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Narrativa_breve - testi pubblicati - L

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Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale

Siedi

Attendiamo le mie parole. E puntuali, ritornano, consapevoli e vere più di sempre. Seduta su infinite foglie, cadute, dipinte, raccolte, conservate, strette tra le ricorrenze più sognate. Le parole che ho sognato quando ho riconosciuto i tuoi occhi sono tante, solari, piene di grazie e cure infinite; quelle parole mai scritte e immaginate da tanto, le ho lette nei tuoi sorrisi e nei tuoi pensieri che rincorrevano i miei volti. In compagnia di volti sconosciuti e mai più...

Oltre l'ombra di un uomo

Oltre il fiume non c’era niente, solo dei campi a perdita d’occhio ormai abbandonati, lasciati a pascolo per un gregge di pecore che rare volte un pastore volenteroso portava fino lì. Eppure c’era qualcosa tra quelle erbacce senza criterio, come un fascino proprio, di terra lasciata a se stessa, come se tutta quella zona si fosse ribellata spontaneamente a qualsiasi intervento umano. Certe volte mi spingevo oltre il fiume, attraversandolo con i piedi sopra dei sassi sporgenti,...

La nebbia di Capri

La nebbia di Capri Il 2003 fu un anno particolare per il clima; tutti ricordano il caldo terribile che abbiamo dovuto sopportare quell’estate. Pochi sanno però cosa accadde il 15.8.2003 a Capri. La gente si svegliò, o meglio, si alzò dal letto dopo una notte insonne per il caldo e quando si affacciò alla finestra, constatò che il mondo era sparito. Per i residenti fu un colpo al cuore, per i turisti americani un’ottima trovata...

Il Puzzle

Vecchia. Consumata, Arsa, Consunta,come una delle sete più pregiate esposta al sole, al mare, all’andirivieni delle onde. Vecchia, Consumata, Arsa, Eppure convinta che la vita, quella vera, era ancora alla sua portata; Facile preda della stretta orgogliosa che solo gli anni sanno stringere,far sentire. Sedeva al tavolo,nel suo salotto. Un bel salotto barocco dove anni addietro mille e più uomini ne avevano calpestato l’uscio. Un bel salotto...

La metamorfosi della svolta

Entrò nella stanza buia, pregna di fumo. Fu invitata a sedere su una sedia di legno, con lo schienale alto. Le furono chieste le generalità e da dove veniva, le prime formalità. Fino a quel momento aveva saputo mantenere il suo contegno eretto ed elegante, malgrado la nuova esperienza la rendesse nervosa. Poi le fu chiesto il motivo di quella richiesta d’aiuto ma a quella domanda non poté rispondere, se non con poche parole strozzate. Un pianto dirotto la...

Col sole in faccia

Una finestra troppo fine per ammutolire i rumori della strada. Le urla di un gruppetto di ragazzine. Già, oggi è sabato, è il giorno in cui si diventa grandi. La chiave gira a fatica nella serratura che fa resistenza, come non si volesse aprire. Le mattonelle rosse. Il classico rosso delle mattonelle. Interrotte solo da quadratini bianchi, qua e là. Batte il cuore seguendo il ritmo dei passi che si inseguono fino ad essere lì, col sole in faccia e mille...

In culo il lunedì

Niente caffè...è finito in casa...ma tanto io bevo thè inglese e c’è un’ultima brioche confezionata da poter scaldare, e con gli occhi ancora chiusi, la butto dentro e giro la manopola della temperatura del forno. Ecco che riaffiorano i pensieri con cui sono andato a dormire. Stanno li a borbottare come il bollitore della mia acqua per il thè. Accendo il pc e controllo la posta, niente di buono, niente di nuovo, la speranza sta scivolando giù per i pantaloni, perché anche se è...

Disegno di un pazzo

E’ notte. mi accendo una paglia. Fumo. Fumo tanto, tanto fumo. Cerchi bianchi nell’aria...la finestra è aperta e, come una bocca, aspira l’odore di questo momento; come bocca di donna mi succhia, risucchia in un vortice di strani, osceni pensieri lasciandomi un retrogusto amaro. Difficile che vada via. Perché scacciarlo?! La mia sigaretta si è ormai consumata. La uccido. E’ sicuro il mio gesto. due dita l’accarezzano dolcemente, i miei occhi...

La temporeggiatrice e la sveglia

La sveglia sul mio comodino di plastica blu segna le 19.00. Non riesco ad aprire gli occhi. Cerco di farlo ma le palpebre sono pesanti come saracinesche e la stanza appare avvolta da una sorta di nebbia. Ho gli occhi ancora velati dal sonno. Il mio cervello ordina al resto del corpo di destarsi, lo giuro! E la mia coscienza cerca di convincerlo che è uno spreco di tempo vitale restare ancora a letto. Ma per una buona mezz’ora è tutto inutile. Accade sempre quando dormo troppo...