Narrativa - testi pubblicati - L
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Alcuni testi di narrativa in ordine casuale
Quella notte in città
dedicato alla gente che vive senza gustare l’attimo e ad Antonio, che col suo acume ha smascherato questa gente. l’autore ‘cade la brace nel mio piscio e smorza quegli ultimi ricordi non ancora offuscati dal fumo. polveroso il bar, polverosa la birra.’ Lo scrisse su un muro il pensiero perduto di un ragazzotto di città. Un buon pensiero, per un cittadino. Poi si dilungava a parlare del mondo e la gente. ‘mi sta bene.’ Lo...sotto sopra
Capitolo 1 Mi chiamo Cristiano Molteni, ho 30 anni vivo in un piccolo monolocale in un quartiere di Roma. Lavoro presso un’azienda non molto distante da casa mia che si occupa di spedizioni, il mio compito Non è molto complicato, devo controllare la merce e le varie destinazioni. Non posso dire di sentirmi realizzato, ma tuttavia vista la situazione occupazionale di oggi Posso ritenermi abbastanza fortunato. I miei genitori non abitano molto lontano...La diga
‹‹ Mi raccomando eh! Che non ti venga in mente di andare al fiume! Se scopro che ci sei andato poi non esci più per un mese, lo sai.›› disse la signora Bigazzi. China sul lavandino, parlava mentre lavava le pentole e i tegami, dando la schiena a suo marito e a suo figlio Mirco, seduti al tavolino della cucina. Aveva un vestito verde, molto leggero, a fiorellini rossi, su cui portava un grembiule che aveva comprato in un banco, al mercato del...La creatività è una malattiaa
E come ogni mattina il grembiule è caduto a terra per la fretta. I clienti in fila per il primo caffè e la mano sinistra allenata a stringere senza alcuna precisione gli estremi del doppio nodo dietro la schiena. È già precipitata la cascata di richieste, ma oggi lei sente di essere carica abbastanza per far fronte ad ogni cappuccino e ad ogni caffè macchiato. Ritmo sostenuto. Non c’è da annoiarsi, anche se a metà mattinata le sembra che il...I guardiani del Lodes-capitolo 1
Capitolo 1 Si trovava in una città ambigua, non sapeva il motivo per cui si trovasse la e tanto meno cosa stesse facendo, in quel momento pensava solo a se, al suo miglioramento improvviso in campo lavorativo e a pensare un pò a se stesso. Ed si chiamava, Edward Wakens, scrutava il suo riflesso su una vetrina di una orologeria, trovava strano vedersi specchiato, come se non lo avesse mai fatto in vita sua, ricordava in quel momento di esser scappato svariate volte da uno specchio quando era...Travel Tape
Le succedeva a volte, in circostanze particolari, di pensare a cosa avrebbe detto, o fatto, sua madre se fosse stata ancora viva. Tornando a casa, Jamie si rese conto che era una di quelle volte. Pensò che le sarebbe piaciuto, davvero, poterle raccontare dei preparativi del viaggio, dei continui battibecchi tra Tess ed Alex, del pigiama verde di Tess. Piccole cose, a pensarci bene, ma col passare del tempo, Jamie si era accorta di vivere proprio di quelle piccole cose, che in fondo...L'invito
La signora * penetrò nello studiolo, dove sapeva avrebbe sorpreso il marito posatamente intento ai suoi disbrighi, che richiedevano un raccoglimento e un’operosa inerzia più volte rogati e nondimeno mai (pressoché) incontrastati, con la medesima intrepida arditezza che la "Pucelle d’Orleans" avrebbe profuso nello sguardo rivolto ai fortilizi da prendere d’assalto: Per venerdì prossimo (non questo, ma quell’altro...L’omino dei sogni capitolo uno
Prefazione Questa storia comincia così, un po’ come la strada sotto le mie ruote motrici coadiuvate da un cambio marce un po’ difettoso che se non conosci non sai usare. Tra palme e luci gialle di lampioni ai bordi di un litorale quasi americano e su un asfalto bagnato da una pioggia ne troppo leggera ne troppo fitta, una pioggia che scazza. In una notte scazzata che sarà lunga a finire. La radio accesa al minimo appena mi distrae dal mio andare, chissà poi...Sharon
Ero persa, negli ultimi anni non avevo più un’identità, né avevo più un nome. Non sapevo chi ero, mi sentivo smarrita, il mondo mi sembrava vuoto, io ero vuota, non avevo più una ragione per continuare a vivere. Non sapevo, o forse non mi rendevo conto quale fosse il motivo di questo mio stato d’animo. Forse la delusione avuta nello studio: studiavo legge all’ università di Modena, ero quasi alla fine dei miei esami con una media di voti abbastanza alta, soddisfacente, quando...Addio
“Addio”. La porta si chiude lentamente con un leggero cigolio, quasi non volesse far rumore timorosa per la delicata situazione; la porta si chiude e segna la fine di molte cose, della speranza e dei sogni in primo luogo. Lei se ne va adesso, lei se n’è andata pochi secondi fa, senza troppi discorsi ma soltanto con una tagliente parola che riassume in sé tutta la delusione, la tristezza, l’amarezza che una persona può provare. “Addio”. E’ tutto. Non...
