, quella dove avevano deciso di...

Senza che nessuno se ne fosse accorto

Eppure non credeva che si potesse fare sul serio. Pensava che standosene zitto, non dicendo nulla a nessuno la si potesse fare franca. Una cosa era certa. Di studiare quel pomeriggio Luigi non ne aveva nessuna voglia. Sentiva provenire da fuori le urla di alcuni ragazzi che giocavano e scherzavano e ridevano. Quegli schiamazzi continui lo infastidivano. Li sentiva sempre più vicini. Distingueva quasi le parole. Le riusciva a comprendere bene; una per una. Il più delle volte erano...

Guardati allo specchio

Che schifo. No, davvero, mi avete deluso. Tutti quanti. Alla fine, avete scelto lei ed eliminato me. Eppure vi avevo ben mostrato come stavano le cose. Ma voi no, voi lì a insistere che lei era bella, era buona, era servizievole, era paziente, era dolce, era umile, era innocente... e via di questo passo, gongolando intimamente perché tutto quell’essere bella, buona, servizievole, paziente, dolce, umile e innocente si riassumeva in una sola parola: sottomessa. Ma almeno adesso che non...

SUL TRENO

Sul treno Caro Antonio, oggi stavo camminando lungo il viale che faccio ogni giorno; le lezioni erano finite da poco ed io mi stavo lamentando con un’amica: durante un’ora del pomeriggio avevo avuto freddo in classe: l’inverno sta arrivando, ed io non ne ero affatto contenta. Anche per andare alla mensa, causa pioggia, mi ero dovuta bagnare, ed avevo così preso freddo. Mi lamentavo anche per la quantità di cose da studiare. All’improvviso mi sono accorta che le stringhe delle mie scarpe...

Sfacelo

Le pupille nelle pupille, girano e si rigirano su se stesse, osservando ogni più piccolo meandro di interiorità cosa cercano? Risposte non ce ne sono, o forse ce ne sarebbero troppe e troppo poche. In momenti come questo mi verrebbe voglia di annientare la realtà che mi circonda o di annientarmi nella realtà cui appartengo. Non ci sono più ideali né strade da seguire, tanto meno fini da perseguire o strategie da adottare. Ogni volta attendo quel...