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Narrativa - testi pubblicati - Q

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di Luca Adami

Alcuni testi di narrativa in ordine casuale

La coda del diavolo

Anche quella sera il bar di Antonio era completamente vuoto e silenzioso. Da più di due ore si girava i pollici e quindi, sfiancato dalla noia, si decise senza troppi indugi a chiudere e tornarsene a casa. Prese le chiavi del locale da dietro al bancone quando improvvisamente la porta del bar si aprì ed entrò un uomo che con passo molto lento si andò a sedere ad un tavolo. Antonio lo guardò e, rimettendo via le chiavi, non riuscì a trattenere una...

Degeneratione

DEGENERATIONE Di Antonio Rocca Per tutta la vita andare avanti cercare i tuoi occhi negli occhi degli altri far finta di niente far finta che oggi sia un giorno normale Noemi, Per tutta la vita Quasi tutti hanno un sogno da inseguire io invece ho te Fossati, Parole che si dicono Parte Prima: I Fantastici 4 e la piramide di Bomarzo Erano tre più una. Erano i...

Co e Gi

I L’appuntamento Si era fatto quasi mezzogiorno ormai, Giulia aspettava da più di mezz’ora. Aveva disteso i sedili della macchina e si era messa ad ascoltare musica. “ Questo ritardo sarà sicuramente colpa di mio fratello, Lucilla è una persona così precisa e puntuale, figurati, con la sua buona educazione e i modi da galateo che le hanno insegnato a casa sua... Chissà cos’avrà combinato questa volta Marco.” Poi...

Oltre ogni limite

Mark Andrew Star OLTRE OGNI LIMITE I Edizione Proprietà letteraria riservata Questo libro è opera di pura fantasia dell’autore. I personaggi, le situazioni e le organizzazioni di questo romanzo sono il prodotto dell’immaginazione dello scrittore e non sono attinenti a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti. I luoghi e le armi sono...

La diga

‹‹ Mi raccomando eh! Che non ti venga in mente di andare al fiume! Se scopro che ci sei andato poi non esci più per un mese, lo sai.›› disse la signora Bigazzi. China sul lavandino, parlava mentre lavava le pentole e i tegami, dando la schiena a suo marito e a suo figlio Mirco, seduti al tavolino della cucina. Aveva un vestito verde, molto leggero, a fiorellini rossi, su cui portava un grembiule che aveva comprato in un banco, al mercato del...

Quella notte in città

dedicato alla gente che vive senza gustare l’attimo e ad Antonio, che col suo acume ha smascherato questa gente. l’autore ‘cade la brace nel mio piscio e smorza quegli ultimi ricordi non ancora offuscati dal fumo. polveroso il bar, polverosa la birra.’ Lo scrisse su un muro il pensiero perduto di un ragazzotto di città. Un buon pensiero, per un cittadino. Poi si dilungava a parlare del mondo e la gente. ‘mi sta bene.’ Lo...

Brucia, foto, brucia

Di regole ferree in Via De Amicis 15, interno nove, ce n’erano molte. Ma la più tassativa, ed insieme incomprensibile, riguardava il pranzo delle domenica. D’inverno o d’estate, che piovesse od il sole fosse alto nel cielo, alle dodici e trenta precise, si mangiavano tagliatelle al ragù per primo, pollo con patate al forno come secondo, e budino alla crema per dessert. Eppure, si sarebbe potuto cucinare altro, cambiare, per una volta. In altre case il cambiamento era all’ordine del giorno, e...

Alle prime luci

Alle prime luci Gennaio 3rd, 2007 Gradatamente ci distacchiamo dalla notte senza fare rumore, con delicatezza, alla stessa maniera di come si estrae dagli altri uno dei bastoncini dello shanghai, loro sono tutti lì, colorati e intrecciati insieme, sul tavolo, come capelli sul viso, o due corpi abbracciati, casualmente, con le unghie, senza fare rumore, li scostiamo, uno alla volta, è tutto o-key, va tutto bene, un dito dopo l’altro, un braccio dopo l’altro,...

Addio

“Addio”. La porta si chiude lentamente con un leggero cigolio, quasi non volesse far rumore timorosa per la delicata situazione; la porta si chiude e segna la fine di molte cose, della speranza e dei sogni in primo luogo. Lei se ne va adesso, lei se n’è andata pochi secondi fa, senza troppi discorsi ma soltanto con una tagliente parola che riassume in sé tutta la delusione, la tristezza, l’amarezza che una persona può provare. “Addio”. E’ tutto. Non...

Sharon

Ero persa, negli ultimi anni non avevo più un’identità, né avevo più un nome. Non sapevo chi ero, mi sentivo smarrita, il mondo mi sembrava vuoto, io ero vuota, non avevo più una ragione per continuare a vivere. Non sapevo, o forse non mi rendevo conto quale fosse il motivo di questo mio stato d’animo. Forse la delusione avuta nello studio: studiavo legge all’ università di Modena, ero quasi alla fine dei miei esami con una media di voti abbastanza alta, soddisfacente, quando...