Narrativa_breve - testi pubblicati - D
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| di Simonecensi | |
| di Alda Tosco Visconti | |
| di Andrea Rossi | |
| di Phoenix | |
Alcuni testi di narrativa breve in ordine casuale
Indovina chi viene in chat
OSSESSIONI MEDIE DI CHI CHATTA Siamo rimaste davvero stupite di fronte ai comuni denominatori che caratterizzavano i maschi da chat con cui venivamo in contatto. E’ stato, per molti aspetti, un déjà vu continuo che ha fatto sorgere in noi il dubbio che qualcuno abbia stabilito dei must, argomenti o regole (chiamateli come volete) per cui l’ometto sapeva già che domande porti ma soprattutto che risposte aspettarsi, e se tu divergevi da quanto stabilito,...Col sole in faccia
Una finestra troppo fine per ammutolire i rumori della strada. Le urla di un gruppetto di ragazzine. Già, oggi è sabato, è il giorno in cui si diventa grandi. La chiave gira a fatica nella serratura che fa resistenza, come non si volesse aprire. Le mattonelle rosse. Il classico rosso delle mattonelle. Interrotte solo da quadratini bianchi, qua e là. Batte il cuore seguendo il ritmo dei passi che si inseguono fino ad essere lì, col sole in faccia e mille...Solito
Femme (pensando ad Elle) Monto in macchina stanco, le esalazioni clorate post piscina mi stordiscono tanto quanto un rum a colazione, Benjamin si appoggia al cruscotto "alora la mettiàmo an po’ de musìca?", "dammi tempo di salire diosanto" mi stanno da sempre sulle palle i francesi, con i loro nasi perfetti, le bocche sorridenti e la erre vibrata in malo modo. Metto in moto quella che in molti definiscono il terrore delle strade, lascio...Una giornata di primavera
E’ una bellissima giornata di primavera, il sole caldo splende in cielo e non si scorge neanche una nuvola. Sono le primissime ore della giornata, io mi sono appena svegliata, apro la finestra della mia camera e mi sento piena di vita: dentro di me una grandissima gioia per questa stupenda giornata. Mi affretto a prepararmi per uscire di buon’ora e godermi appieno tutto quello che questo sole può offrirmi. Salgo in sella alla mia bicicletta e decido di fare una gita in campagna. La...La nebbia di Capri
La nebbia di Capri Il 2003 fu un anno particolare per il clima; tutti ricordano il caldo terribile che abbiamo dovuto sopportare quell’estate. Pochi sanno però cosa accadde il 15.8.2003 a Capri. La gente si svegliò, o meglio, si alzò dal letto dopo una notte insonne per il caldo e quando si affacciò alla finestra, constatò che il mondo era sparito. Per i residenti fu un colpo al cuore, per i turisti americani un’ottima trovata...Lettera ad un pazzo!
O pazzi, voi siete i “normali” del mondo. Pieni di pensieri, che corrono saltellanti l’uno sugli altri, senza ordine, senza dolore, in quanto il dolore è morto quando le vostre menti si sono alienati dai vostri corpi. Liberi. Amanti delle vostre folli concezioni, eternamente vivi. La morte vi sorride, mentre voi ve la scopate, pensando che sia una puttana ad ore, ignorando che invece sarà lei a fottervi. Questo vi rende dei veri immortali, perché quando un...Il corpo sulla spiaggia
Una formica correva nervosa sulla spalla nuda della donna morta; la formica scese giù per la schiena, poi salì veloce su per il collo e sparì sotto i capelli. Un cane si avvicinò di qualche centimetro e annusò la pelle bianca della donna; fu un attimo veloce, poi indietreggiò e piegò le zampe posteriori. Faceva caldo. Il vento soffiava sul folto pelame e i granelli di sabbia gli entravano nelle pupille rotonde. Rimase così per un po’, ansimando, con il muso alzato fissando il mare. La...Lo giuro
Io le ricordo ancora, le tue mani. Le tue unghie sporche sotto le mie virgole. Non andavano mai bene, e io ti urlavo: "non scrivo più, lo giuro". Te lo giuro. Quanti giuramenti consumati sotto il tuo tetto di cartone. Potevo giurare sulle vene azzurre che solcavano la terracotta della tua pelle; io le fissavo e mi immaginavo fiumi impetuosi che attraversavano una terra salata e lontana. Giuravo di abbandonare le virgole. E quelle tue mani troppo severe. Ma il giorno dopo tornavo, a testa...Luce Calore Dolore Vita
Distesa con le braccia e le gambe aperte, non sapeva quanto tempo che fosse trascorso. Avvertiva l’umidità dell’aiuola terrosa e, fra le fronde degli abeti scuri, ammirava le stelle accendersi nel cielo nero che continuava a girare vorticosamente. Il corpo freddo, rigido, di marmo eppure senza peso, non accennava a svegliarsi dal torpore che lo attanagliava. Rombi di motore, voci. Occhi che non potevano scorgerla, nascosta com’era dalle auto in sosta nel parcheggio male...Rette parallele
Ha un cappello floscio in testa. Unto e rosso. Nella tasca bucata dei jeans, tre centesimi. Alle mani, guanti di lana senza dita fasciano una armonica in LA che quando non canta se la porta alla bocca e ci soffia dentro. è lì da anni, tra le scale mobili di una metropolitana londinese a cantare dei blues a gente che gli passa davanti distratta e veloce. Qualcuno gli lancia una moneta. Lui la raccoglie, ringrazia e attende. Attende una donna dalla pelle diafana e dagli occhi mavì. Ogni...
