Il provino - di Edoardo Vulcano
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 09/12/2008 alle ore 09:12:43
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Il ragazzo delle pulizie spinge sul parquet del palco con forza il mocio.
Nel buio della platea c’è ancora qualcuno. Dopo la sessione pomeridiana di provini. Ma lui non lo sa.
- io non capisco perchè c’è sempre qualcuno di questi aspiranti attori che deve portare con se dei coriandoli, da spargere sul palco appena ha finito di recitare il suo pezzo. O un fazzoletto sporco di muco, visto che sono quasi sempre raffreddati quando non gli esce la voce.. Con quelle sciarpe da intellettuali, i cappotti lunghi e le scarpe che cigolano. Quell’aria da.. da intellettuali che si costruiscono solo perchè hanno imparato a memoria un paio di pezzi o perchè hanno recitato per Natale a scuola un malato immaginario.
Fa volteggiare lo scopettone che schizza un paio di gocce sulla faccia, schifato si rigira e guarda la chioma del mocio:
- è questo quello che vi meritate! uno sputo in faccia!
Poi ficca il manico nel secchio lasciando penzoloni quei ciuffi come una faccia sconvolta. Va al centro del palco rivolgendosi alla platea che sembra vuota:
- lei? lei lo sa perchè sono qui?
no! neanch’io se lo vuole sapere. è il lavoro che mi tocca fare....per potermi pagare le tasse universitarie.
Indica nel buio una poltrona, poi quella a fianco.
- e lei signora regista esperta di letteratura che fuma avidamente dal suo bocchino una sigaretta che odora di cannella lo sà perchè lei è qui?
Per giudicare. Per dire si e no come un padreterno.. a personaggi che credono di essere attori.
che credono di saper ballare.
E accenna due passi di tip tap.
- o che credono di saper combattere.
E accenna un passo di scherma con un fioretto in mano, combattendo contro un nemico immaginario.
- che credono di saper amare
E prendendo una rosa dalla tasca interna del giacchino la porge a quel manichino con fare imbambolato quasi che quel mocio avesse di una bella donna il viso.
- o che credono di saper restare in silenzio.
E tornato al centro del palco fissa nella platea il buio.
Nel buio si accende una luce, un accendino. Si accende un lapillo e poi una nube di fumo si alza verso il soffitto.
Una voce dal centro della platea piano gli dice:
- prego, continua...
Il ragazzo stranito guarda meglio nel vuoto la sagoma di qualcuno che sotto quella nube di fumo aspira una sigaretta.
Poi continua.
- no grazie. non ci sto a fare il burattino! lei mi dice avanti
lei mi dice continua. come se muovesse i fili della mia persona.
Devo tornare a lavorare.. devo tornare a lucidare quello che un domani vi darà applausi e gloria.
a personaggi con un naso aquilino
E mima un profilo accentuando il naso con le mani.
- o a storpi audaci che risolvono un destino
E mima di avere una gobba accentuandola con movimenti curvi.
- o gran bucanieri privi di una gamba. Zoppi per via di un coccodrillo.
E passeggia per il palco come se davvero fosse zoppo.
Poi si ferma gira il volto verso la platea rimanendo fermo con il corpo.
- guardatemi bene. Questo è il volto di chi sta dietro le quinte. Di chi fa il lavoro sporco.
Applausi dal buio della platea.
