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Narrativa - testi pubblicati - R

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di Rosaria Formisano

Alcuni testi di narrativa in ordine casuale

I Tricipiti

ANGELO VERONESE

L’immagine di Marta è fissa nella mia mente. I suoi lunghi capelli biondi, gli immensi occhi verdi e quell’aria da bambina che tanto le si addice. Sono felice. Quando penso a Marta sono sempre felice. La mia felicità è interrotta dal grido isterico di mia madre:- Svegliati ! Sono le cinque e mezzo e il treno non si ferma ad aspettarti. Raccolgo un pò di energia e giro la testa per guardare il quadrante luminoso della radiosveglia. Malgrado il mio sforzo riesco a vedere solo delle...

BLIND parte prima Come una giostra

CAPITOLO 1 In un impeto di rabbia fuori dal solito, prese a respirare affannosamente. Tutto le ruotava intorno come una Ferrari lanciata sull’asfalto e lei, in quel Paradiso oscillante, si teneva le orecchie tappate con entrambe le mani e gli occhi serrati, vacillando paurosamente. Si ricordò, in un secondo di ragione, della trottola ricevuta come regalo di compleanno da bambina. C’erano disegnati dei cavalli, lassù. E lei si divertiva a vederli girare follemente su...

sotto sopra

Capitolo 1 Mi chiamo Cristiano Molteni, ho 30 anni vivo in un piccolo monolocale in un quartiere di Roma. Lavoro presso un’azienda non molto distante da casa mia che si occupa di spedizioni, il mio compito Non è molto complicato, devo controllare la merce e le varie destinazioni. Non posso dire di sentirmi realizzato, ma tuttavia vista la situazione occupazionale di oggi Posso ritenermi abbastanza fortunato. I miei genitori non abitano molto lontano...

L’omino dei sogni capitolo uno

Prefazione Questa storia comincia così, un po’ come la strada sotto le mie ruote motrici coadiuvate da un cambio marce un po’ difettoso che se non conosci non sai usare. Tra palme e luci gialle di lampioni ai bordi di un litorale quasi americano e su un asfalto bagnato da una pioggia ne troppo leggera ne troppo fitta, una pioggia che scazza. In una notte scazzata che sarà lunga a finire. La radio accesa al minimo appena mi distrae dal mio andare, chissà poi...

La diga

‹‹ Mi raccomando eh! Che non ti venga in mente di andare al fiume! Se scopro che ci sei andato poi non esci più per un mese, lo sai.›› disse la signora Bigazzi. China sul lavandino, parlava mentre lavava le pentole e i tegami, dando la schiena a suo marito e a suo figlio Mirco, seduti al tavolino della cucina. Aveva un vestito verde, molto leggero, a fiorellini rossi, su cui portava un grembiule che aveva comprato in un banco, al mercato del...

Travel Tape

Le succedeva a volte, in circostanze particolari, di pensare a cosa avrebbe detto, o fatto, sua madre se fosse stata ancora viva. Tornando a casa, Jamie si rese conto che era una di quelle volte. Pensò che le sarebbe piaciuto, davvero, poterle raccontare dei preparativi del viaggio, dei continui battibecchi tra Tess ed Alex, del pigiama verde di Tess. Piccole cose, a pensarci bene, ma col passare del tempo, Jamie si era accorta di vivere proprio di quelle piccole cose, che in fondo...

Borderline style

PREFAZIONE: Il DSM-IV si fonda su una valutazione che implica il riferimento a cinque assi per diagnosticare il tipo e la gravità dei diversi disturbi psichici. Il disturbo di personalità borderline si colloca sull’Asse II, che annovera tutti quei di-sturbi caratterizzati da tratti di personalità rigidi e non adattivi, che generano una compromissione funzionale significati-va, ma non sempre una sofferenza soggettiva. Essendo le caratteristiche di un...

Capelli d'oro

Oggi l’ho rivista. Giocherellava con un bimbo che aveva un aquilone attaccato con un filo sottile al braccio destro. Sono a pochi passi da lei, ma sembra che ci sia un oceano di distanza. Tutto attorno c’è la musica della banda del paese a festa, i battenti sfilano ordinati per due file parallele. Hanno i piedi graffiati dall’asfalto, percorso per quattro ore da Monteforte ad Avellino e ritorno. È il pegno che pagano per beneficiare della benevolenza della madonna...

Un valido motivo

Che siamo in piena estate lo si può capire semplicemente guardando il mio braccio sinistro. Duecento chilometri al giorno in automobile per questioni di lavoro mi hanno reso bicolore, col viso e il braccio cotti dal sole e il resto di un colorito pallido. Duecento chilometri al giorno durante la settimana per questioni di lavoro e duecento chilometri alla domenica per venirti a chiedere il permesso di stare qualche ora con nostro figlio. Quel figlio tanto cercato, per il quale...