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Narrativa - testi pubblicati - A

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di Arepo
di Flavia Cantini
di Marco Soriano
di John Square

Alcuni testi di narrativa in ordine casuale

La creatività è una malattiaa

E come ogni mattina il grembiule è caduto a terra per la fretta. I clienti in fila per il primo caffè e la mano sinistra allenata a stringere senza alcuna precisione gli estremi del doppio nodo dietro la schiena. È già precipitata la cascata di richieste, ma oggi lei sente di essere carica abbastanza per far fronte ad ogni cappuccino e ad ogni caffè macchiato. Ritmo sostenuto. Non c’è da annoiarsi, anche se a metà mattinata le sembra che il...

Temporalia

TEMPORALIA Uno Acqua. Acqua. Ancora acqua. È una settimana oramai che piove ininterrottamente sulla città. L’acqua cade con forza, coprendo col suo rumore monotono tutti i suoni dell’esistenza quotidiana. È arrivata all’improvviso, senza essere attesa, come un ospite inaspettato che suona al tuo campanello quando già ti stai mettendo a letto e mai, dico mai, ti sarebbe passato per la testa che qualcuno venisse a trovarti, e da principio è...

Madonna di strada

Sul mio corpo ruderale non cresce l’erba. Con questa consapevolezza, stamattina, mi sono insinuato di nuovo nei vicoli stretti di una città qualsiasi affacciata sul mare. Dentro ho l’ansia furiosa che cerca madonne antiche, di cappella in cappella, per strappare una grazia. Sto frugando tra i miei pensieri, nell’acqua sporca di ieri dove le donne lavavano i panni sporchi, strofinando pezzi squadrati di sapone, così grossi da enfiarmi la pelle fresca di bucato. Nella Chiesa del Carmine...

Il mistero del falso meccanico

IL MISTERO DEL FALSO MECCANICO Credo fosse l’una di notte, più o meno. Come faccio spesso, nel sonno, mi giravo sull’altra spalla senza accorgermene. Il rumore era quasi soffocato, ma non era Ana, la ragazza dell’appartamento accanto, che faceva la doccia. Per quanto lei cerchi di fare piano, da quando le ho spiegato che il mio letto confina con il suo bagno ed ogni rumore si sente chiaramente, soprattutto nel silenzio della notte, le vecchie tubature non hanno comunque...

BLIND parte seconda profumo di caffè

CAPITOLO 1 Un venticello leggerissimo s’intrufolò nella stanza dalla finestra socchiusa, piroettò fra le scatole della pizza vuote e i bicchieri di cristallo con le loro ultime gocce di prosecco. Che bizzarro accoppiamento, pizza ai peperoni e spumante. Per non parlare del sottofondo musicale, quel lugubre lamento dell’epic metal, atmosfera da setta satanica, tipo Eyes Wide Shut, ma senza molte donne, una solo una, lei, la sola. Ancora non riusciva a crederci,...

Il gregario

Percorro questo lungo, angosciante corridoio e incrocio sguardi malati, ma carichi di voglia di vivere, mentre penso che proprio questo stesso giorno di dieci anni fa avevamo festeggiato il tuo successo più importante. Ricordo quella giornata come la più faticosa di tutta la mia vita: ti avevo trascinato all’inseguimento di quel belga dal nome impronunciabile, convinto che una volta raggiuntolo, la vittoria sarebbe stata sicuramente tua. Per quaranta chilometri avevo padalato...

Prendere di petto la Vita e poi amarla per sempre

Hey tu! Sì tu che ti senti finito. Non hai altro da fare che piangerti addosso? Hey! Parlo con Te! Che me ne frega dici? Cristo! Come sarebbe a dire? Non ti conosco amico, ma conosco la tua faccia perchè è stata la mia... E la mia faccia aveva la stessa espressione finita. No, non ti conosco. Ma ho riconosciuto la mia vecchia faccia. E non mi piace neanche un pò. E non mi piace vederla più quella faccia. Matto? Dici che sono matto? A me sembri...

PaPaPaPalla

Io credo che si chiamasse Paola o qualcosa che comunque iniziava per “Pa”, perché a scuola la chiamavano Palla. Anzi, Pa-Pa-Pa-Palla. “Pa-Pa-Pa” perché balbettava e “Palla” perché, ma non ne sono poi così sicura, magra non era. Non mi ricordo con esattezza il suo nome, ma il suo nomignolo sì, perché lo sentivo in continuazione. D’altra parte in classe c’era un gruppetto che si era...

I guardiani del Lodes-capitolo 1

Capitolo 1 Si trovava in una città ambigua, non sapeva il motivo per cui si trovasse la e tanto meno cosa stesse facendo, in quel momento pensava solo a se, al suo miglioramento improvviso in campo lavorativo e a pensare un pò a se stesso. Ed si chiamava, Edward Wakens, scrutava il suo riflesso su una vetrina di una orologeria, trovava strano vedersi specchiato, come se non lo avesse mai fatto in vita sua, ricordava in quel momento di esser scappato svariate volte da uno specchio quando era...

Degeneratione

DEGENERATIONE Di Antonio Rocca Per tutta la vita andare avanti cercare i tuoi occhi negli occhi degli altri far finta di niente far finta che oggi sia un giorno normale Noemi, Per tutta la vita Quasi tutti hanno un sogno da inseguire io invece ho te Fossati, Parole che si dicono Parte Prima: I Fantastici 4 e la piramide di Bomarzo Erano tre più una. Erano i...