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Narrativa_breve - testi pubblicati - J

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di Giuseppe Sterlicco

Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale

Se solo l'avessi detto allora

Questa sera un solo attimo mi ha reso veramente felice, un solo istante dove tutti i miei desideri si sono esauditi. L’attesa del suo saluto ogni mattina, il suo sfiorarmi le guance con le labbra, come se fossero così fragili che al minimo tocco sarebbero andate in mille pezzi. La speranza che avevi quando si alzava dal suo posto, che si venisse a sedere vicino a te. Ogni piccolo fremito che ho provato guardandola, ogni gioia e ogni piccolissima soddisfazione, si sono riunite in...

Pronto? LittleTown?

Quando il telefono arrivò a LittleTown forse non tutti capirono lo scompiglio che vi avrebbe portato. O forse, proprio perché da tanto aspettavano questa innovazione, ciascuno, in cuor suo, aveva già capito in che modo fare amicizia col "nuovo arrivato". Jenny viveva sola da un paio di mesi. Avendo trovato lavoro nella drogheria del signor Cinnamon, si era potuta permettere il lusso d’abbandonare il tetto paterno. Certo soltanto due isolati di...

Lo giuro

Io le ricordo ancora, le tue mani. Le tue unghie sporche sotto le mie virgole. Non andavano mai bene, e io ti urlavo: "non scrivo più, lo giuro". Te lo giuro. Quanti giuramenti consumati sotto il tuo tetto di cartone. Potevo giurare sulle vene azzurre che solcavano la terracotta della tua pelle; io le fissavo e mi immaginavo fiumi impetuosi che attraversavano una terra salata e lontana. Giuravo di abbandonare le virgole. E quelle tue mani troppo severe. Ma il giorno dopo tornavo, a testa...

L'oscurità del tuo tempo sarà la luce dei miei giorni

Quando avevo otto anni, non pensavo mai, nemmeno per un istante, di dovermi ritrovare,a venticinque anni, davanti alla tua tomba a piangere... quando avevo otto anni, ero piccolo, incosciente, come tutti affermano su di un bambino, quando si dice : " beato lui, è spensierato", beh, io lo ero, ed ero felice così... tu mi portavi in giro, tu mi dicevi sempre che dovevo stare attento, quando uscivo, quando camminavo per strada, mi dicevi che dovevo fare il bravo, mi...

Un' altra donna

Entro nel solito bar, per il solitissimo caffè e grappa. Ho voglia di un’ avventura come di un battitappeto elettrico..cosi bevo e mi siedo a giocare il resto alle simpatiche macchinette statali... Frutti e campane che scorrono lievi...gioca per giocare, non giocare per vincere...il tempo passa. Ma è lei che mi si siede vicino, e la sua voce è dolce e fresca "Vinci?" Beata ingenuità, o voluta malizia ? Nessuno vince, siamo legati alle percentuali...

è troppo tardi

Ad un tratto il tempo si desta, torna ad essere una dimensione reale, esistente, come se fino ad un momento prima e non so per quanto fossi stato rinchiuso in una dimensione eterea, impalpabile senza prima né dopo, senza tempo. Non mi è dato capire dove sono e...chi sono. Sento affiorare i sensi come da un sonno eterno. In lontananza un rumore giunge al mio udito, sordo! Poi si munisce di un rimbombo, un suono al cui seguito sembra esserci una scia che assomiglia ad un’eco,...

Solito

Femme (pensando ad Elle) Monto in macchina stanco, le esalazioni clorate post piscina mi stordiscono tanto quanto un rum a colazione, Benjamin si appoggia al cruscotto "alora la mettiàmo an po’ de musìca?", "dammi tempo di salire diosanto" mi stanno da sempre sulle palle i francesi, con i loro nasi perfetti, le bocche sorridenti e la erre vibrata in malo modo. Metto in moto quella che in molti definiscono il terrore delle strade, lascio...

Storia lunga

Tutto doveva avere una sua misura e la lunghezza garantiva una certa costanza. Essere brevi aveva la sua importanza, si era certi di non annoiare. Ma la lunghezza era segno di ricchezza.In breve, si può dire che la sintesi è ermetica.Non dispiega ma condensa. E’ necessario leggere tra le righe come in certe poesie che non vogliono svelare, restano coperte da un velo di mistero che si legge solo con l’essenza del proprio essere, definito cuore.Tutto doveva essere...

Ombre e luci

Ombre e luci di Danilo Samuele Folini Ricordava molto bene quel detto indiano che aveva letto:” SE IL FATO NON TI FA RIDERE, VUOL DIRE CHE NON HAI CAPITO LA BARZELLETTA”. Era sdraiato a letto, ancora in dormiveglia, aveva aperto gli occhi e li richiuse subito, la troppa luce del sole lo accecava. Pensava al proprio destino, a tutte le vicissitudini degli ultimi tempi. Un mese prima si era recato nella vecchia casa di famiglia, disabitata da oltre due anni, ormai le condizioni dell’edificio...

Il costruttore di castelli di carta

Il costruttore di castelli di carta La guardi da sempre. L’hai sempre guardata mentre eseguiva i suoi esercizi, non ti sei perso una sola delle volte in cui saliva sul trapezio, neanche un movimento mentre era in volo, sicura di afferrare le mani di Igor, il suo compagno trapezista. Fatto l’ultimo salto, scivola attaccata alla corda e solo quando i suoi piedi toccano la terra, il tuo cuore torna al suo posto naturale. La continui a guardare mentre Giacomo-il presentatore, un...