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Narrativa breve - testi pubblicati

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I testi più recenti pubblicati nel genere Narrativa_breve

In Piena

In Piena Era atterrito. Quel dialogo, che più che un dialogo era suonato solenne e ineluttabile come una condanna proferita da una corte marziale, l’aveva lasciato esangue, prosciugato, steso al suolo come un leviatano sfiancato che si areni su una spiaggia, in balia di se stesso, del sole cocente che coi suoi raggi ingrati lo trapassi da una parte all’altra, inchiodandolo su un terreno lambito da quella stessa linfa che costituiva il suo habitat...

Terremoto

Aveva preso a nevischiare. Sul parabrezza fiorivano piccoli granelli che le spazzole dell’auto cancellavano. La radio accesa suonava musica pop-rock, la migliore da ascoltare al ritorno dal lavoro nel silenzio della notte scesa. Il traffico scorrevole mi concedeva gli ottanta all’ora. Ero stanco. Da dieci chilometri, un’utilitaria rossa guidata in modo nervoso mi faceva rallentare spesso; ogni tanto pregavo svoltasse in una qualche strada laterale. Mi pulsava la tempia...

TU PENSI TROPPO !!!

Mi si accusa che io pensi troppo. Che sia vera tale cosa ? Ultimamente a tale affermazione da parte della gente mi ritrovo dubbioso. Cosa significa in fondo la frase "Te pensi troppo". Non nego tale cosa, probabile che io sia uno di coloro che pensano tanto però mi chiedo appunto nuovamente, cosa significa pensare troppo. Che di per sè non ha senso dire che uno pensa troppo oppure poco. Sarebbe come dire che uno è quasi in cinta, oppure quasi morto. O sei morto o non sei morto. O sei...

In culo il lunedì

Niente caffè...è finito in casa...ma tanto io bevo thè inglese e c’è un’ultima brioche confezionata da poter scaldare, e con gli occhi ancora chiusi, la butto dentro e giro la manopola della temperatura del forno. Ecco che riaffiorano i pensieri con cui sono andato a dormire. Stanno li a borbottare come il bollitore della mia acqua per il thè. Accendo il pc e controllo la posta, niente di buono, niente di nuovo, la speranza sta scivolando giù per i pantaloni, perché anche se è...

Aisetupegu

Parlami ti prego. Parlami ti scongiuro. Dimmi quello che senti, quello che provi quello che pensi. Apri la tua anima a me. Esprimiti di tutte le sofferenze che ti fanno stare sveglio di notte. Dimmi ciò che ti turba. Raccontami le tue paure, le tue manie, i tuoi desideri nascosti. Parlami dei tuoi sentimenti più intimi. Confida quello che porti nel cuore. Ti prego fammi partecipe del tuo malessere, del tuo male. Dammi una corda alla quale io posso aggrapparmi per tentare di aiutarti. Parla...

La strada

Non si va da nessuna parte se prima non hai fatto i conti con te stesso. Non si va da nessuna parte. Quando ti svegli la mattina e pensi che hai meno di 24 ore per fare qualcosa di buono e ti metti a lavare la faccia in bagno io ti voglio chiedere di fare una cosa. Non alzarti dal letto. Ieri notte stavi male. Hai faticato a prendere sonno. Un insieme di cose che solo tu puoi sapere. Silenzio, buio, tristezza, paura, domande, tristezza solitudine morte. Io mi domando, se te sei andato a...

L'uomo che amava la neve

L’uomo che amava la neve L’uomo che amava la neve buttò le gambe fuori dal letto, di sotto la spessa trapunta imbottita. Il sole bucava le finestre proiettando giochi di luce at-traverso i vetri gelati. Sul cuscino, proprio dove aveva poggiato la testa, ardeva una chiazza più viva. L’uomo si stropicciò gli occhi, rabbrividì e si strofinò le braccia. La grande stufa di ghisa al centro della stanza pareva non meno gelata della tinozza nel pozzetto dell’acquaio e del...

La vetta da scalare siete voi

Stasera si scrive, amici. Vi voglio raccontare una storia stanotte. Vi racconto di un ragazzo che è scappato dalla sua città natia, è scappato dalle strade che conosceva a menadito, dai volti di quei vecchi davanti al bar e dalla puzza di vecchio che respirava. Non fanno male le sigarette o un bicchiere di jack, fa male il bisogno di dover scappare. Insomma, come dicevo, questo ragazzo un giorno ha raccolto de cd, un album fotografico, qualche vestito ed è partito. La direzione ve la immaginate...

Only, ever Rock

Questa notte si scrive amici. E si parla di tutto ciò che vorrete voi. Spesso ci dimentichiamo di coloro che vivono perennemente dietro un microfono, con due grandi cuffie nere a proteggere le orecchie da stronzate inutili e con solo tanto rock da ascoltare. Ce li sentiamo in coda nel traffico, sotto la doccia, una volta nelle macchine mentre si faceva l’amore, l’amore vero. Si sentono per sbaglio a volte, a volte invece cerchi i loro numeri, la frequenza sulla quale ti fanno...

Protestate?

Guardali. Ma negli occhi. Guardali e cerca di trovare dentro di loro qualcosa che sia colorato. Hanno sguardi spenti, l’iride in bianco e nero, ed è così che vedono il mondo. Si acciecano di alcool e droghe e sesso malato e giù pillole che li fa volare per poi cadere giù. Non c’è un valore se non quello del risvolto al pantalone. Non c’è amore se non quello consumato nei cessi di un putrido locale. Non c’è speranza se non quella di riaprire gli occhi dopo una botta di...