MATER IMAGINARIUS - di Domenico De Ferraro
Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Filosofia > MATER IMAGINARIUS
© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 05/10/2007 alle ore 17:20:57
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
MATER IMAGINARIUS
L’ immaginario vive nella nostra vita corpo e sostanza
del nostro conoscere, atto spirituale che segue la realtà
dei fatti.
I nostri ricordi, i nostri affetti sono l’immagine di quella realtà faticosamente vissuta.
Il fantastico mondo d’una infanzia perpetua caratteristica
d’un sentimento universale che ci rivede fanciulli smarriti piene di domande e tanta voglia di comprendere chi siamo?
Albe tramonti onirici ,giorni gloriosi vite illustre ,tutto scorre ogni cosa prende forma nei nostri pensieri riaffiora immemore il senso e i volti a noi più cari ,immersi così siamo nell’osservazione di un fatto a dir poco Divino.
L’immagine ci conduce nell’inverosimile,nel surreale
in una dimensione plastica ove la forma si modella
a nostro piacere .
La realtà interiore oggetto di una identità soggettiva.
Case ,palazzi, piazze affollate ,teatri zeppi di gente sorrisi e lacrime passioni e amori inenarrabili affiorano alla nostra intuizione facendoci vivere un nuovo desiderio d’essere.
Ogni cosa vive dentro di me la realtà fluisce nella mia realtà corporale.
L’ acquisizione d’una dimensione temporale .
La certezza dell’essere possibile.
La vita scorre e si rappresenta .
Tutto è reale poiché tutto è razionale.
Il ciclo d’una forma storica avvolge la nostra vita inebria e magnifica ogni cosa.
La realtà e solo un riflesso noi viviamo una doppia vita . Chi siamo? Non più noi stessi poiché abbiamo conosciuto una realtà nuova ai nostri sensi.
L’immaginario diventa una ricerca una possibilità
un riscatto per la nostra misera quotidianità .
L’io trionfa nella realtà virtuale nell’intuizione razionale.
Il mio corpo è centro di tutto ciò .
Io sono il mio corpo rappresentazione fenomenica.
Il mio incontro con una cultura diversa il rapporto
con l’altrui personalità simbolo sociale rappresentazione , oggetto della mia curiosità , io comprendo l’altro attraverso la mia facoltà dialogica .
Trampolino per un nuovo rapporto, un modo d’essere diverso dalle consuete convezioni comuni.
La mia azione e a fin di bene , quando io decido irrazionalmente di rappresentare e poi tentare
d’agire in quella direzione.
Io sono in funzione della mia rappresentazione.
Mi muovo , comprendo. Penso.
La mia azione è pensiero , immagine.
Dimostro una identità , una forza atta a produrre una libertà.
L’immagine è la rappresentazione di quella libertà.
La ricerca di una esistenza alternativa a quella
d’ogni giorno.
L’immergersi in vite passate sognare ad occhi aperti rifare tutto quello che stato fatto parlare , credere , combattere , amare indossare abiti , che han fatto storia.
Tutto è possibile ma quando riapro gli occhi e mi guardo intorno io mi sento un alieno un diverso.
La libertà ha un prezzo è dolore , sofferenza ,solitudine
è un grido di rivolta .
Pesando tutto ciò sulla bilancia il dare e meno dell’avere.
Il vivere a lungo in comune è soffocante e rode l’animo crea strani sentimenti passioni oscene non facili da catalogare.
La nostra vita così si svolge nella presenza virtuale
di un essere diverso che noi sappiamo vivo reale capace di poter cambiare la nostra esistenza in un altro modo. Teologicamente noi siamo liberi in relazione d’una sacra rappresentazione.
Cosa ci è dato dedurre attraverso la visione di un fatto ?
Il mondo s’apre ai nostri occhi e non solo ma anche ai nostri sensi conducendoci per mano per luoghi incantati.
Ci fa provare l’emozione d’una vita cinematografica noi gioiamo e pensiamo : quella un giorno sarà la mia storia.
Invitati anche noi a interpetrare una drammatis personae.
Il mito affiora nella nostra vita ci esalta ci avvicina a Dio.
L’universo è una immagine. Il divenire è il mio essere nell’universo.
Ogni immagine vive nella realtà dell’immagine simile a
un mosaico infinito, un sistema logico ove un granello
di sabbia costituisce infine una montagna di sabbia.
Corriamo verso la sua cima franiamo con lei è così debole ,ci sentiamo per un attimo inermi votati a eterne sconfitte , ma la nostra volontà ci spinge di nuovo a tentare di salire lassù verso la cima oltrepassarla per scoprire e vedere la valle incantata oasi di pace e serenità . Combattere ,obbedire, andare avanti qualsiasi cosa accada.
Il nostro compagno cade per terra esausto non possiamo fermarci dobbiamo andare avanti. Non guardare mai indietro pena potresti riprecipitare in qualche antro oscuro.
Tutto è materia, immagine.
La percezione pura ,conoscenza.
Il senso comune delle cose sintesi di un materialismo visivo.
Senso comune che noi generalmente chiamiamo intuito filosofico. La conoscenza è il linguaggio , originariamente un oracolo, una forma metafisica dell’esperienza
una espressione di fatto.
La mia percezione è in rapporto con lo spazio nella esatta proporzione con cui l’azione è in rapporto con il tempo.
Il luogo così in cui io vivo la realtà di cui faccio parte percepita nel suo essere è oggetto soggetto della mia
conoscenza ideale frutto del mio intuito del mio giudizio.
La conoscenza di un luogo, la sua memoria agiscono
e creano in mè ciò che generalmente viene chiamata cultura , storia ,antropologia , filosofia.
Il ricorso a dei valori naturali immergersi
nel corso degli eventi . Ritornare alla grande madre.
Attimi fuggenti atomi ,finzioni l’aeree parole di bocca in bocca fino alla commozione. Il pensiero è il canto di un usignolo è il pianto Innocente di un bimbo è il vento
che attraversa i rami e li scuote.
Melodie, suoni, onomapotee sono l’origine di noi stessi. Ritorniamo a quell’essere detto figlio ,mater magistra
oh Dea Feronia.
Posare il capo afflitto sul suo seno stanchi di correre
tra i boschi e i prati in fiore. La realtà del luogo è l’abito morale delle mie azioni.Il ricordo puro d’eventi passati oggetto della mia memoria visiva. Un mondo passato che noi traduciamo e definiamo esperienza. Ricordi raccolti nel bosco sono legnetti che ora
ardono nel nostro focolare ,facendoci riassaporare il senso del sopravvivere, un sorriso, un pensiero felice. Ritornare a rincorrere un palla ,il ricordo di un bacio nascosto, delle timide lacrime di un giorno triste passato dentro uno squallido ospedale in attesa esca dalla sala operatoria un nostro caro . Non siamo molto diversi dal mondo che ci circonda eppure ci ostiniamo a chiamare tutto ciò amore.
Esperienza, oggetto della mia passione e soggetto
della mia conoscenza.
La vita scorre e crea di continuo nuovi modelli ,
nuovi concetti, nuove esperienze.
Immagine vere o false divulgate come modelli o miti.
La nostra differenza è la nostra unità.
Che cosa è per me il tempo presente?
Il tempo è divenire ,essere.
Il tempo già trascorso rappresenta il passato ,chiamiamo infine presente l’attimo reale,immagine del nostro vivere.
La mutazione degli eventi implica nella nostra realtà
un continuo dialogo con noi stessi e con i nostri antagonisti.
Ogni cosa diviene assume una forma ,un suo essere storico.
Sogniamo grandi imprese , avventure ai limiti dell’universo
conosciuto .Lavoriamo ,sgobbiamo tutto il giorno ,non ci và bene mai nulla vogliamo sempre tanto e subito.
Pensiamo d’aver vissuto nella verità ,scopriamo
così la comune finzione ciò che lega Tizio a Caio.
Io sono una rappresentazione .
Il mio passato è il mio presente ,il mio futuro.
Il ritratto d’un amore tra il sacro e il profano dei giorni avvenire.
