Lo giuro - di Neera
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 12/03/2010 alle ore 19:35:32
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Io le ricordo ancora, le tue mani.
Le tue unghie sporche sotto le mie virgole. Non andavano mai bene, e io ti urlavo: "non scrivo più, lo giuro".
Te lo giuro.
Quanti giuramenti consumati sotto il tuo tetto di cartone.
Potevo giurare sulle vene azzurre che solcavano la terracotta della tua pelle; io le fissavo e mi immaginavo fiumi impetuosi che attraversavano una terra salata e lontana.
Giuravo di abbandonare le virgole. E quelle tue mani troppo severe.
Ma il giorno dopo tornavo, a testa bassa, la frangia sugli occhi; e tu ridevi.."stai imparando il marciapiedi a memoria, eh ? testa alta ! "
Io mi lasciavo cadere accanto a te, in un tonfo di ossa vuote, e nascondevo dita e quaderno.
Non le avevo lavate le mani, e le macchie di nero arrivavano ai gomiti; io che con la bic non so proprio scrivere e la stilografica che m’hai regalato piange inchiostro come una vedova siciliana.
Perchè tu sapevi cos’era, per me. Vecchio balordo dalle braccia che hanno mai chiesto spiegazioni. Sapevi che nel sonno mi entrava a fiotti neri e densi, e non mi bastava mai.Non ti ho mai detto grazie per avermi afferrato il braccio tutte le volte che l’ho portato allo sguardo per coprirlo.
E’ che io speravo in un’eclissi perchè il sole fa male agli occhi, a guardarlo. E pensavo che il buio facesse bene al cuore.
Mi hai insegnato che quel lampo di rosso che ti acceca filtrando attraverso le ciglia, lo vale tutto il dolore.
"Non aver mai paura di guardare dritto alle cose che fanno male", dicevi mentre ti rovesciavo addosso i miei mostri.
Maledetto geografo della mia esistenza, t’ho chiesto di ridisegnare latitudini e topografie, le coordinate per trovarmi.
Io me ne stavo ritta in piedi, contro le tue ginocchia, che di così nodose non ne ho mai viste. Tu sfioravi col pollice il viso di Morena, sul vetro sudato della tua fidata bottiglia, e :
"non ti affezionerai mai a uno come me, me lo giuri?"
"te lo giuro.Adesso racconta, però, "
E una fanciulla troppo curiosa, un cavaliere errante e un principe disincantato lasciavano le pagine e la tua bocca per entrarmi dentro e non uscirne più. E io volevo possederle come te, quelle storie.
"Crescerai, e ci riuscirai anche per me, me lo giuri?"
"Te lo giuro. Mi racconti di Colapesce?"
Vecchio bastardo che m’hai lasciata senza spiegazioni.
A sfogliare le pagine di un libro che dio solo sa come hai fatto a comprarlo.
175 pagine, una stilografica e milioni di giuramenti inghiottiti dal traffico.
Una dedica illeggibile sul foglio ingiallito. Alla figlia che non hai mai avuto.
Questa figlia da quando te ne sei andato, non ha imparato più niente.
Ha solo chiuso sottochiave tutto quello che le hai regalato. Quando sarà più forte, lo farà crescere,
non lo negherà al sole..e lo regalerà a chi avrà lo sguardo fiero e fermo come te. A chi riuscirà a vederla.
"un giorno scriverai di me, e lo leggeranno tutti. Me lo giuri ? "
"TE LO GIURO."
Ultimo aggiornamento: 2010-03-12 19:36:24
