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Borderline style - di Luca Adami

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/08/2008 alle ore 22:27:18

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

PREFAZIONE: Il DSM-IV si fonda su una valutazione che implica il riferimento a cinque assi per diagnosticare il tipo e la gravità dei diversi disturbi psichici. Il disturbo di personalità borderline si colloca sull’Asse II, che annovera tutti quei di-sturbi caratterizzati da tratti di personalità rigidi e non adattivi, che generano una compromissione funzionale significati-va, ma non sempre una sofferenza soggettiva. Essendo le caratteristiche di un disturbo di personalità delle modalità co-stanti di rapportarsi, percepire e pensare in relazione all’ambiente e a se stessi, esse possono essere ritenute dall’individuo che le possiede come non problematiche (“egosintoniche”). All’interno dei disturbi di personalità si distin-guono tre cluster, raggruppati per analogie descrittive.
Per una diagnosi di disturbo di personalità borderline è necessario soddisfare almeno cinque dei nove criteri del DSM-IV che lo caratterizzano:
· sforzi disperati di evitare un abbandono reale o immaginario;
· un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizza-zione e svalutazione;
· alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili;
· impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere denaro, abusare di sostanze, guidare spericolatamente, abbuffarsi;
· ricorrenti minacce, gesti o comportamenti suicidari o comportamento automutilante;
· instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore;
· sentimenti cronici di vuoto;
· rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia;
· ideazione paranoide o gravi sintomi dissociativi transitori legati allo stress.
La caratteristica di queste persone è quella di instaurare spesso relazioni interpersonali molto intense ma estremamente instabili, caotiche e contradditorie, a causa di sentimenti che oscillano tra gli estremi dell’idealizzazione e della svaluta-zione.
In questi soggetti è centrale il tema dell’abbandono.

(da ‘Il disturbo borderline di personalità’ di Giorgio Caviglia, Carla Iuliano, Raffaella Perrella)


questo è il pezzo migliore di una carriera mai iniziata, scritto mentre un rock aleggia di sottofon-do... anzi, neanche tanto di sottofondo dato che ondeggio e mi dimeno... ma le dita sono ferme, le mani ferme, le parole corrono & i limiti designati vanno a farsi fottere...
borderline, borderline, tante parole; borderline, qualche fatto; ed ora, via alle danze! disturbi alla personalità, non siamo a livelli ossessivo-convulsivi, non siamo al tracollo di un’esistenza, siamo in una condizione di stallo, viviamo in un eterno purgatorio; c’è un limbo senza farfalle & con ben po-chi filosofi, qui da me... ci sono poche persone, come in vita, come con le relazioni scarne; quando la musica cambia, cambia anche ciò che mi compare davanti... è comprensibile o incomprensibile?
per me si può capire con un po’ di esperienza, ma quella è soggettiva (come tutto il resto) e non mi aspetto nulla di diverso da voi...
voi, voi tutti; ogni uomo & donna; ogni transgender, bisessuale, residuato bellico, Gandhi, rivolu-zionario, radical-chic, fallito, e via dicendo... ma questa musica non mi piace, suonerò qualcosa di diverso stavolta... sono lucido, troppo lucido per dire cose sensate; ci accontenteremo tutti... prima o poi finisce, che fretta abbiamo? ci sono cose che ho letto, molte più che ho scritto, troppe che ho vissuto male... eppure non mi va di cambiare, mi va di non essere compreso...
mi va che un giorno diranno: ma aveva ragione!, mi va di diventare Jim Morrison, Jack Kerouac, mentre Hank Bukowski era solo indifferente & Kurt Cobain si sparava le pere... c’è gente che si fa i trip da sola, ce n’è molta di più che ha smesso di farseli per lavorare in banca; chi è peggio? io o loro? loro o voi? voi o gli altri? chi sono gli altri? esiste qualcuno? dio c’è? se c’è, chi è? se c’è, perché? perché non scende? quando si è addormentato? dio dorme?

borderline, borderline, i limiti di un’essenza che non si trova; quella che cercavo, e che pensavo esi-stesse, qualche anno fa; ma no, non esiste... ero solo un piccolo uomo curioso, più o meno come ora; solo che adesso non cerco sempre, lavoro part-time...
ma la decadenza non abbandona mai le città che ha baciato, Baudelaire l’aveva capito & accettato troppo presto... ma basta parlare di gente morta, parliamo dei vivi (quelli morti per davvero)... il mio amico Roberto dice che certe volte non capisce quello che scrivo, che devo spiegarglielo, & poi afferma che: o sono un cazzo di genio incompreso, o sono un coglione come tanti... ma se fossi un coglione non sarei qui a parlare; ma se fossi un genio troverei un modo di evadere... la realtà è che non sono, come un granello di vuoto in una spiaggia deserta... questa, la sensazione dell’universo... questa, l’unica verità... questo o quello, ma non ha importanza finché mi potrete smentire...
un consiglio, chiudete il libro; arrendetevi; suicidatevi; vivete la vecchiaia; sparatevi la grafite nelle vene; sparite e basta; andate da uno psicanalista, e vi dirà la metà di ciò che volete sentirvi dire... l’altra metà non la sa nemmeno lui, o (se la sa) la sfrutta per farvi ritornare... però è divertente, lo è anche per me con Sabina... lei mi analizza ogni tanto, lei vorrebbe di più; io anche, ma non da lei: dal mondo! dalla vecchia palla tonda che mi annoia... dovrei fare sport estremi ma non tutti i bor-derline sono votati al bungee jumping, o al paracadutismo, o alla violenza, o al tagliarsi un braccio, o al pensare al suicidio, o a fare fumare qualcosa che non va fumato...
però cadono, tutti cadiamo, e ci ritroviamo a saltare per vedere un poco di quella luce che sta là in alto; quella che potremmo raggiungere, se solo... se solo... e qui nessuno finisce mai la frase! per-ché interrompere una tradizione millenaria? se tutti spiegassero tutto cosa rimarrebbe da cercare?
dio? non ne vale la fatica...
allah? a me piace il maiale...
pace? la guerra è sempre servita...
soldi? prima o poi finiscono...
i capitani coraggiosi, gli antichi eroi, i semplici maniscalchi, tutti i pistoleri, i banditi buontemponi, Vallanzasca, Michael Moore, il Che o Hitler, beh tutti cercavano... lasciamoli cercare... diamo una mano al tempo, lasciamolo correre da solo; nel frattempo, noi cerchiamo di usare gli attimi rimasti per qualcosa di decente o sensato... come masturbarsi, o cucinare una bistecca, o dormire...

manca la musica, manca qualcosa di sottofondo; è il senso del vuoto che ritorna, come quando sono al mare... non ci riesco ad immergermi, ma è così grave dottore? non mi piace guardare in giù, ma non saranno vertigini? non odio il mondo, ma devo amarlo? non mi so spiegare, ma qualcuno mi ascolterebbe se sapessi farlo?
tante cose non valgono la pena, ma fra un secondo dirò che invece vale la pena di viverle tutte...
borderline, borderline, al limite di cosa? schizofrenia? personalità multiple? vizi? sono viziato? sì, lo sono, e sono anche molte altre cose... sono tutto & niente, come il primo testo che scrissi anni addietro... non c’è via di mezzo, solo bianco o nero...
borderline, borderline, mentre i tagli ed il sangue si sono rappresi sulla carne; non è un dramma, non è niente come al solito! possibile che ci sia qualcuno che si preoccupa per me?
fumo un’altra sigaretta, stasera non c’è di meglio da fare; potrei lavarmi, ma non puzzo & non sono così sporco... potrei divertirmi a cambiare vestiti, ma devo ancora stare seduto un altro po’... è bel-lo sedersi a non far niente, potrei farne una professione se solo trovassi qualcuno che mi porta un panino due volte al giorno... penso che potrei farlo, almeno per due ore... poi ritornerebbe anche la noia, però, & con lei anche il vuoto; quel senso di granello di sabbia che dicevo prima, quando la musica mi trascinava...
ora la musica si ripete all’infinito, nota dopo nota, e stavolta non sono io che la suono... è il destino, il fato, l’entità divina, il caso, Gurdijeff o qualcuno dei suoi; è chi ha capito, forse un monaco tibe-tano, ma neanche troppo... nemmeno lui; perché, nel bene o nel male, si ritrova imprigionato in una vita che non ha scelto... potrebbe essere un reincarnato, sai che noia? già una basta e avanza, non tutto è rock, non tutto trascina; alcuni strisciano, altri strascicano, altri leccano l’asfalto, mentre qualcuno ci dorme sopra... dov’è la giustizia infernale?
il malessere è distante questa sera, perché ho capito qualcosa & sono felice... è fico essere felici, dovrei provarci più spesso; ma non ho nessuno a cui dirlo, altrimenti non sarei qui ora a scrivere... magari sarei a bere una birra, o più d’una, o ad accarezzare una donna... ma anche quella non c’è, da un po’ di tempo ormai, da quando ho scacciato lei dalla mia mente, perlomeno da quella parte conscia che vuole essere comandata... qualche volta la sogno, anche se sarebbe più corretto dire che la ‘incubo’...
dovrebbero inventare più parole di quelle che ci sono, queste ormai mi hanno stancato... potremmo parlare di ‘pastare’, invece che di ‘preparare-una-pastasciutta’, e di ‘pastare sugoso’, quando c’è an-che del pomodoro insieme... ma sto divagando! cazzo, devo smetterla!
dicevamo di noi, di voi & di tutti gli altri: perché non siamo?
ora potrei essere contornato di compagnia, di voci & suoni, qualche grido forse, un essere sovruma-no tipo un golem, o Frankenstein... ma non esiste, non esiste nessuno di questi... parlavamo di donne, di lei, di troppe cose... non sarà eccessivo? penso che sia già difficile concentrarsi su una cosa sola, io propongo un puzzle senza incastri... solo bianco & nero, vero & falso; non esiste giu-sto & sbagliato, solo vero & falso; esiste la possibilità che qualcuno capisca?
per esempio, sono convinto che una donna abbia la pelle molto più liscia di un uomo; è quasi ovvio, no?
ma le labbra? le labbra sono labbra, e se tengo gli occhi chiusi la mia sessualità potrebbe avere delle incertezze... però c’è anche il fatto che non mi piace tenere gli occhi chiusi, vorrei anche non dor-mire mai... a parte che gli occhi sono stati chiusi per troppi anni, c’è anche questo... meglio spalan-carli, non vorrei perdermi qualche attimo prezioso!
ditemi, gli attimi sono davvero preziosi? non è che poi quando arrivo a fine anno, e faccio il reso-conto delle attività svolte, scopro che è stata tutta una gran bufala? non sarebbe bello, eh no no!

è mai possibile racchiudere una mente in poche righe (senza senso fra l’altro)? è vero che tutta la gente che dicono è morta? come Elvis? come Giuda? come Abele? chi era davvero Abele?
ma andiamo! basta farmi domande, cervello! accontentati di quello che hai, una buona volta! pro-prio non ce la faccio a capirlo, eh? ditemi voi, ne vale davvero la pena? non capite di cosa parlo, eh? suvvia!
parlo di voi!
proprio di voi!
non degli altri, ma di voi!
stiamo rinchiusi in un castello, sperando che le stanze da visitare non finiscano mai; non sapremmo come tornare al punto di partenza, poi... è allora perché abbiamo iniziato tutti il viaggio? siamo ma-sochisti? autolesionisti? sadici con la mente? malati? terminiamo una cosa, almeno?
cominciamo col capire perché dio non esiste! ma il fatto è che esiste, no? altrimenti chi ha fatto co-minciare tutto questo?
ma non diciamo stronzate!
no, davvero, dio esiste... non sappiamo se è bianco o nero, ma esiste!
e chi lo dice? tu? io? voi?
no, lo dicono gli altri...
e chi sono gli altri?
tutti quelli che non domandano neanche lo scontrino alla cassa; tutti quelli che lavorano in città & sono sposati con il compromesso; tutto ciò che si respira oggi; tutti quelli che non hanno voglia di sedersi ad aspettare due panini al giorno; tutti quelli che non ci provano nemmeno; tutto & niente; tutto & niente. tutto. niente.
mi piaceva l’idea del granello di sabbia, ora la trovo scontata... è fin troppo ovvia, è detta e ridetta quante volte? chi non ci ha mai pensato alla sabbia del deserto? chi, invece, pensa ad un fiore?
c’è chi nasce per pensare, qualcuno per vivere e basta, altri (cioè la maggior parte) lo fanno per so-pravvivere... certo che è strano anche per un borderline come me pensare a sopravvivere! sopravvi-vere, sopravvivere, sopra-vivere... cosa ci sarà là più in alto? cos’è quella luce di cui parlavo pri-ma? potrebbe essere qualche residuo della mia parte più romantica, forse un motivo per scrivere una riga di troppo... ma c’è davvero un troppo?
per esserci un troppo, deve anche esserci un limite (imposto da qualcuno o qualcosa)... e allora chi è questo qualcuno o qualcosa? chi ha mai parlato di borderline?
borderline, borderline, io no...
allora siete voi?
o sono gli altri?
od è la noia?
il vuoto è incolmabile, se fosse colmo non sarebbe vuoto... è una congettura più che semplice, co-me dire che il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è la stessa identica cosa... e allora perché ci sono due modi per dirlo? non sono cose facili, queste, tutt’altro! niente è facile! il mondo non lo è! io nemmeno! e voi?

borderline, borderline, trovo questa linea e la seguo fino alla fine; almeno è un tracciato... immagi-no una striscia rossa su uno sfondo azzurro chiaro; un uomo di mezza età che cammina come un e-quilibrista; tiene in mano una lama di rasoio e si diverte a giocare; ha le braccia protese in avanti, con la testa guarda solo indietro; i piedi vanno avanti, ma la testa guarda indietro; questi sono i ri-cordi, vero?
questa storia assurda non ha un inizio né una fine, se avesse uno dei due (o tutti e due) non sarebbe una storia senza senso... un po’ come la mia mente...
borderline, borderline, potrei andare avanti per ore; ma stavolta no! ne sono stanco! è ora di finirla, per oggi!
lo dicevano in ‘Via col vento’: domani è un altro giorno...
io ci sarò?
voi ci sarete?
gli altri moriranno?
beh, si vedrà...




Luca Adami, sabato 15 settembre 2007