John Fotter / John Photter - di Giuseppe Sterlicco
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 02/05/2007 alle ore 23:48:37
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Completamente svuotato. Così si sentiva John quando riaprì gli occhi. Non sapeva cosa gli fosse successo ne dove stesse. Ricordava qualcosa,giusto qualcosina,ma poi il buio totale.’’Chi sono?’’’’Dove mi trovo?’’ : erano le uniche cose che gli passassero per il cervello,in quell’istante.
Poi una porta si aprì ed entrò un omone grande e grosso accompagnato da una donnetta che avrà avuto pressappoco l’eta della sorella minore di John; se mai ricordasse d’avere una sorella. L’omone aveva in mano una grossa siringa con l’ago bell’appuntito. La donnetta un bel termometro grosso,di quelli che si ficcano nel culo e si aspetta giusto due minuti.
’’Chi siete?’’ chiese John,mentre poche sbiadite immagini di quello che era successo gli si paravano davanti.
’’Il tuo medico e la tua infermiera. Adesso zitto e muto che dobbiam morfinizzarti’’
’’Ma cos’è successo?? Perchè sono qui??’’.
Nessuno rispose.
Pensò anche se con quell’emicrania gli venisse davvero difficile. Pensò come quando l’alunno finge di pensare durante un’interrogazione ma l’unica frase che gli frulla in capo è ’’Ma che cazzo devo dire?’’.
Poi la porta si riaprì ed entrò un altro omone seguito da un’altra donnina : ’’Un urgenza al pronto soccorso dottore : Lo stiamo perdendo!’’. I 4 si catapultarono fuori dalla stanza dove intanto John stava pensando e ripensando. Non si accorse neanche che i dottori fossero usciti,seguiti dalle due infermiere. Il siringone con l’ago bell’appuntito era ancora lì,grosso,imperioso,luccicante. Del siero giallo vi era all’interno. Il termometro grosso,ma proprio grosso,di quelli che si ficcano nel culo e si aspetta giusto due minuti era posato sul letto accanto a quello di John. Lo stanza era praticamente vuota,apparte lui.
’’Ma che ci faccio qua? Mmmm forse mi sono sbronzato così tanto che manco ricordo chi sono più? O forse sono morto e questo è il Purgatorio? L’han sempre descritto come una specie di sala d’attesa e se anche questa non ha ne le forme ne le mura di una sala d’attesa sembra una sala d’attesa. Bha’’.
Poi un uccelletto spellacchiato si posò alla finestra e quatto quatto iniziò a beccare su una delle ante. La aprì ed entrò nella stanza. John lo guardò,spellacchiato com’era e pensò ’’Giornata buia anche per te eh?’’.
L’uccelletto guardò John piegando leggermente la testa verso sinistra e poi ricontorcendola verso destra. Poi iniziò a beccare sul laccio della flebo.
’’Brutto figlio di puttana! Vuoi uccidermi eh? Uccelletto spellacchiato del cazzo io t’ammazzo’’ e gli tirò un pugnò. L’uccelletto spellacchiato lo scansò,guardò di nuovo John e volò via.
Per un attimo,John,invidiò quell’uccelletto,bello e spellacchiato com’era : Almeno lui anche se malconcio poteva volare.
Si aprì la porta ed entrò una donna sulla 30ina. Bella,prosperosa,vestita da infermiera. Non era come quelle due che pochi attimi prima erano entrare nella stanza,chi con il termometrone da mettere in culo chi con la notizia che un povero cane se ne stava andando all’altromondo.
’’John Fotter. Bella sbronza la sua ieri sera eh? Dicono poi che il volo che ha fatto dal 4° piano del Parcheggio con la sua Mustang sia stato spettacolare. Peccato che non ne sia rimasto illeso : Poteva entrare nel Guinness’’ disse.
’’Spetta che mi alzo dal letto e mi metto in forma. Poi vengo a casa tua ed entriamo insieme nel Guinness’’ rispose. Poi l’infermiera bella e prosperosa gli si sedette accanto.
’’Ma lo sa che io sono una sua grande fan?? Tutti i film che ha fatto,tutte le volte che è apparso in tv o nei giornali,tutte le corse di rally.. Lei è un uomo veramente eccezionale.’’
’’Ma chi cazzo sono?’’ pensò John,sorridendo.
’’A me è piaciuto tanto quando nel suo penultimo film ha girato quelle scene a cavallo senza controfigura. Era stupendo.’’ replicò la donna.
’’Bha,ma chi cazzo sono?’’ ripensò John,sorridendo.
’’ Poi quando gira quelle scene romantiche..le sue labbra...i suoi movimenti...’’ .
A ’sto punto John s’alzò sul letto,guardò la ragazza che gli era di fronte,le prese la testa con una mano e la baciò.
’’ Woooooooooooooow’’ urlò la donna ’’ Sono stata baciata da John Foooootteeeer!!’’. John sorrise e la ribaciò. Poi le disse ’’ Su su...chiudi la porta a chiave che ci divertiamo’’.
Iniziarono a scopare.
’’E’ stato meraviglioso. Adesso anche io potrò dire d’essere stata a letto con una stella del cinema’’.
John sorrise chiedendosi ’’ Ma chi cazzo sono?’’
Firmò un autografo senza neanche pensarci su. Così : di istinto . - John Photter -
Poi la donna prosperosa se lo ficco nella borsetta senza neanche guardarlo, indossò di nuovo il suo completino da infermiera e riaprì la porta.
’’A presto signor Fotter. Grazie di tutto’’.
John sorrise.
Stavolta si disse ’’ Cazzo me ne fotte chi sono! ’’.
Dopo qualche ora rientrò il dottore seguito dall’infermiera,quella che poche ore prima era entrata con in mano termometro da culo.
’’Allora signor Fotter..ops...cioè..mi scusì..Signor Photter come ci sentiamo?’’chiese,aggiungendo’’ Vedo che s’è staccato la flebo Signor Fotter..cioè...ma cazzo!’’ sbottò di colpo il medico.
’’Signorina quante volte gliel’ho detto e stradetto!!’’ urlò guardando l’infermiera che riprendeva il grosso termometro da culo nelle mani.
’’Cosa dottore??’’ chiese,incredula.
’’Di cambiare le targhette ai letti quando uno dei pazienti muore o viene dimesso. A quella del signor Photter ha lasciato quella del Signor Fotter.’’ disse il medico.
’’Quell’attore famoso che è stato dimesso ieri dottore?’’ chiese la donna.
’’Si signorina! Quello che è cascato con la sua Mustang dal 4° piano del Parcheggio dell’Hotel in cui alloggiava. L’attore lì,quello famoso!’’ replicò il medico.
Poi aggiunge ’’ E’ stato qui solo una notte,poi l’abbiam dimesso. Tutto seguendo la regola della privacy che tutela un pò tutti ma soprattutto quelli famosi e con un mucchio di grana’’.
Poi si voltò verso John ’’ E lei signor Photter,allora,come si sente? Ha avuto una bella sbornia ieri sera,la deve smettere di bere e poi andarsi a chiudere in quei cassonetti dell’immondizia. Non può andare in un centro per senzatetto qualche volta?’’
’’Qualche volta’’ rispose,ricordandosi tutt’ad un tratto chi fosse.
Intanto l’uccelletto spellacchiato era ritornato alla finestra e beccava il filo della flebo che però stavolta non era attaccato al braccio di John.
’’Sono John il barbone’’ Pensò.
’’Allora,come si sente?’’ chiese il medico.
’’Benissimo’’ rispose John,sorridendo e ripensando a quell’infermiera prosperosa.
