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LA MORTE DI STEVE - di Moira Mercurio

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 19/07/2009 alle ore 03:13:56

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Correva, steve, movimenti nervosi, correva voloce.
Correva, con i suoi jeans chiari che urlavano pietà, con i suoi muscoli in agitazione, correva, steve, lungo quella strada buia, lungo quella strada deserta. E la gente, dalle finestre, urlava il suo dispezzo o solo scuoteva la testa, ragazzo che ti succede?
Correva, correva come un pazzo, urlava disperatamente il suo perdono, correva ed il mondo lo stava a guardare.
Perchè ti sei fermato, Steve? Perchè le tue gambe ora sono ricoperte di sangue? No, non ti fermare, non lasciarti affogare nelle tue lacrime.
"Se solo vi avessi dato ascolto, perdonami amore, perdonatemi tutti voi"
Era lì, caduto a terra, sotto quel cielo che neppure le stelle più mostrava. Era lì, e si chiedeva perchè.
E quell'uomo grande, insensibile, che lo prese e lo portò via. Lo picchiò forte, ma a lui non importava della sua pelle che si faceva violacea, le lacrime scorrevano, la voce si affievoliva sempre più.
Avrei cercato di salvarti in qualsiasi modo, ma nessuna medicina avrebbe più curato la tua anima.
Steve moriva quel giorno, senza più una speranza, si lasciò andare, fino a respirar l'ultima aria su un letto di lenzuola bianche.
Steve non morì mai, Steve vive ancora fra noi.
Questi fiori troppo colorati non rendono giustizia alla sua memoria, tantomeno le mie stupide parole.
Nell'aver vissuto bene la vita non ci fu niente da chieder perdono.