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Giallo - testi pubblicati - D

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di Pasqualino

Alcuni testi di giallo in ordine casuale

Delitto sul panfilo papavero

Sul panfilo papavero un uomo di nome Andrei Fort faceva il filo a Oreste Fermo. Se la intendevano. Oreste Fermo fa l’occhiolino ad Andrei Fort che risponde, ma avendo l’occhio strabico illude la nobildonna Eroina Della Tratta detta pastiglia III in quanto sofferente di: mal di mare, mal di schiena, mal di testa e mal dei primitivis, pensando che l’occhiolino fosse rivolto a se stessa, prepara una pista per ballare col suo spasimante. Oreste stanco di essere fermo si avvicina...

Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro al ballo

Giallo al ballo A tre passi da Gerolamo Belli c’era lei, Flacconia Moltena. Gerolamo la invitò a ballare, forse solo perché era la più vicina a lui, questo si capisce perché non la guardò in faccia. Lei rifiutò, lui si indignò: Era la sua festa, nessuno doveva rifiutargli un ballo! Andò in cucina e mangiò una mela, ingoiò il nocciolo che gli andò di traverso. Non respirava. Afferrò la prima bottiglia che...

Il passato di carmen

Non è ancora l’alba quando Carmen mi sveglia strattonandomi violentemente, trema e non riesce a trattenere una crisi isterica. - La foto... guardate la foto! Qualcuno ha cancellato la faccia di Carmen sulla fotografia scattata al concerto di Woodstock, ma quel che è peggio è che c’è una rosa nera accanto a quell’immagine deturpata. L’angoscia cresce e ci esplode dentro, abbiamo volti di pietra e occhi segnati dalla paura. Uno strano e...

Caravaggio la strage nel silenzio

Un vortice di follia per anni si alimenta indisturbato in tutte le più grandi città d’arte. Uomini e donne brutalmente uccisi senza un’apparente ragione e raffigurati come antichi modelli onirici. Nulla è lasciato al caso: ogni oggetto si trova al proprio posto ed ogni fonte di luce è ricercata con maniacale precisione. Qualcuno si appresta a far rivivere uno dei più celebri pittori italiani del ‘500 e lo fa con la certezza che sia quello il volere di Dio. Il destino è stato già...

Omicidio a Miami bic

Era scritto nel destino. La vittima, il signor Biro, un famoso scrittore, faceva l’alpino "per via della penna" celebre per il libro "esercizio di stilo". Si era innamorato di Matita, una temprata ballerina del carioca. Essi si conobbero un giorno mentre Matita si allenava sulle punte che ormai erano tutte grafite. Si scrissero a lungo, si incontrarono a corto. La vita della coppia rigava tranquilla. Una notte arrivò una telefonata alla centrale:...

Il gioco del silenzio

Dovevo piantargli un coltello nella schiena. Era la prima volta che usavo quella tecnica anche se di servizi ne avevo svolti parecchi. Di solito mi servivo di una pistola col silenziatore; detesto ogni possibile contatto con il sangue e poi basta poco per rovinarsi il vestito. Quella sera però dovevo usare il coltello. Era scritto sul contratto e mi servivano quei soldi... Così mi appostai nel buio di quel giardino. Il vento che fino a poco prima aveva soffiato senza...

Il blocco

Del fatto che mi accingo a esporvi, si parlò per settimane, nel piccolo paesino di M. Di omicidi, a M, in passato ce n’erano stati, è vero. Ma nessuno suscitò mai tanto scalpore. La vittima: una giovane scrittrice, bella e, per di più, nipote dell’uomo più ricco del paese (e uno dei più ricchi dell’isola). Nessun legame con elementi malavitosi chè, in un paese come il mio, seimilasettecentosessantacinque abitanti, si...

L'ultimo sospetto

1. Toc..Toc..Toc.la pallina continuava a rimbalzare ormai già da tempo contro la parete spoglia della camera di Maurice. Il ragazzo se ne stava seduto nell’angolo della stanza appoggiato allo schienale del letto, i lunghi capelli biondi scendevano quasi liquidi sulla bocca scarna, che accennava appena un mezzo sorriso slavato di tanto in tanto. Sulla parete della stanza diversi poster dei Nirvana e Gun’s rose campeggiavano vittoriosi sulla invece minuscola riproduzione di...

Ledieci perle nere

CAPITOLO 1 Era cominciata male la giornata, un fastidioso cerchio alla testa mi ricordò che oramai non avevo più vent’anni e le conseguenze di ogni eccesso della sera precedente mi sarebbero pesate sulla cervicale come un macigno per le successive ventiquattr’ore. Ingerii a stomaco vuoto un antidolorifico e cercai di concentrarmi sul perchè fossi stato costretto ad una levataccia per me così inusuale, dal momento che avevo rinunciato da un pezzo ad adeguarmi ai ritmi della gente...

Il passato di Carmen (seconda parte)

Suonano ripetutamente alla porta. E’ già arrivata. Detesto quando fa suonare il campanello in quel modo insistente. Avrei voluto poltrire a letto e poi andare a correre nel parco, ma, anche questo sabato, mia suocera ha scombussolato i miei piani. Mi compare radiosa come sempre, con la voce alterata da un’incontrollata eccitazione. E’ fresca di parrucchiere che forse ha esagerato con il biondo, ha poco trucco ma è molo abbronzata. Entra carica di borse della...