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Narrativa_breve - testi pubblicati - F

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di Stefanopets
di Stefanopets
di Fabfabfabfab
di Valeria Verdi

Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale

Il giovane

Le attitudini non rivelate di ognuno portano sovente alla castrazione. Mi decido, ancorato ai dubbi che incoronano la mia ragione a seguire le mie; etichettate dal comune senso civico come difetti. Mi conducono tra anfratti proibiti, zeppi di figure mascherate che si accoppiano come scimmie ben addestrate. Mi trasportano su rivoli d’assenzio, condivisi da bagnanti auto compiacenti privi di buona speranza. È con loro che consumo il mio sballo. Fantasmi di fumo modellati da sbuffi...

Rifugio

RIFUGIO “Buonanotte Mimmo” “Buon lavoro Alì” Da quindici anni era sempre la stessa storia. Uno chiudeva il bar, quell’altro apriva la pizzeria. Di fianco, senza mai sfiorarsi. Sembrava quasi un gioco. Si alzava pigra la saracinesca di Alì, fragorosamente si abbatteva quella di Mimmo. Erano le uniche attività commerciali di quel largo vialone da quartiere popolare e si trovavano a non più di un metro e mezzo di distanza. Il loro...

Only, ever Rock

Questa notte si scrive amici. E si parla di tutto ciņ che vorrete voi. Spesso ci dimentichiamo di coloro che vivono perennemente dietro un microfono, con due grandi cuffie nere a proteggere le orecchie da stronzate inutili e con solo tanto rock da ascoltare. Ce li sentiamo in coda nel traffico, sotto la doccia, una volta nelle macchine mentre si faceva l’amore, l’amore vero. Si sentono per sbaglio a volte, a volte invece cerchi i loro numeri, la frequenza sulla quale ti fanno...

Evasione

Faceva un freddo boia quella sera in gattabuia. Fred il Grosso,Marx il Ragno e Jack il Nero stavano armeggiando un pokerino. ’’Rilancio...’’ ’’...Vedo!’’. Come sempre il Ragno era sotto di brutto ma aveva 3 donne e si sentiva sicuro. ’’Mi spiace Ragnettuccio mio : Poker d’Assi!’’ Il Grosso ci sapeva fare : Gli assi nella manica non gli mancavano mai nonostante giocasse sempre in canotta. Faceva così freddo...

Il Televisore Spento

Elio se ne stava sul divano affondato comodamente tra i cuscini di velluto verde a coste strette con la testa rivolta verso il televisore. Spento. Ormai era più di un mese che dopocena si guardava riflesso nel nero della tivù e all’inizio la cosa lo divertiva, diceva alla moglie "Sono in televisione cazzo! Guardami li, sono proprio in televisione!" e accennava un saluto con la mano manco fosse dietro ad un cronista durante un collegamento in diretta del...

Ero un artista del sonno

Ero un artista del sonno Da giovane ero un artista del sonno, bastava che posassi la testa sul cuscino e mi addormentavo di colpo. Ora in vecchiaia non dormo più, me ne sto sveglio e i ricordi hanno modo di affollare la mia mente. Non ho capito bene, però, se sono i ricordi che mi tengono sveglio o se ricordo perché sono sveglio. Sta di fatto che nel frattempo ho avuto modo di studiare la situazione e di pormi certe domande. In primis, ci sono certi ricordi che non...

Solito

Femme (pensando ad Elle) Monto in macchina stanco, le esalazioni clorate post piscina mi stordiscono tanto quanto un rum a colazione, Benjamin si appoggia al cruscotto "alora la mettiàmo an po’ de musìca?", "dammi tempo di salire diosanto" mi stanno da sempre sulle palle i francesi, con i loro nasi perfetti, le bocche sorridenti e la erre vibrata in malo modo. Metto in moto quella che in molti definiscono il terrore delle strade, lascio...

Il Fiume, i fantasmi e altre fantasie

Questo bel tramonto rosa illumina tutta la campagna al di lą di quei vecchi battenti in legno dipinti anni or sono di verde, da una mano veloce, esperta. Oggi č stata una bellissima giornata estiva: il sole sembrava gloriarsi di quei campi dorati di girasoli che lasciano spazio alla manciata di case che era ed č ancora il nostro borgo... il fornaio, la chiesa, le case dei signori. Grazie a questa luce ho visto per un breve, colpevole attimo, la mia famiglia: mio padre, mia madre, i miei...

Tra il bianco e il nero

Ho assaporato un periodo nel quale la vira mi sembrava pił di subirla che di viverla. Guardavo le stagioni rincorrersi, ovattata dietro la finestra della mia anima. L'orchestra del mio cuore suonava le melodie delle possibilitą impossibili, e il maestro ordinava di murarmi viva dentro me stessa. Gli occhi avevano preso il colore del cielo a forza di guardarlo, ero ormai incurante della qualitą dei sogni. Il mondo era in bianco e nero per me, le persone burattini di legno neanche ben rifiniti,...

Il portafortuna

Non era affatto difficile addormentarsi su una corriera. Era sufficiente avere una giornata di duro lavoro alle spalle, sedersi lą sopra e lasciarsi dondolare dagli scossoni che provocava la strada mentre la campagna scorreva, come in un film. Solo che io non avevo una giornata di lavoro alle spalle: ero salito sopra quel mezzo pubblico per andare a trovare un amico, ma senza neppure sapere se quell’amico abitasse ancora in quella casa di paese di cui lui mi aveva dato l’indirizzo...