Electricity) {VIII parte} - di Rebecca
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 09/10/2008 alle ore 09:27:40
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L’acqua scorre sul vetro, sotto ai miei occhi...Palpebre appesantite dai colpi e dalla stanchezza come quelle troppo truccate di una vecchia puttana sfinita. Tremo di freddo, tremo perchè sono stanca.. Tremo di rabbia perchè non voglio subire, per quel che posso. E’ un controsenso, sì. Io ho firmato la mia condanna, la mia discesa verso gli inferi, io l’ho fatto consapevolmente per poter avere Lui per quel poco che mi era possibile. Io sono l’unica colpevole e responsabile. Dovevo immaginare che sarebbe andata così, che non ti saresti accontentato. Ma è troppo comodo per te, usare questa scusa.Troppo comodo sarebbe per me lasciare che le cose vadano così. E’ che dovevo toccare il fondo e trascinarmi nella polvere e nello schifo, per capire, per rialzarmi, per reagire. Dovevo arrivare fino a qui. Era necessario. Il display si illumina e fende il buio con la sua luce azzurrognola, mi costringe a distogliere lo sguardo, mi costringe a smettere di tremare. Pochi movimenti delle dita sui tasti e Lui è di nuovo con me, con le sue parole. Un piccolo sorriso squarcia la maschera, uno vero. A volte sembra sangue fresco sulla neve... E Lui.. Lui non so come faccia, ma mi “sente” anche solo così. Lo capisce, che ho lasciato cadere un altro strato, che sta cambiando qualcosa. Non so se riesca davvero a comprendere fino in fondo, ma qualcosa lo percepisce. Lui sì. La tua ombra si muove li fuori, lo so che stai aspettando. So che vuoi impedirmelo. E tu sai che non mi avrai mai davvero, nemmeno facendo così. Non mi hai mai avuta. Mi risollevo aggrappandomi alle pareti, mi costringo a raddrizzarmi. Mi rivesto delle mie maschere, mi trucco ancora con quell’espressione da pupazzetto inconsapevole che tu vuoi vedermi addosso. Non puoi fermarmi e adesso lo so anche io. Così come so che quello strappo dentro me lo hai fatto tu e non si può ricucire, non del tutto. Però si può rattoppare e forse può andare bene lo stesso così. Qualunque cosa, qualunque strada, pur di non cedere al tuo volermi annichilire. Resto avvinghiata a quella parte di me che tu non hai ancora raggiunto e la difendo con le unghie e con i denti. Puoi colpire ancora, puoi negarmi quello che vuoi.. Ma non puoi togliermi questo. Ti sfilo accanto e ti sfuggo prima che tu possa afferrarmi. Mi lasci andare perchè credi che tornerò. Però non ne sei più tanto sicuro. Ho visto il dubbio nei tuoi occhi. E mi ha fatta sorridere.
