Per le palle di Noé! - di Luca Adami
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 06/07/2007 alle ore 16:41:46
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Pensavo più gente, a dirla tutta onestamente... invece c’era solo qualche amico tra quelli che una volta erano “i più stretti”, un paio di conoscenti incontrati a qualche festa qua e là, qualcuno dall’università... almeno i parenti c’erano tutti, d’altro canto il funerale del rampollo della famiglia non è cosa da poco... l’ultimo erede, il portatore del nome e balle varie... ero morto...
capitava una sera, un venerdì credo, e come al solito stavamo, anzi, stavo annoiandomi al castello mentre aspettavo Loris... avevo mandato qualche messaggio a degli altri amici ma erano tutti via, chi ad una festa, chi a Milano, chi a Padova, chi non rispondeva... al solito, ero al castello da solo... ma avevo avuto una botta di culo: il Sex, pusher fidato da qualche mese, era al castello pure lui e così avevo fatto spesa... un ventino, non di più... giusto per dare un senso alla serata... la birra scendeva fresca nel gargarozzo, c’era quella lieve frescura di inizio estate ed io pensavo che effetti-vamente l’avevo pagata davvero poco, quella Becks... dio benedica i pakistani! ed anche la birra...
certo che quando esci in una sera qualunque e ti ritrovi a passare una mezz’ora col tuo pusher ed i suoi amici marocchini, cominci a pensare se forse non stai esagerando... ovvio, ti rispondi sempre che no, non stai esagerando, è solo un caso... ma comunque un pensierino ce lo fai...
girarono un paio di tubi ed io stavo sempre aspettando Loris, che pareva aver preso la tangenziale per arrivare al castello... ma quel tipo deve sempre ritardare, è la sua natura! E poi alla fin fine sta-vo bene lassù da solo, a guardare la città con una canna in bocca ed una birra in mano... ero un dro-gato che non rompeva i coglioni, uno di quelli buoni, non di quelli che vanno a rubare per la dose o a tirare sotto bambini con la macchina... ero un tipo tranquillo, e ora lo sono certo di più... volete sapere com’è andata? Una cagata, una morte di merda, veramente! State a sentire: ero lì un po’ fatto sul muretto della piazzola alta del castello e stavo finendo la Becks (e attaccando la seconda!), quando un colpo di venticello fresco mi ha risvegliato o almeno lo credevo... così mi sono messo a sedere e, ancora non capisco come, alzandomi ho perso l’equilibrio e sono finito di sotto... è un bel salto dalla piazzola a giù, fin sul sentiero in marmo... saranno una ventina di metri, credo... e così sono finito spiaccicato come una mosca a terra... non c’era più nessuno, fra l’altro, ho dovuto aspet-tare lì come un coglione per un pezzo fino all’arrivo di Loris, in ritardo di un’ora e mezza, prima di essere ritrovato...
“...per le palle di Noè!”, ha esclamato quando finalmente mi ha visto là sotto...
Ecco, ringraziatemi che vi risparmio tutta la fase di mezzo, tra l’altro molto ripetitiva, di pianti inin-terrotti e parenti stretti al collo di mia madre e vecchi mai visti che pregavano ecc. ecc.
i più simpatici sono stati alcuni compagni d’università che in mio onore hanno dato il via ad una fe-sta di solo whiskey irlandese e Guinness, probabilmente perché mi chiamo Patrizio... sarebbe stato divertente esserci, anche se un po’ strano... ve l’immaginate? entra un cadavere con le ossa tutte rotte e la faccia spiaccicata che balla molliccio dimenandosi da sbronzo e ci prova con tutte le ra-gazze di turno! è da ridere, no? ecco perché alla festa non c’ero, ma ero contento di essere una sorta di ospite d’onore... un motivo, più che altro!
Ma vengo al sodo... io ho 21 anni compiuti e scrivo, anzi, scrivevo in vita e di vita... anche se suo-na tanto male dire “scrivo di vita”... però come si può definire uno che scrive quello che fa? se non con di vita? nel bene e nel male ho sempre aggiunto qualche pagina ad una specie di diario compu-terizzato fatto di poesie, racconti e qualche sceneggiatura per teatro e cinema... oddio, niente di speciale intendiamoci... ma mi dava sempre una bella sensazione andare a rileggere i pezzi miglio-ri, quelli di ragazze passate o sbronze di piazza... non mi ritenevo un granché e certamente non un innovatore... come si può pensare di innovare qualcosa dopo gli anni ’70? dopo Andy Warhol e tut-te quelle cose che finiscono in Art? dopo che è morto Kerouac e Buk ha già pubblicato il “Taccuino di un vecchio sporcaccione”? è difficile specialmente se sei nato nel 1986, a cavallo fra gli anni dell’eroina e quelli dell’ecstasy, gli anni di Chernobyl e delle verdure marce... noi siamo gli OGM, noi siamo gli alienati di Roosvelt, noi siamo tutto e niente... tra un punk ed un bambino che guarda i Pokémon, e le bambine non sanno più chi è Candy Candy e credono che “Heidi – tra i monti” sia il servizio fotografico invernale della Klum su Playboy... ormai è finita, anche per la chiesa: se dici Eva tutti pensano alla Henger e nessuno più ricorda quella puttanella della mela... è per questo che la chiesa cattolica è incazzata e ce l’ha col mondo, perché sa che continua a perdere punti... infine, se oggi dici B52 tutti pensano, senza sapere perché, a quanto sarebbe bello poter bere un cocktail sulle macerie di una città distrutta dalla “guerra preventiva”...
ma tornando a noi, ecco, io a ventuno anni scrivevo di questo, più o meno... ci mettevo un po’ più di sesso e sbronze ma quasi sempre ero onesto... non sparavo molte balle, col senno di poi...
Ero quasi sul punto di pubblicare un libro, e di questo vi voglio parlare... avevo già firmato il con-tratto con una casa editrice di Padova che voleva un aiutino per le spese di pubblicazione di appena milleottocento gocce del mio sangue... giuro, una di quelle che mi ha chiesto di meno... a Milano sono arrivati a spararmi cinquemilacinquecento euro, o quattromilaottocento o giù di lì... era un fot-tutissimo anno che cercavo come un disperato di pubblicare “La prima goccia” e finalmente avevo firmato un contratto... ormai la gioia aveva lasciato spazio solo al sollievo, ma avevo grandi spe-ranze per i libri successivi... anche con le sceneggiature non me la cavavo poi male, ne avevo scrit-ta una per il cinema su un tipo che ascolta i Doors... me l’avevano rifiutata, ma lo stesso avevo per lei altri bei progetti...
perciò, salto tutta la parte dei parenti affranti per dirvi di come sono divenuto famoso (postumo)...
È tutto merito di mia madre, santa donna, che nonostante l’abitudine alle perdite famigliari non ha mai smesso di piangere per i due giorni successivi alla mia morte... solo poi ha cominciato a racco-gliere le idee e pensare che forse mi avrebbe fatto piacere pubblicare il libro... scelta azzeccata, mamma... è strano come pur non credendo nella fede siamo tutti soggiogati da una primordiale idea di vita dopo la morte e, d’altro canto, se io sto qui a scrivere forse qualcosa di vero c’è, no? lasciate che vi dica una cosa: dio non è come ci hanno sempre detto... non è un occhio, né un triangolo, non è un vecchio con la barba che lancia fulmini e, credetemi, suo figlio non era quello sulla croce... l’unica cosa vera è che è dentro di voi, come sottopelle... il resto scopritelo da voi, se no vado fuori tema...
Insomma, mia madre ha preso il mio posto alla scrivania del dott. Zanelli, direttore-editore della NuovoMondo, ed ha pagato di tasca sua i milleottocento grani... “La prima goccia” è stato pubbli-cato nel giro di qualche settimana e, porcogiuda!, dopo un periodo di rodaggio è andato alla grande! specialmente i miei lettori erano studenti come me, che si ritrovavano al cento per cento in quello che scrivevo... c’era anche qualche ex-sessantottino che rimembrava i bei tempi andati... donne poche, proprio come quando ero in vita, ma che ci volete fare... sono un uomo e scrivo per uomini! se una donna vuole leggere: “lui le si avvicinò / e la prese fra le braccia / carezzandola passionale”, un uomo si accontenta di meno parole, basta un: “lui la prese messa a novanta”, o: “lei si lasciò an-dare / ad una notte di puro sesso”... credo che nessun uomo riuscirà mai a mettersi nella testa di una donna, a meno che non sia gay forte, il che può anche essere un bel vantaggio se devi scrivere... ma non ero gay, purtroppo, quindi niente melassa e tanto sperma...
il libro andava alla grande, ed io ne ero contento... anche mio padre mi faceva i complimenti e di-ceva: “vedi, te l’avevo detto che ce l’avresti fatta!”, balla sovrumana perché lui era morto prima che io cominciassi a scrivere... ma l’accettai con grande soddisfazione, era un altro sogno realizzato... fra l’altro era in forma il vecchio, quassù ti puoi lamentare di ben poche cose ed una di queste non è certo la cucina! certo, almeno finché non arriva Vissani... non glielo auguro, né per lui né per noi!
Ebbene, il libro andava forte e lo ristamparono (stavolta perfino gratis!)... poi il dott. Zanelli fece qualche domanda a mia madre, col sorriso in volto: “signora, suo figlio teneva altri scritti?”
Mia madre, dopo qualche ora di pianto felice, decise che avrebbe pubblicato tutta la mia roba... si prese qualche giorno di ferie e chiamò Loris, il mio più caro amico...
“Loris, tu sai dove Patrizio teneva le sue cose scritte?”
“signora, credo nel computer...”
“tu lo sai usare quell’affare?”
“certo, perché?”
“vorrei pubblicare altre cose sue, mi daresti una mano?”
Loris accennò un lieve imbarazzo, vecchio stronzo Loris! In realtà era al settimo cielo, era tutta una commediola, come quelle che facevamo sempre tra noi! Ti voglio bene, Loris!
“certo! passo da casa sua!”, rispose...
“ti aspetto, caro...”
e Loris e mia madre si misero alla ricerca delle mie robe nel computer, poi insieme al dott. Zanelli decisero cosa mettere nel secondo libro ed in che ordine... scoprirono tutti parecchie stranezze su di me, Loris ne sapeva molte ma non tutte... nessuno sapeva tutto di me, solo le mie pagine virtuali ed io ne eravamo al corrente...
“sì pa’, anche te sapevi tutto ma, grazie al cazzo, da qua vedi tutto!”
“embè? vedere è sapere!”
mio padre è fatto così... io gli voglio un gran bene...
Al secondo libro diedero il titolo “Patrizio II – vita dall’alto”, non male... un po’ commerciale forse ma originale, mi piaceva... forse al posto di vita avrei messo vista, ma io non sono mai stato bravo a scegliere i titoli... anche “La prima goccia” mi era stato suggerito da Loris, io avrei preferito “La prima goccia di whiskey nel bicchiere vuoto” ma, effettivamente, era troppo lungo... ho un po’ questa mania da Lina Wertmuller, che volete... fra l’altro il “Patrizio II” aveva una bella copertina, un omino nero stilizzato seduto su uno Sputnik che guarda la terra esplodere dall’alto... un po’ pes-simista ma molto pittoresco, devo dire!
anche il secondo libro fu un successo, addirittura più del primo... ed ora c’era il momento del gran-de salto: il cinema! Uno scrittore non diventerà mai famoso se non ci si mette di mezzo il NOME di qualcuno, un regista magari, che decide di trarre un kolossal da un suo libro... non dopo gli anni ’70, perlomeno... e, guarda caso!, io prevedevo questa stronzata e mi ero già preoccupato di scrive-re “Inseguendo i Doors”, una sceneggiatura che in vita mi era stata rifiutata dalla Fandango... ora la Fandango si stava mangiando i coglioni e io da quassù me la ridevo a crepapelle!
Lo acquisì una major, la Warner mi pare, e ci misero Scamarcio come protagonista... feci la sua fortuna professionale, finalmente anche lui poté dimostrare di non essere solo un attore per film da quindicenni lacrimosi... il protagonista della storia, Adamo, era una sorta di anti-eroe, un misto fra il fancazzismo alla Lebowski e l’adattamento al mondo di Chinaski in “Barfly”... entrambi grandi film, ve li consiglio caldamente... cazzo, perfino il critico mi tocca fare ora!
beh, il film uscì un annetto dopo la mia morte... la parte della ragazza sordomuta venne data ad una delle nuove veline di Striscia e fu una fortuna per tutti non sentirla recitare... anche se lei non se ne rese conto, infatti i suoi film successivi furono tutti dei flop... recitati male, scritti peggio... ma che volete farci, non tutti sono me! eh-eh-eh! J
da quassù io guardavo tutto, ed il film fu stratosferico! i cinema lo tennero in programma per mesi e mesi, la gente andava a vederlo anche tre o quattro volte! Cannes lo premiò con la palma, gli Oscar non ne parliamo, quelli non capiscono mai un cazzo di film... voglio dire, hanno premiato Morrico-ne solo per la carriera e mai per le musiche, oserei dire geniali, di tutti i film di Sergio Leone! e poi dare un Oscar a Benigni, forse era stata un’esagerazione... dai, voglio dire... Ugo Tognazzi no, Vit-torio Gassman no, Alberto Sordi no, Monica Vitti no, ma Benigni sì! ma andiamo...
comunque, volete sapere qual è stato lo sketch migliore? oltre ai libri, oltre ai film e via dicendo?
Mi hanno fatto un servizio su Studio Aperto! eh-eh-eh, giuro! in mezzo ad una fica mezza nuda ed un cucciolo con la zampa rotta, ci hanno messo un servizio da dieci minuti sul mio film ed hanno portato alla luce i miei libri! Pensate, mi hanno descritto come “l’ultimo dei Maledetti”! ma ci pen-sate, è a dir poco comico! Baudelaire, Miller, Hemingway e... io! coraggio, ditemi che non vi scap-pa da ridere! un cazzone segaiolo come me che viene presentato come “il grande poeta Patrizio A., un animo nobile alla George Byron che avrebbe lottato contro le ingiustizie del mondo, se il cielo non lo avesse chiamato a sé prima del tempo”! eh-eh-eh... ma andatevene affanculo! eh-eh-eh, io! proprio io! esilarante!! J
Già, proprio esilarante... come esilarante è anche il fatto che non ho vissuto niente di quello che ho scritto, sono morto prima... porcogiuda! così muore uno sfigato!
Vabbè, e poi magari se fossi rimasto vivo quella sera non sarebbe successo nulla di tutto questo... un poeta maledetto vivo non fa molta notizia... da morto le cose cambiano, la gente è molto più ben disposta perché crede che tu non possa fargli del male da quassù... legge una poesia, legge un rac-conto, guarda il tuo film, poi va a dormire e non ti pensa più... se tu fossi in giro per la strada maga-ri gli strizzerebbe un po’ il culo... ma quassù, a chi vuoi far male?
mai sentita stronzata più grande... il tipo sulla croce è diventato famoso dopo essere stato inchioda-to, no?! ok ok, era già un po’ famoso prima... ma la sua crew si limitava a una dozzina di persone, più qualche fan qua e là... è dopo che è scoppiata la Gesù-mania! magliette, sponsor, canzonette, un vecchio pastore tedesco vestito di bianco che è convinto di essere la sua incarnazione, e tutto il re-sto...
E poi, per dirne un altro... James Dean! L’ho incontrato, fra l’altro... è veramente basso! Però c’ha stile, ragazzi... stile da vendere! Beh, anche lui, mi ha detto, se non fosse morto non sarebbe poi co-sì famoso...
Marlon Brando invece ce l’ha fatta in vita, è per quello che qui viene poco... questo è il posto per gli “sfigati in vita”... lui ogni tanto passa a trovarci, è bello sentirlo parlare perché è un tipo che ne sa davvero tante! Qui lo chiamano “il maestro” perché da quello che dice traiamo sempre grandi le-zioni... come quella volta che disse “non fare mai troppi film in un anno, i personaggi che sai fare sono limitati”... profetico, non credete?
Chiudo, ormai non avrete più voglia di leggere altre robe... però lasciate che vi dica l’ultima cosa, un piccolo consiglio da uno che ha già sbagliato in vita... non è che dovete seguirlo alla lettera, pe-rò cercate di capire cosa voglio intendere:
“non prendetevi come modello Gesù, è molto più saggio inseguire Marlon Brando”!
