Sublyme - di Gpdimonderose
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 20/04/2008 alle ore 00:21:12
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sublyme abissale,della fondatezza del sublyme ,dell’aldilà quale sublyme:la storia del mito del sublyme è la storia dei luoghi del sublyme,la storia mitika del sublyme è la storia dell’Essere-sublyme,o dell’eterno ritorno del mito o della risonanza infinita dell’essere nel sublyme,nella latenza,custodita,curata per eventuarsi nella epokè mitica del sublyme.
La storia del sublyme è la storia della radura dell’Essere, dell’Essere diradato,sgombro,libero d’Essere nell’abisso sublyme, senza nulla, senza niente, senza-fine, senza tramonto, senza eclisse.
Nessuno è ancora stato libero di ricercare la storia dell’ontologia del sublyme, aldilà dell’ermeneutica teologica, oltre la metafisica nichilista kategorica, epistemica,paradigmatica.
Non c’è né l’ontologia dell’essere-sublyme, né l’ontosofia del sublyme o la storia mitika del sublyme.
La storia del sublyme si fonda sulla storia sublime della libertà:senza esser liberi di contemplare il sublyme, non c’è sublyme ma solo fondamentalismo teologico, teocrazia:la storia sublime del sublyme è la storia sublyme della libertà d’Essere in presenza della contemplazione dell’Essere divinità.
Il sublyme c’è quando l’essere si pone dinanzi nella contemplazione dell’Essere che si dà, si getta alla presenza nella radura, nella topologia dell’Essere, quale ontologia dell’Essere poetante, il Gegengrundsein che si eventua nella ontovarietà della gettatezza del mito è la radura poetante che custodisce, kriptata, latente la cura dell’Essere.
I luoghi della Gegengrundsein sono gli spazi kaosmici ove si getta dinanzi,davanti l’Essere-sublyme: i luoghi del sublyme sono quelli che l’esserci si trova di fronte non ad un orizzonte del mondo, o ad una prospettiva mondana, o ad un tramonto o eclisse cosmici, ma quelli sublimi del l’Essere abitato poeticamente dall’orizzonte e dalla prospettiva dell’Essere senza-fine, senza declino,senza tramonto, senza eclisse, quale eterno ritorno della risonanza dell’Essere-sublyme.
Solo così si eventua l’epochè della sublymanza, non teokratica, della sublymità della Physis.
Tanto per essere rigorosi fino in fondo:il sublyme non è la topologia della teocrazia, né il sublyme è la singolarità nichilista cosmica del tempo immaginario, giacchè quelle suggestive topologie sono sempre kategorie della prospettiva del mondo tramontante mentre l’orizzonte dell’Essere-sublyme non si trova mai di fronte all’eclisse, al tramonto, alla fine della storia, del tempo, dello spazio, del kosmo.
Nel sublyme invece c’è l’eterno ritorno della differenza ontologica tra il il fenomeno e l’evento: non il nulla o il niente, ma l’Essere che ci viene in-contro, l’Essere che si getta alla presenza, per abitare l’Essere che contempla la radura sublyme.
La storia sublime della sublymanza è la storia della differenza che si eventua nell’ontologia poetante,
quale presenza che abita il luogo kaosmico.
La storia sublime del sublyme è la storia dell’Essere che contempla l’essere di fronte, quale presenza della radura, ove non ha mai abitato né l’entità, né l’Esserci, né la mondità, né la metafisica, né la teocrazia, ma solo la risonanza dell’Essere che ci viene in-contro, quale eterno ritorno del sublyme.
La storia mitika del sublyme è la storia dalle origini del sublyme, tanto per abitare i luoghi storici del sublyme, si eventua nella risonanza quale Essere-sublyme, Essere divino che ci viene incontro, Essere che abita l’Essere, Essere che si incontra kriptato nell’Essere sublyme della diradanza sublyme.
La topologia, il luogo ove l’Essere ci viene in-contro e ci abita è il sublyme: la topologia del sublyme è la sublyme topologia della storia del sublyme: solo nella topologia del sublyme la storia si eventua quale storia del sublyme: giacchè solo lì è libera d’essere storia del sublyme e mai più storia della teocrazia, storia metafisica della teologia teocratica, storia metafisica della teologia teocratica,storia della volontà di potenza della teocrazia, storia dell’etica teocratica.
I luoghi ove il sublyme ci viene incontro, o dove l’essere in-contra l’essere che si eventua ed abita l’essenza del pensiero poetante, sono i luoghi del sublyme sacri, oscuri, misterici, kriptati, perché quella prossimità dell’essere con la sua ikona che si getta alla presenza e la abita è sublyme, nel senso di indicibile, inaudita ........ dai paradigmi fisici cosmici, la storia del sublyme è la storia degli spazi liberi, abitati solo dall’Essere che ci viene in-contro, quale sublyme senza-la-fine, mai nullità, e nel contempo:Essere che si incontra nell’essere che si getta ed abita, nella contemplazione, l’Essere poetante.
Le varietà del venire incontro dell’Essere sono infinite, indicibili, senza-fine, senza eclissi: perché i luoghi del sublyme sfuggono alla classificazione dell’imperativo kategorico del rigore razionale o della metafisica ideale nichilista, sinergetica, supersimmetrica,inferenziale,logistica,teocratica.
Gli eventi del sublyme sono sempre in relatività con gli eventi e le ontovarietà dell’Essere che ci viene incontro, che si eventua quale libertà ontologica: si incontra l’Essere, si contempla la libertà d’essere kaosmica.
I luoghi del sublyme sono gli spazi topologici ove l’Essere si dispone nella contemplazione, nell’ascolto,nella visione, nella sensibilità e nel pensiero poetante dell’Essere di fronte, dinnanzi, davanti che ci viene incontro, nella sublymanza kaosmica.
La storia sublyme è la storia delle radure, dei vuoti ontologici della sublymità, ove l’essere si eventua per essere contemplato e per abitare poeticamente l’essere di fronte, oltre che abitare poeticamente solo il mondo, la “Physis”, il kosmo.
Quando un luogo, una radura, un vuoto sono abitate poeticamente dall’Essere che si getta e che viene in-contro all’Essere, si eventua il sublyme e la sua storia quale storia sublyme del sublime abitare poeticamente l’Essere poetante, in libertà, in verità, in prossimità con l’Essere-sublyme.
La libertà di ricerca sulla storia sublyme della sublymenza si eventua nella storia dei luoghi ordinari del senso del sublyme, della sua essenza, della sua presenza qui ed aldilà del mondo quali luoghi del sublyme, anzi meglio la topologia del sublyme, lo spazio vuoto, la radura, lo spazio libero dalla mondità ove è custodito, curato, evocato e contemplato il sublyme: l’Essere che viene incontro per abitare poeticamente, non solo il mondo, ma l’ikona dell’Essere, l’essenza dell’Essere, l’Essere poetante, l’Essere ontologico, l’Essere-sublyme.
Si eventua così nello spazio e nel tempo del mondo la differenza ontologica: si presenta la topologia dell’Essere-sublyme, di là e di qua della topologia fluttuante del mondo dell’Esserci, del mondo virtuale, del mondo immaginario, del mondo ontologico, del mondo poetante.
Il mondo dell’Essere-sublyme si getta nella mondità anche quale mondo sublime, mondo caotico mondo cosmico, mondo caosmico, mondo onirico, mondo estatico e la sua influenza metafisica si dispiega nel mondo etico, epistemico, paradigmatico, ermeneutico, costituente, noetico.
Quale fondamento della verità dell’Essere-sublyme la sua influenza dà senso al kaos, all’invisibile, all’indicibile, all’inaudito, all’assenza presente della sua sacralità provvidenziale: l’unica che ci possa salvare o curare nel mondo dell’aldilà, del bene e del male.
La Topologia dell’essere-sublyme è la sua topologia animata dell’Essere animato che trascende
l’Esserci,ma non è l’Essere ontologico o poetante.
Quelle ontovarietà dispiegano la complessità della fondatezza dell’Essere-sublyme nel mondo virtuale, animato, ontologico, immaginario, onirico, metafisico, sinergetico, supersimmetrico e disvelano quanta volontà di potenza ci sia nella storia sublime del sublyme.
Volontà di potenza dell’eterno ritorno dell’Essere-sublyme, nell’epochè della storia dell’Esserci, ma anche volontà di influenza egemonica imperativa kategorica nella metafisica, ermeneutica, poetica, etica, estetica, epistemè, virtuale, immaginaria, onirica, estatica, mitica, magica.
Nell’Essere-sublyme, l’Essere animato non si adegua, in verità né all’Esserci, né all’Essere ontologico o poetante.
Nel mondo del sublyme il mondo animato non ritrova l’adeguatezza metafisica, epistemica, razionale, poetica, estetica, etica con il mondo dell’Esserci, né con l’Essere nel mondo cosmico, immaginario, virtuale, kaosmico.
Ma quella differenza ontologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità influente della volontà di potenza metafisica della storia del sublyme, anzi la sua kategorica imperativa dà senso, identità, teocrazia storica e trascendenza.
L’Essere-sublyme, quale essere animato nel mondo sublime è la misura di tutto: del kosmo che c’è e del mondo che non c’è, o è invisibile, indicibile, inaudito, mitico, magico, estatico; l’Essere-sublime è anzi l’unico centro gravitazionale che dà senso, stabilità, pace, e soprattutto e per lo più dà l’impianto, la creazione, la Gestell al mondo dell’Esserci, dell’Esser qui, dell’Esser là, dell’Esser aldilà.
La topologia del sublyme, quale storia del sublyme è la Gestell-sublyme del mondo e dell’Essere animato, quale Esserci che ci viene in-contro nella sua morfogenesi-sublyme di Essere animato: e perciò da contemplare e da venerare.
Giacchè solo quell’Essere è sublymanza della physis che ci potrà salvare, o curare, o consolare, o guidare nel destino nella sorte, nell’avventura della storia del sublyme.
La Topologia dell’Essere-sublyme è implementata nella bistabilità dei sentieri che si biforcano: c’è la superficie della Gestell-sublyme fondante il mondo dell’Esserci, virtuale, trascendenza, immaginario, metafisico, etico, poetico, estetico, sinergetico, cosmico, epistemico, ermeneutico, ma c’è, quale eterno ritorno nella superficie supersimmetrica,l’Essere animato che ci viene incontro nel vuoto ontologico, nella radura libera dal nichilismo, nella singolarità kaosmica del nulla, quale Gestell-sublyme: contro-Essere, Essere che ci incontra e avviene,si getta nell’Essere ma anche nell’Esserci, per abitarvi con il senso del sublyme o dell’Essere animato.
La storia del sublyme è stata, ed è,sempre interpretata quale volontà di potenza della metafisica imperativa influente: non c’è una storia poetante del sublyme, né una storia ontologica, né una storia sublyme, né una storia ontologica, né una storia sublime nel senso di Topologia del sublyme dell’Essere più che del mondo o della mondanità.
Il futuro della libertà di ricerca della storia del sublyme si presenta nel plesso, o nel chiasma, dell’Essere storia della Gestell sublyme dell’Esserci e del mondo, e storia della sublymanza dell’Essere-sublyme che ci in-contra, che avviene in-contro, quale risonanza dell’Essere animato sempre, eternamente ritornante nell’aldiqua dall’aldilà.
L’Esserci sublyme che ci viene in-contro, quale sublymanza è la donazione di misura, la misurata topologica del sublyme e della storia del sublyme animato che abita poeticamente l’Essere, oltre che il mondo e l’Esserci, si eventua quale instabilità del Kaos, morfogenesi visibile dell’invisibile, koinè, linguaggio comune etico dell’indicibile, dell’inaudito, mistero dell’indecidibile, mistico svelato del sublyme eternamente ed infinitamente interpretato, ermeneutica del vuoto silenzio della singolarità del sublyme, quale storia del sublyme.
La storia dell’Essere-sublyme è la storia dell’abbandono, della kriptazione, della latenza, dell’oblio dell’Essere ontologico nell’Esser animato: sia quale vivenza dell’Esserci, sia quale vivenza della mondanità eterna, infinita, mitica, indicibile, inaudita.
L’Essere che vi viene in-contro o che si in-contra è l’essere animato che dalla latenza kriptata, custodita, curata, della radura della Topologia dell’Essere, si eventua imperativamente quale misura del tempo e dello spazio, dell’etica e dell’estetica, del kosmo e del Kaos, del bene e del male.
Ma quella gettatezza dell’Essere-sublyme non è semplicemente imperativo metafisico della volontà di potenza quella è solo la sua metamorfosi teocratica, influente, altrimenti il sublime sarebbe solo una delle varietà ermeneutiche, epistemiche, estetiche,astronomiche .........l’Esser gettati, quale sublymanza dell’Essere animato dà stabilità alla più complessa Ontoteologia o Teoontologia.
Aldilà del bene e del male, anzi quale fondatezza che eventua ora l’uno ora l’altro o annienta sia l’unità, sia l’alterità, la storia che si getta, quale storia del sublyme si presenta sempre nella sua varietà ontoteologica influente che si dà, che ci viene in-contro, che si in-contra nei sentieri ininterrotti del sublyme, quale metastabilità del Kaos, orizzonte prospettico dell’Esser animato che dà senso all’Esserci, alla vivenza, alla creazione, alla mondità, all’aldilà.
L’Essere animato che si in-contra si getta nell’Esserci, nel mondo, nella vivenza quale impianto imperativo stabile della volontà di potenza dell’Essere-sublyme: è la Gestell-sublyme dell’Essere animato che ci viene in-contro, non quella metafisica, o etica, epistemica, ma quella metastabilità che annienta il Kaos, il nulla, il niente oltrechè l’Esserci preesistente, per fondare la Topologia del sublyme dal nulla, dall’invisibile, dall’inaudito, dal vuoto cosmico.
La Topologia dell’Essere-sublyme che ci in-contra abita mistericamente il fondamento dell’Esser animato, dell’Esserci della vivenza del mondo: abita la stabilità della Gestell-sublyme quale venire in-contro della presenza che ci in-contra nell’Essenza dell’Essere-sublyme.
La stabilità dell’Esser animato è la storia del sublyme quale controkaos e risonanza che ci presenta davanti, di fronte al Kaos per Essere Gestell-sublyme-topologica della radura, del vuoto dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito: la storia del sublyme è la storia dell’Esser di fronte al Kaos, quale Essere animato che ci viene in-contro e che si in-contra nella essenza della vivenza, dell’Esserci, della mondità.
La storia del sublyme è la storia della metastabilità iperbolika, ellittika, parabolika, metabolika dell’Esser animato che si presenta, si eventua, ci in-contra nella fondatezza dell’Essere, dell’Esserci quale vivenza, del mondo, dell’Essere aldilà.
Il Metaodos-sublyme è il sentiero ininterrotto del sublyme: eterno ritorno della risonanza dell’Essere che ci viene in-contro, e che si getta alla presenza dell’Essere che si in-contra di fronte, dinnanzi, quale evento dell’Essere animato.
Il gettarsi incontro nella metastabilità della presenza sia quale volontà di presenza o teocrazia,sia quale dono della misura del sublyme o Ontoteologia, è la storia del sublyme che dà senso all’imperativo kategorico del sublime Essere di fronte, davanti, incontro al Kaos del mondo.
Ma la sua presenza si eventua anche nel gettare nell’essenza del fondamento dell’Esserci e della vivenza l’incontro dell’Essere animato, quale Topologia dell’Essere o varietà dell’Essere ontologico.
La storia del sublyme sarà la storia dell’interfaccia, intervolto, interessere animato che ci viene incontro nel sentiero dell’Essere.
Il campo del sublyme è l’intervolto dell’interessere topologico animato.
I sentieri del campo del sublyme sono la risonanza dell’eterno ritorno della storia del sublyme.
Il campo sublyme è l’intervarietà della Topologia dell’Essere quale campo metamorfico che dà ortogonalità all’abisso, dà la visione dell’Essere animato all’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà senso al sublyme: getta i sentieri dell’essere animato nell’Abgrund-sublyme, nel senza fondo delle fondamenta dell’Essere: il campo sublyme è la Gestell-sublyme dell’Abgrund-sublyme, l’impianto della metastabilità che s’eventua nei sentieri dell’abisso.
La storia del sublyme è la storia del campo sacro, quale intervarietà della topologia dell’essere animato.
Il campo sacro è la metastabilità, la Gestell dell’abisso, dell’Abgrund-sublyme, dell’interessere, dell’intervolto, dell’interfaccia ortogonale imperativo dell’aldilà che si eventua quale vuoto cosmico, radura dell’invisibile, silenzio dell’inaudito, indicibile.
Il campo sacro del sublyme è la risonanza dell’eterno ritorno dell’Essere animato che si getta nella storia quale storia del sublyme.
Il campo sacro del mondo è la Gestell nell’Abgrund-sublyme, quale ortogonalità imperativa senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il tramonto della storia, oltre la fine della storia, oltre l’eclisse del mondo della storia classica.
Il campo sacro del sublyme, la Gestell-sublyme, l’impianto sublime ove l’Essere animato avviene, si getta dall’aldilà, ci viene in-contro e si incontra nella sublymanza quale Essere aldilà che si presenta di fronte, davanti, dinnanzi quale intervolto, dell’invisibile, indicibile, inaudito del sublyme nella volontà di potenza metafisica influente, nell’Etica, nell’Estetica, nella Noetica, nell’Ermeneutica.
Il campo del sublyme-sacro si presenta sempre aldilà della semplice teocrazia, quale volontà di potenza della metafisica ideale dell’aldilà, nella sua intervarietà di ontoteologia o Teontologia: evento che si incontra nei sentieri della gettatezza dell’interessere animato quale intervolto interimmagine dell’Abgrund-sublyme, dell’Essere abissale che si in-contra nella radura topologica, nel vuoto ontologico, cosmico, nelle singolarità nichiliste della cronotopia immaginaria.
La differenza ontologica tra il campo sacro della storia sublime e la storia classica del sublyme si eventua nella differenza tra la storia della volontà di potenza dell’Esserci metafisico e la storia della Topologia dell’Essere animato che ci viene incontro, che si in-contra, di fronte quale sublymanza dell’aldilà, dell’abisso, quale matastabilità, Gestell dell’Abgrund-sublyme.
La storia del campo sacro è la storia sublyme dell’immagine dell’Essere che ci in-contra di fronte: intervolto dell’immagine, Interbild.
Il campo del sublyme è la Bild-sublyme dell’abisso che ci sta sempre di fronte, ci abita e che ci in-contra quale aldilà.
Ma il campo sacro del sublyme, si presenta anche quale metastabilità, impianto, struttura ontologica,in qualità di salvezza, cura, pensiero poetante del sublyme.
La storia del campo sacro del sublyme è anche la storia dell’Essere-sublyme: solo nella sua varietà di Bild-sublyme, di immagine dell’Essere animato, mai quale volontà di potenza della metafisica dell’immagine del mondo.
Anzi il campo sacro del sublyme con la sua Bild-sublyme influenza la mondità, mai può essere soggetto, giacchè la sua fondatezza si disvela sempre dalla metastabilità dell’abisso, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà che si presentano di fronte, davanti, in-contro alla mondanità, e si gettano nella sua fo ndatezza senza essere mai fondati.
In quel senso il campo sacro del sublyme è libero, è più libero, dalle immagini del mondo: la storia del sublyme è la libertà dalla volontà di potenza della metafisica nichilista, della fine della storia; è più libera, giacchè abbandona le immagini del mondo per gettare in-contro le immagini dell’Essere-sublyme-animato.
Il campo sublyme non è stato, e non sarà mai una nuova metafisica, se mai è la Teontologia, senza essere ontologica: si eventua invece quale alterità, senza essere differenza, e quale relatività senza essere dispiegamento.
Il campo sacro del sublyme è la radura ove si getta e si incontra sempre di fronte l’evento dell’immagine dell’Essere animato.
La storia del sublyme è la storia dell’accadere della presenza, volontà e potenza dell’immagine dell’Essere che si dispiega dall’abisso, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: che decostruisce il tempo e l’immagine del mondo, dell’Esserci, della metafisica imperante nichilista.
Il campo sacro del sublyme crea lo spazio alla Bild-sublyme che si eventua dalla metastabilità dell’Abgrund-sublyme, ma non dà fondatezza alla Grund-sublyme: si svela in-contro, di fronte, in relatività, quale immagine dell’Essere mai fondata, né fondabile dalla immagine del mondo, o dell’Esserci, o della Physis: Teontologia della Bild-sublyme quale intervolto, intervarietà della Ikona-sublyme del pensiero poetante.
Il campo sacro della Physis-sublyme è la storia della differenza del venirci in-contro dell’Essere e del suo gettarsi nel mondo, nella Physis cosmica: in qualità di immagine dell’Essere che si eventua, quale Essere animato metastabile dell’intervarietà dell’Abgrund-sublyme: nella sua varietà della semplice gettatezza nella storia dell’Esserci, o dell’Essere al mondo.
Mai mondo nell’Essere o volontà d’Essere mondità dell’immagine dell’Essere.
Daseyn-sublyme e Bild-sublyme sono i sentieri del campo sacro del sublyme ove si eventua l’in-contro la sublymanza della Physis-sublyme-ontologica .
Lì la risonanza dell’Essere che ci in-contra, dà senso alla Teontologia, quale alterità della metafisica nichilista, in relatività con l’ontologia poetante della Physis-sublyme .
La storia di quell’in-contro si in-contra nella risonanza della storia del sublyme, quale storia dell’immagine d’Essere che si getta di fronte all’immagine del mondo o dell’Esserci: Bild-sublyme che si getta in-contro al Daseyn-sublyme.
Il campo sacro della Physis-sublyme è quella Topologia ove la storia sublyme si eventua quale Bild-sublyme del Daseyn, ed anche dell’immagine del mondo, attraverso l’immagine dell’Essere animato in relatività con l’immagine dell’Essere che si getta dall’aldilà, dall’invisibile, dall’abisso, Abgrund-sublyme, indicibile, inaudito.
Ma il campo della Physis-sublyme-ontologica è anche la Topologia metastabile della Bild-abgrund-sublyme: immagine dell’abisso dell’Essere o dell’Essere abissale che si getta nella storia del sublyme.
In qualità di Bildabgrund-sublyme il campo del sublyme si metastabilizza in Bild-gestell-sublyme, ikona-sublyme della sua struttura ontologica, ove si eventua l’incontro tra l’Essere animato, Bild-sublyme e l’immagine dell’Esserci.
Il campo della Physis-sublyme è al tempo stesso stabile ed instabile:la sua stabilità è relativa all’Essere animato che si eventua quale essere-sublyme: dall’abisso dell’Essere ci viene incontro e in-contra l’Esserci ed il mondo, la Physis-sublyme e la sua struttura ontologica.
E’ stabile nella Gestell-sublyme dell’immagine dell’Essere-sublyme ma instabile nell’Abgrund-sublyme intermittente la sublymanza, quale risonanza dell’Essere poetante della Physis-sublyme.
L’anfibologia del campo sublyme dà alla sua Gestell-sublyme l’essenza della metastabilità in relatività con l’ontologia, quale Teontologia, in relatività con l’immagine dell’Esserci e del mondo quale teokrazia della storia classica del sublyme.
Quella differenza è essenziale, perché crea la biforcazione tra l’immagine della storia sublyme e l’immagine del mondo della storia della Physis-sublyme .
Il sentiero nel campo sublyme dell’immagine della storia della Physis-sublyme è stato interrotto, giacchè la storia si è dispiegata quale immagine della volontà di potenza della metafisica o teocrazia.
La Teontologia, quale immagine dell’Essere-sublyme che si getta nella immagine della storia del sublyme non è più presente né nel mondo, né nel sacro mondo, né nel mondo sacro, né nell’Esserci del sacro campo della Physis-sublyme .
Solo la libertà di ricerca eventuerà nel futuro un’immagine della storia del sublyme quale gettatezza dell’Essere-sublyme-animato, che si disvela dall’abisso dell’aldilà.
Solo così il campo sublyme della Physis quale campo animato dell’immagine o interimmagine della storia del sublyme eventua la storia del mondo animato, mentre fin’ora la storia del sublime si è presentata nell’interpretazione dell’immagine del mondo imperativa ed influente, quale volontà di potenza metafisica sull’immagine della storia della Physis-sublyme.
Nella storia della Physis si eventua una interferenza: quale immagine della storia del campo sublyme che dà la misura non solo al mondo, all’immagine del mondo, all’Esserci, alla vivenza, al nulla ma anche purtroppo all’essenza fondamentale dell’Essere, la storia sublyme libera, esprime, disvela la verità, ma anche la occulta, la oblia, la kripta sotto la parvenza della cura, della latenza che custodisce conserva, accudisce, consacra e contempla.
L’interferenza ontologica nella differenza ermeneutica del capo sublyme della Physis dà la misura della sua volontà di potenza imperativa kategorica, ma anche la valenza dell’Essere-sublyme quale sentiero, di libertà di svelatezza della libertà, di contemplazione che dekripta l’evento dell’incontro che ci incontra nel chiasma-sublyme dell’Esser animato, quali immagine in relatività con l’Essere ontologico.
Quella interferenza che appare originariamente nel campo sublyme della Physis-sublyme, ma anche si eventua in altri campi quale la Psychè o la Physis o la koinè, disvela la differenza ontologica tra l’Essere-sé dell’Esserci nel mondo e l’esser-sé quale Sublymanza: nella storia del sublyme della Physis c’è sempre la trivarietà della Topologia dell’Essere: Seyn, Daseyn, sublyme ove l’Esserci o l’Essere è indeterminato, ma sempre in relatività quale sublymanza: Esserci sempre nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, senza-fine, senza paradossi di identità o di principi logici di contradizione, anzi quelle evenienze non fanno altro che confortare l’imperativo kategorico del campo sublyme della Physis.
L’interferenza di quella presenza, nel campo sublyme-ontologico della storia della Physis-sublyme dà la misura dell’ indeterminatezza, dell’invisibile, dell’infinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile, del bene e del male, ma anche della sublymanza dell’adilà del bene e del male, dell’aldilà del mondo e del nulla, dell’aldilà del tempo e dello spazio, dell’aldilà della cronaca e della storia mitika, dell’adilà dell’etica e dell’estetica, dell’aldilà della guerra e della pace.
Nell’interferenza ontologica quelle varietà sono solo episodi eventuali dell’immagine del campo sublyme che dà la misura dell’Esserci quale Essere-sé nell’Essere animato nel mondo animato, nella Physis-sublyme-animata.
La storia sublyme è creatrice di storia,non solo nel suo campo sublyme della Physis-sublyme, ma in generale e nel senso della globalità, quale evento della nuova libertà: libertà d’Essere animata in qualità di varietà sublyme: Esserci, Essere sublyme, Essere in relatività con l’Essere aldilà.
La nuova libertà d’Essere animata è creatrice di storia del campo sublyme della Physis, ma anche di quello immaginario, virtuale, ortogonale, metafisico influente nichilista, decostruttivo, ermeneutico, epistemico, etico, estetico, sinergetico.
Il campo sublyme quale storia sublyme della Physis sarà così il fondamento della nuova libertà: libertà d’Essere contemporaneamente, quale Sublymanza, Esserci, Essere alterità nell’aldilà, Essere sublyme dell’Essere animato.
Il campo sublyme così è, non l’unico, ma il più evidente nella creazione della storia, sia Gestell, sia Gegen-Gestell: o meglio, e di più, è il Gegen-Stell: l’impianto della storia sublyme , struttura ontologica che ci viene incontro dall’adilà, dall’alterità, ma che ci in-contra nel sentiero dell’Essere animato.
Il Gegen-Stell, la sua struttura ontologica, è la metastabilità che ci viene incontro, quale presenza che ci incontra nel campo sublyme per impedire il declino nel nulla, nel kaos, nell’abisso, quale Abgrund-sublyme.
La storia sublyme che crea la storia dell’immagine del mondo, è la presenza metastabile dell’aldilà, dell’alterità che ci incontra sempre di fronte, per interferire nel declino, nel klinamen abissale della metafisica nichilista tramontante, eclissante.
Ma affinchè appaia la presenza della storia del sublyme nel campo sublyme interferente non è sufficiente il sapere dell’Esserci e del mondo, ma indispensabile dispiegare il sapere dell’Essere animato che si eventua di fronte e ci incontra dall’alterità e dall’aldilà.
Il campo sublyme si presenta nel mondo della storia solo attraverso il sapere del fondamento dell’Essere animato, il quale s’eventua sempre quale interferenza che ci incontra sempre di fronte, e viene ad abitare poeticamente il sublyme campo della storia dell’Essere animato.
Solo il sapere dell’Essere consente di essere sempre di fronte ed incontro all’Essere-sublyme nell’equilibrio del campo sublyme che consentirà di decostruire e creare il sentiero della storia della Physis-sublyme .
Il sapere dell’Essere-sublyme si dispiega nel campo sublyme quale creazione della storia sublyme, che dà fondatezza, getta nel mondo e nell’immagine del mondo le verità dell’Essere animato.
Il sapere dell’Essere-sublyme che ci viene in-contro e ci incontra nel campo sublyme
della Physis, quale sapere sublyme dell’Essere animato, che getta nella storia mitika del sublyme la sua creatività, la sua verità, la sua missione dell’Esserci, la sua immagine del mondo.
Quella sapienza sublyme dell’Essere sublymanza della Physis-sublyme che si eventua sempre di fronte, quale Essere animato trascendenza la semplice volontà di potenza metafisica teokratica, o nichilista o sinergetica kosmica per dispiegare, nel campo sublyme che crea la storia sulla volontà di verità del sublyme, e sulla volontà animata, o volontà della storia sublyme.
Mai sarà animata una nuova ontologia, ma è già trascendenza e tramonto della metafisica nichilista, epistemica, ermeneutica, paradigmatica che disvela l’immagine del mondo quale creatività dell’immagine della storia della globalità del mondo.
La volontà di verità sublyme fonda la Teontologia, quale sapere dell’Essere animato nel campo sacro del sublyme che crea la storia del sublyme e l’immagine della storia dell’Esserci globale del kosmo: la storia sublyme della Physis-sublyme dall’abgrund-sublyme......
