Narrativa - testi pubblicati - U
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| di Gioacchino De Padova | |
| di Lmconforti |
Alcuni testi di narrativa in ordine casuale
Il serpente
Piergiorgio calcolava la legna che avrebbero portato a casa entro sera; misurava la catasta lisciandosi i baffi. –Sandro, dodici quintali li porta il camioncino? -Nove al massimo e speriamo di non incontrare nessuno. I due amici ripresero a pulire il castagneto, Piergiorgio sfogliava i rami e Sandro faceva i pezzi. C’era nell’aria l’odore della loro terra, l’inconfondibile allegria dei venti di Emilia e di Toscana che soffiano uno contro l’altro dentro i boschi....Sharon
Ero persa, negli ultimi anni non avevo più un’identità, né avevo più un nome. Non sapevo chi ero, mi sentivo smarrita, il mondo mi sembrava vuoto, io ero vuota, non avevo più una ragione per continuare a vivere. Non sapevo, o forse non mi rendevo conto quale fosse il motivo di questo mio stato d’animo. Forse la delusione avuta nello studio: studiavo legge all’ università di Modena, ero quasi alla fine dei miei esami con una media di voti abbastanza alta, soddisfacente, quando...Ibernazione temporale
Sdraiata a terra, sul porfido sconnesso di una delle più antiche vie del centro, guardo il palazzo davanti a me. Ha conosciuto tempi migliori. Peggiori, ne dubito. Il cortile interno pare essersi trasformato in un ecocentro, dove ognuno butta quello che non ha più lo stomaco di tenere in casa propria. I vari ambienti, originariamente di proprietà di un’unica, più che benestante famiglia cittadina, sono stati ormai da tempo immemorabile trasformati in singoli...Capelli d'oro
Oggi l’ho rivista. Giocherellava con un bimbo che aveva un aquilone attaccato con un filo sottile al braccio destro. Sono a pochi passi da lei, ma sembra che ci sia un oceano di distanza. Tutto attorno c’è la musica della banda del paese a festa, i battenti sfilano ordinati per due file parallele. Hanno i piedi graffiati dall’asfalto, percorso per quattro ore da Monteforte ad Avellino e ritorno. È il pegno che pagano per beneficiare della benevolenza della madonna...Travel Tape
Le succedeva a volte, in circostanze particolari, di pensare a cosa avrebbe detto, o fatto, sua madre se fosse stata ancora viva. Tornando a casa, Jamie si rese conto che era una di quelle volte. Pensò che le sarebbe piaciuto, davvero, poterle raccontare dei preparativi del viaggio, dei continui battibecchi tra Tess ed Alex, del pigiama verde di Tess. Piccole cose, a pensarci bene, ma col passare del tempo, Jamie si era accorta di vivere proprio di quelle piccole cose, che in fondo...Accanimento terapeutico
ACCANIMENTO TERAPEUTICO Un oggetto, un corpo… cade, ora! te ne accorgi, segui il suo movimento, come al rallenty. Dai un comando al cervello affinché la tua mano possa intercettarne la linea, sei in tempo? No, è tardi, seppure di una manciata di millesimi, è tardi. Dove recuperare quei millesimi? Provi a prenderlo, in fondo le cose bisogna provarle fino in fondo, per non pentirsi, magari il tuo sistema percettivo non è perfettamente tarato, il suo calcolo era sbagliato e tu sei perfettamente...Alle prime luci
Alle prime luci Gennaio 3rd, 2007 Gradatamente ci distacchiamo dalla notte senza fare rumore, con delicatezza, alla stessa maniera di come si estrae dagli altri uno dei bastoncini dello shanghai, loro sono tutti lì, colorati e intrecciati insieme, sul tavolo, come capelli sul viso, o due corpi abbracciati, casualmente, con le unghie, senza fare rumore, li scostiamo, uno alla volta, è tutto o-key, va tutto bene, un dito dopo l’altro, un braccio dopo l’altro,...Degeneratione
DEGENERATIONE Di Antonio Rocca Per tutta la vita andare avanti cercare i tuoi occhi negli occhi degli altri far finta di niente far finta che oggi sia un giorno normale Noemi, Per tutta la vita Quasi tutti hanno un sogno da inseguire io invece ho te Fossati, Parole che si dicono Parte Prima: I Fantastici 4 e la piramide di Bomarzo Erano tre più una. Erano i...Strani giorni
sempre in questo cazzo di monolocale, sempre, non ricordo che giorno era, per come ero ridotto non ricordavo nemmeno chi ero io... era la quarta volta che V. mi apriva le gambe, e io la prendevo, o lei me la dava, dipende dai punti di vista... avevo tutta la passione del mondo ma non ero innamora-to, solo una buona sana voglia di sesso... per entrambi, siffrediana direi... avevo già sperimentato i travagli dell’innamorato, e mi ero deciso di non ricaderci, non subito almeno......Brucia, foto, brucia
Di regole ferree in Via De Amicis 15, interno nove, ce n’erano molte. Ma la più tassativa, ed insieme incomprensibile, riguardava il pranzo delle domenica. D’inverno o d’estate, che piovesse od il sole fosse alto nel cielo, alle dodici e trenta precise, si mangiavano tagliatelle al ragù per primo, pollo con patate al forno come secondo, e budino alla crema per dessert. Eppure, si sarebbe potuto cucinare altro, cambiare, per una volta. In altre case il cambiamento era all’ordine del giorno, e...
