Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Rosas introduzione - di Valeria Bellenda

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Horror > Rosas introduzione

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 28/04/2008 alle ore 11:40:44

 

L'autore si assume la responsabilitą di quanto pubblicato.

 

E’ troppo tardi. Non posso più tirarmi indietro. Impugno la pistola con agilità, estraendola dalla tasca nascosta del giubbotto. Mi faccio strada a tentoni nel buio, stringendola tra le mani come fosse un tesoro prezioso. Una goccia di sudore mi percorre rapida la schiena. E’ solo. Dorme tra le morbide lenzuola del suo letto.
· Niente è per te, niente era per te, niente rimane per te, per sempre- sussurro con voce glaciale.
Frase di morte. Premo il grilletto due volte, piantando una pallottola dentro ciascuna gamba della mia vittima. Si sveglia di colpo, preso da spasmi. Illumino il suo viso con una torcia, accecandolo. Grida, contorcendosi dal dolore lancinante che gli attanaglia la parte inferiore del corpo. E’ cosciente, anche se non riesce a muoversi. L’agitazione lo percuote, senza dargli possibilità di ragionare. E’ in balia della mia furia.
· Le macchie di sangue si allargano sempre più attorno alle ferite, tra qualche minuto perderai completamente l’uso delle gambe- lo informo, con la freddezza e il distacco che solo un killer esperto può avere.
Il suo viso cambia espressione di continuo, dinanzi ai miei occhi vigili e attenti. Lascio che il dolore lo divori lentamente, per assaporare ogni sua smorfia. Si rigira tra le lenzuola e cade dal letto, nel tentativo di fuggire. Illumino il suo corpo insanguinato, mentre striscia sul pavimento, aiutandosi con le braccia. Sta piangendo, mi implora di lasciarlo andare. Mai mostrare ad un topo in gabbia la via di fuga. E’ contro le regole. Sono stato addestrato in modo da non poter provare la pietà o l’indecisione.
· Lo senti? L’odore di morte. E’ la tua- dico, scandendo lentamente le parole- E sarò io a dartela- aggiungo, colto da una improvvisa frenesia.
Ora striscia sul pavimento con più foga, in preda al panico.
· Sei in trappola- mi lascio sfuggire, ridendo delle mie stesse parole- Sono Rosas, piacere di averti potuto spedire all’inferno.
Premo il grilletto più volte. Le pallottole gli trafiggono il petto, inchiodandolo a quella moquette, in eterno. Il corpo senza vita giace in un lago di sangue denso, rosso scuro. Sono soddisfatto del mio lavoro. Con la mano libera, sfioro delicatamente il pavimento, zuppo di quel liquido scuro che riempie le vene. Mi porto le dita alla bocca, dipingendo le labbra con il più bel rossetto che si sia mai visto. Me le mordicchio, diluendo il rosso vivo del sangue con la saliva. Sanno di paura, ma soprattutto di vittoria. E’ un rituale. Il banchetto, dopo il trionfo. Nascondo la pistola dentro il giubbotto nero, apro la finestra e mi arrampico a mani nude fino al tetto della casa. Sento il vento freddo pungermi il viso. L’odore forte di sangue fresco impregna e sporca l’aria. Mi stringo tra le mie braccia, per farmi forza e saltando da un tetto all’altro, mi dileguo tra le ombre della notte.



Pietre fredde ancorate alla terra. Crisantemi ovunque. Nell’aria immobile, lampi di ricordi. Sprazzi di sangue che imbrattano i vestiti. Grida di paura, mentre il destino si compie.
· Mamma- sussurro, accarezzando le incisioni sulla lapide.
Non sono riuscito ad arrivare in tempo. Qualche minuto e avrei potuto salvarla. Avrebbe potuto essere ancora viva. Avrei potuto confessarle tutto. Il segreto, ancorato nelle profondità oscure e recondite del mio animo.