Le mosche e Maria - di Vincenzo Gatta
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 14/06/2007 alle ore 13:10:23
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Le mosche e Maria
Noi mosche non abbiamo sempre vissuto cosi:in solitudine,a parte dove il cibo abbonda, odiati da tutti e con il perenne timore che qualcuno ci schiacci. Anzi,c’era un tempo dove noi mosche vivevamo in stormi,mangiavamo polline e la rugiada mattutina. Allora la nostra vita era più bella vivevamo in pace con tutti, l’unica pecca della nostra precedente vita era l’inverno, non che adesso l’inverno non ci sia. Noi mosche che ci nutrivamo grazie ai fiori, l’inverno non trovavamo niente da mangiare e in questo modo molte di noi morivano(da ciò è nato il modo di dire ’’muoiono come le mosche’’). Nonostante questa difficoltà la nostra esistenza procedeva senza grandi avvenimenti. C’è stato un avvenimento preciso nella nostra storia che ci ha cambiato la vita.
Un giorno, mentre mangiavamo del polline in un immenso bosco, Maria ci chiamò tutte e ci disse: ’’Mosche dovete farmi un piacere: mio figlio è morto e i romani lo hanno messo in una sepolcro. Io non posso neppure più vederlo. Voi mosche dovete farlo sparire da quella tomba perché non lo voglio pensare in quel posto buio. Se voi lo farete io vi darò tutto quello che vorrete ’’ Allora dopo averci pensato un po’ su rispondemmo:’’Vabbene noi accettiamo. In cambio non vogliamo più morire di fame,perché mangiando il polline delle piante, in autunno e primavera possiamo mangiare quanto vogliamo ma in estate e in inverno tutto si secca, tutto muore e cosi anche noi. Ci siamo scocciate di morire ad ogni cambio di stagione ’’
La nostra richiesta fu accettata dalla Madonna e così entrammo nel sepolcro. Dopo tre giorni, quando i romani entrarono, non trovarono più il corpo del figlio di Maria.
Tutte noi dopo aver compiuto il nostro dovere andammo di corsa da Maria per ricevere il compenso. Appena Maria le vide disse:’’Mosche prima di ripagarvi. Vorrei rivedere mio figlio.’’ Allora imbarazzate rispondemmo:’’ Maria, noi non sapevamo che qualcuno volesse rivedere tuo figlio, ma solo che doveva scomparire dalla tomba. Noi tuo figlio ce lo siamo mangiato.’’ Appena Maria udì questa frase diventò rossissima e i suoi occhi si riempirono di sangue e con una voce carica di odio disse:’’ Voi spregevoli animali che avete mangiato mio figlio da oggi in poi mangerete solo cadaveri e merda.’’ Poi continuo con voce sarcastica:’’In fin dei conti di cadaveri e merda al mondo ce ne sarà sempre.’’
Da quel giorno noi mosche iniziammo la nostra nuova vita. Iniziammo a mangiare cadaveri e merda, ma a causa del nostro alito non riuscimmo più a vivere in stormi, così ci dividemmo e diventammo animali solitari, tutti iniziarono ad odiarci per aver mangiato il figlio di Maria.
Noi mosche con pazienza continuiamo a vivere e a mangiare merda e cadaveri.
Ispirato allo spettacolo di Ascanio Celestini lo scemo di guerra
