IL NODO D'AMORE ALGERINO - di Fabio Maggio
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 07/12/2011 alle ore 13:11:34
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Vento e polvere, sulle terre di Misha.
Tra le dune spazzate dagli Alisei, una figura esile arranca, coperta da un verde lino sottile. Ha perso la via.
D’un tratto alza lo sguardo, verso oriente. La sagoma sfuocata di qualcuno le si avvicina
Uno spesso mantello bruno, copre quel profilo sconosciuto, l’ombra sul viso impedisce di guardarlo negli occhi.
“Chi siete?” chiede la giovane principessa di Misha. Nessuna risposta. Fisso su di lei lo sguardo dello sconosciuto. D’un tratto si volta e prosegue. “chi siete?” urla di nuovo. Nessuna risposta. Si volta di nuovo, fisso lo sguardo sulla giovane principessa. L’unica speranza è seguire lo sconosciuto. Il sole volge al tramonto sulle terre di Misha. Ore passa la giovane seguendo lo sconosciuto.
Un fuoco ad illuminare le gelide notte su Misha. Lo accende svelto il viandante sconosciuto. Non uno sguardo, non un fiato rivolto alla giovane. Esce dalla bisaccia una piccola otre d’acqua e della carne secca le posa accanto al fuco, si alza, dirige lo sguardo ad oriente, le spalle alla giovane principessa. Vinta dagli stenti di giorni nel disperato girovagare per quelle lande desolate, la giovane sopraffatta cede alla notte.
Fredda è la notte sulle terre di Misha spazzate dal perenne Aliseo, sottile è il lino che copre l’esile corpo della ragazza. Si volta il viandante, toglie il pesante mantello e lo adagia piano sul corpo di Shila, principessa di Misha. Attento fu quella notte al buio orizzonte.
Alla prime luci dell’alba la principessa si desta, in piedi rivolto ad occidente la figura dello sconosciuto, in dosso il bruno mantello, si volta, fisso è il suo sguardo. Prosegue e alla giovane non resta che seguirlo.
Ore in silenzio, poi d’un tratto s’arresta. Il vento d’un tratto scompare. Si volta il viandante, deciso, pochi passi e la raggiunge. Impotente, la principessa. Le prende la mano, palmi dolci, la stringe e prosegue. Poco dopo ritorna, più forte di prima l’aliseo, solleva onde di polvere che coprono il sole. Fino a sera gli occhi serrati il volto sferzato dalla tempesta, si lascia accompagnare dallo sconosciuto, poi prima del calar della sera il vento si quieta. Lascia la presa lo sconosciuto e per la prima volta dopo giorni pronuncia parola “oltre la duna c’è la vostra meta.” “Conoscete il mio nome?” chiese Shila. Nessuna risposta. Allora la giovane s’avvicina solleva il cappuccio, il volto di un giovane, ruvido, ispido, scavato dalla vita piuttosto che dalle intemperie. Pelle olivastra, corti capelli neri. Senza che alcun gesto venga sprecato la giovane prende tra mani quel volto e posa le labbra sulla sua fronte, seta sulla pietra. Un fremito, sembra raggiungere quell’anima vocata alla solitudine. La principessa si volta, un passo, il giovane viandante le prende il polso, si volta.
Scosta il mantello mette le mani al petto, si toglie un piccolo monile in ferro grezzo, quattro cerchi a formare un nodo. Prende la mano della giovane la stringe tra le dite, poi le posa sul palmo il pendaglio. “Sono il viandante del vespro.”
Si volta, riprende la via. Oltrepassa la duna la principessa, con l’animo rivolto a quel volto sconosciuto.
Ore dopo a leghe di distanza, il giovane viandante del vespro, per la prima volta, perde la via.
La sera, nella sua stanza la giovane Shila stringeva quel bizzarro oggetto, donatole dal viandante del vespro.
La vecchia balia entrò nella stanza. “Siete molto fortunata mia signora disse.”
Incerto lo sguardo della giovane Misha.
“Siete molto fortunata, vi hanno rivolto la più inscindibile delle promesse, un nodo d’amore algerino.” Disse la vecchia balia guardando quello strano monile.
Parlamene Tampere, ansimò la giovane. “E’ un monile molto raro, mia signora simboleggia la più inviolabile delle promesse.” “Una sola volta può essere fatta, una sola volta può essere ricevuta"." S’arresta la voce della vecchia balia, esista, poi continua "Una mano stringe l’altra per accompagnarle l’esistenza.." "chi ve l’ha donato, se lo vorrete, se l’indosserete, veglierà sugli angoli bui del vostro destino."
Si alzò la giovane, stinge tra le mani quella promessa, volge lo sguardo ad occidente sulle terre di Misha. Dolcemente posa il pendaglio al petto, poi lo indossa. "Vi amerà, per sempre" disse la balia.
A mille leghe dallo buio palazzo di Shila, nel mezzo della landa desolata di Misha. Il giovane viandante del vespro, si ridesta. Ritrova la via.
Una promessa da mantenere.
