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METAMORFOSI DI PRIMAVERA - di Domenico De Ferraro

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 19/04/2008 alle ore 18:11:15

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

METAMORFOSI DI PRIMAVERA



Le rondini erano tornate a volare nel vasto cielo
tra i grigi grattacieli ,quella mattina sembrava proprio
una bella giornata il signor Bianchi avrebbe dovuto
recarsi presto a lavoro ma causa una gomma sgonfia
e nell’impossibilità di reperire un gommista
al più presto, decise di prendersi l’autobus.
Aspetto venti minuti sulla fermata, l’arrivo
del mastodontico ,scorbutico mezzo pubblico.
Stracolmo, sempre pieno di gente proveniente
dalle più lontane province .
Il tempo scorreva e un ritardo non sarebbe passato impunito.
Il signor Bianchi ,non sapeva proprio cosa fare così prese
a desiderare di diventare un uccello e di poter volare
dove gli pare per poter cosi giungere in orario in ufficio.
Pensa e ripensa ecco il signor Bianchi divenire un magnifico
canarino dalle piume colorate volare per il cielo tra le soffici nubi.
In quelle sembianze incominciò a volare così tanto che preso
da quell’euforia di librarsi nel vento di scendere in picchiata
e soprattutto di poter cantare un melodioso canto tale da incantare chiunque lo sentisse, che prese altre strade e si diresse verso altri lidi. Dimenticando d’essere in ritardo di mezz’ora, cosa che la signora Ursomando sua capo ufficio non avrebbe tollerato affatto
per nulla cosa al mondo.
Il signor Bianchi dimentico dei suoi doveri continuo a volare ,si sentiva felice come non mai di poter volare, cantare, superare
il grigiore della sua vita quotidiana , recluso dietro una scrivania
per tutto il giorno a sistemare documenti da firmare e controllare.
Generoso il signor Bianchi lo era sempre stato .
Ora libero nel cielo e felice come non mai ,pensò nella sua graziosa testolina piumata di rendere per un attimo
tutti gli altri felici come lui.
Quindi , posatosi sopra un lampione nella grande piazza
della sua città e incomincio a cantare.
Note dolcissime si diffusero nell’aria giungendo in ogni luogo entrando in ogni casa ,ufficio ,fabbrica ,ospedale ,caserma . Ascoltando quella dolce melodia la gente si fermò estasiata
e curiosa di saper chi cantasse in quel modo così dolce e bello
si precipito per strada a sentire.
La città si fermò in poco tempo , un blackout totale causò vari disordini ,mentre una enorme folle di persone si riversò in strada, Non funzionava più nulla, le linee telefoniche fuori uso, un caos senza fine s’impossesso della città intera , facendo scattare un allarme generale.
Di fronte a tanto disastro fù deciso di chiamare l’esercito
i vigili del fuoco, l’aeronautica , la marina, tutte le forze dell’ordine per riportare l’ordine nella città e trovar la causa d’un simile disastro. Mentre il signor Bianchi in veste di canarino continuava
a cantare la sua aria melodica , ignaro di cosa stesse capitando intorno, continuo a canticchiare , dimenticando d’ andare in ufficio
e di ogni male derivato ma soprattutto d’essere un uomo un impiegato di quinto livello a gli ordini della signora Ursomando.
Cosa che a lui nella sua coscienza lo faceva sentir bene .
Cantò tanto che chiunque corse ad udirlo sembrò divenire
più buono e libero d’ogni schiavitù .
Passò presto quel caotico giorno e la causa di tanto disordine
che l’aveva generato per le forze dell’ordine non fu mai compresa.
Intanto chiunque lo voglia, ancor oggi sé lo desidera può
andare ad ascoltare ancora quel melodioso canto.
Lì in mezzo a quella grande piazza di quella
qualunque grigia città di cui si vive.
Basta rimanere in silenzio ,socchiudere un po’ gli occhi
e dimenticare d’essere ciò che si è per sentire una dolce melodia
afferrarti e portarti via tra le nuvole , nel vento verso
luoghi incantati ove ogni tristezza fugge via a gambe levate.
Incantesimo , magia grazie alla metamorfosi del Signor Bianchi
d’ impiegato di quinto livello in un canarino libero di cantare
sogni , speranze , tristezze del genere umano.