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Guardati allo specchio - di Ilaria Dal Brun

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 16/09/2010 alle ore 21:34:10

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Che schifo.
No, davvero, mi avete deluso. Tutti quanti. Alla fine, avete scelto lei ed eliminato me. Eppure vi avevo ben mostrato come stavano le cose. Ma voi no, voi lì a insistere che lei era bella, era buona, era servizievole, era paziente, era dolce, era umile, era innocente... e via di questo passo, gongolando intimamente perché tutto quell’essere bella, buona, servizievole, paziente, dolce, umile e innocente si riassumeva in una sola parola: sottomessa.

Ma almeno adesso che non posso più nuocervi, adesso che avete sconfitto con tutto il vostro ardimento la strega cattiva, adesso statemi a sentire. Come credete che ci si senta ad alzarsi ogni mattina e a mettersi davanti allo specchio, ben sapendo ormai che la faccia riflessa nello specchio non è la tua ma quella dell’altra, quella della “bella, buona, servizievole, paziente, dolce, umile e innocente” ? Ve lo dico io come ci si sente: ci si sente sconfitte. E provate voi a chiedere allo specchio come la pensa.

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

E quello:

“In tutto il reame nessuna c’è che sia bella al par di te”.

Sì, certo. Solo che non sta parlando di me. Sta parlando dell’altra. Ma la gran fregatura è che lo attribuisce a me. Io sono la più bella, solo perché nello specchio si riflette la faccia dell’altra. Grazie tante. Viscido, patetico specchio ruffiano. Ecco che allora ti viene da gridargli contro, con tutta la rabbia che ti sale dallo stomaco: “Quella maledetta non sono io!”. Finché un giorno lo specchio recepisce il messaggio e ti parla di “lei” come di un’altra persona, di qualcuno avulso da te.

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

E quello:

“In tutto il reame qualcuna c’è ad essere bella più di te. è Biancaneve, buona fanciulla, davanti a lei tu non sei nulla”.

Allora ti fermi, indietreggi e sorridi compiaciuta. Allora vedi baluginare una scintilla di speranza davanti agli occhi: se quella è più bella di me, va da sé che lei e io siamo due entità diverse. Ecco, adesso sì se ne può parlare. Di farla fuori, voglio dire.