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Horror - testi pubblicati - L

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di Davide Sommovigo
di Eva
di Davide Sommovigo
di Davide Sommovigo

Alcuni testi di horror in ordine casuale

I vermi conquistatori

[i]Un Diluvio di proporzioni bibliche. Lo spettro dell’estinzione che balla sui resti della civiltà. E i destini di un manipolo di uomini e donne che s’intrecciano in una sconvolgente battaglia per la sopravvivenza. Mentre cose che dormivano da millenni si stanno risvegliando. Il libro Uno dei capolavori del fantastico moderno, un’opera che ha ridisegnato il modo di intendere il romanzo apocalittico. Teddy Garnett è un arzillo vecchietto e non vuole...

Rosas introduzione

E’ troppo tardi. Non posso più tirarmi indietro. Impugno la pistola con agilità, estraendola dalla tasca nascosta del giubbotto. Mi faccio strada a tentoni nel buio, stringendola tra le mani come fosse un tesoro prezioso. Una goccia di sudore mi percorre rapida la schiena. E’ solo. Dorme tra le morbide lenzuola del suo letto. · Niente è per te, niente era per te, niente rimane per te, per sempre- sussurro con voce glaciale. Frase di morte. Premo il...

LA MORTE AVRA' I TUOI OCCHI

Apparentemente senza una ragione precisa ho cominciato a piangere. Riflettevo sulla mia vita e pensavo che il mondo mi avesse dato tanti di quei pregi fisici da accontentare almeno dieci ragazze insoddisfatte. Ma io non ho il coraggio di affrontare la vita. Me lo ricorda ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo una voce martellante. Non esiste silenzio che riesca ad azzittirla, non esiste rifugio che possa isolarla. “Hai sbagliato tutto, hai sempre fallito, non ce la farai mai, non sarai...

Il castello indemoniato

rosina una piccola bambina che abitava in un paesino di montagna aveva perso la sua mamma e abitava da sola con il suo papà. lei andava a giocare in una casa abbandonata fuori dalle mura del castello , un giorno scopri una stanza mai vista prima, la porta era sigillata da ben 10 lucchetti di cui la chiave era smarrita poi trovò sotto uno dei lumini sul comodino accanto alla porta una piccola chiave lei pensò che potesse appartenere a uno dei lucchetti però era troppo...

The Entrance

Tutto iniziò quando decisi di partecipare, insieme a Sonia, Luca, Enrico e Caterina, a quel maledetto concorso del cavolo. Un concorso che, non so perché, mi attirava molto, prima del fatto che ha capovolto la mia vita. Io, Marco, giuro solennemente di non mettere più piede in una giostra della paura. Detta così penserete che sono un bambino piccolo, uno di quelli che, dopo aver visto le finzioni di una giostra per grandi, ne esce impaurito. Ma lasciate che vi...

L'assedio

Avevo iniziato a scrivere con la speranza di dare forma e vita ai sogni e alle visioni che avevo sempre cercato con tanto trasporto, nel tentativo di raggiungere mondi fantastici e meravigliosi in grado di risvegliare il mio spirito intorpidito dalla noia di un’esistenza piatta e incolore, ma non ci volle molto perché mi accorgessi che scrivere non era affatto l’attività passionale e vibrante che avevo creduto. Davanti al foglio bianco ciò che acquistava...

Lo stagno

Gli ampi saloni e i lunghi corridoi della casa erano immersi nel più assoluto silenzio. La luce livida della sera autunnale proiettava lunghe ombre dalle finestre mentre Alice leggeva un libro di favole al suo coniglio di pezza, seduta sul pavimento della sua camera, appoggiandosi al letto per stare più comoda. All’improvviso però, prima di finire di leggere la storia, si accorse che quel silenzio interrotto solo dalla sua voce le dava un pò di inquietudine, per...

Damon Gallagher in Il Signor G

Era tempo di decidere. Dopo quella brutta, bruttissima giornata, il Signor G. non ebbe più dubbi: qualcosa doveva cambiare, ed anche al più presto. S’infilò la giacca da camera a quadri gialli e sedette alla scrivania di fronte alla porta finestra. Fuori pioveva e le luci dell’Hotel Corso erano accese sulla strada trafficata. Questa volta avrebbe programmato ogni cosa. Un promemoria dettagliato sarebbe stato il punto da cui partire. Accese il computer e incominciò a segnare il da...

Quando l'oscurità ti avvolge

Per Celeste, quella giornata sembrava essere una come tante altre; vestire i bimbi, preparare la colazione, controllarli mentre giocano in giardino, fare il bucato e così via dicendo fino al rientro del marito con la cena pronta in tavola e, invece al calar della sera finì barricata in casa con i bimbi tremolanti aggrappati alle sue gambe e la cena ancora da preparare. Nel pomeriggio, da sotto il portico della nuova casa, mentre osservava i suoi due bimbi, Andrea di cinque anni e Stefano di...