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La morte del cigno eseguita da un Compasso - di Vincenzo Gatta

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 12/07/2007 alle ore 18:33:43

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

C’era una volta la Fatina Azzurrina, una delle tante fatine che stavano studiando per poter diventare un giorno da grande una fata vera e poter trasformare qualunque cosa in altro. La Fatina Azzurrina frequentava la Scuola Magica, fondata dalle prime streghe della storia delle fiabe, si divertiva molto con i suoi amici, ma aveva un grande difetto: era molto disordinata. Lasciava sempre la sua bacchetta magica dove capitava e per questo spesso veniva sgridata dalla sua maestra: ««Un giorno farai qualche guaio con quella bacchetta magica che lasci dappertutto, non devi lasciarla mai più dove ti capita, la devi sempre tenere vicino a te oppure nel suo astuccio, al sicuro»». Ma la Fatina Azzurrina non ascoltava mai la sua maestra e continuava a lasciare la sua bacchetta magica ovunque e un giorno, come aveva previsto la maestra, la Fatina Azzurrina fece un guaio. Durante la ricreazione, non volendola portare in giardino, chiuse la sua bacchetta nel portapenne insieme alle penne, le matite , i pastelli colorati, il righello, il compasso e lo lasciò sul suo banchetto. Durante la ricreazione, mentre la Fatina Azzurrina era in giardino, alcuni maschietti della classe urtarono il suo banchetto, mentre si rincorrevano, e fecero cadere il portapenne. Appena l’astuccio cadde, la bacchetta magica fece una magia e improvvisamente il compasso prese vita. La Fatina Azzurrina quando tornò dalla ricreazione e aprì il suo portapenne, per poter riprendere la sua bacchetta, si accorse che il suo compasso aveva preso vita e poteva muoversi e parlare proprio come lei. ««Come hai fatto a prendere vita??»» chiese la Fatina Azzurrina al Compasso, ««E’ stata la tua bacchetta, ha fatto una magia quando il portapenne è caduto a terra e ho preso vita.»» disse il compasso mentre cercava di muovere i primi passi, sorprendendosi del fatto che sapeva parlare in modo così naturale anche se non lo aveva mai fatto. ««D’accordo»» disse la Fatina Azzurrina guardando incuriosita il Compasso «« ma adesso tu ritorna nel portapenne e poi quando torneremo a casa parleremo per bene»» il Compasso non voleva rientrare nel portapenne, voleva camminare liberamente. ««Non puoi camminare sul mio banchetto altrimenti la maestra mi sgriderà. Appena torniamo a casa ti farò uscire dal portapenne e ti farò camminare per quanto tempo vuoi tu.»» allora il Compasso tornò nel portapenne e aspettò che la scuola finisse e che la Fatina Azzurrina tornasse a casa. Una volta nella cameretta poté uscire dal portapenne e camminare sulla scrivania della Fatina Azzurrina. ««Adesso cosa devo fare con te?»» chiese preoccupata la Fatina, «« Beh, niente »» disse con naturalezza il Compasso. La Fatina Azzurrina, che stava iniziando a diventare nervosa accese la televisione per calmarsi un po’. Iniziò a vedere il campionato del mondo magico di danza classica e cercava di pensare ad una soluzione per il Compasso. Mentre la Fatina vedeva la televisione, il Compasso continuò a camminare sulla scrivania: dopo un po’ di esercizio riusciva a farlo con estrema naturalezza, come se lo facesse da sempre; contentissimo, voleva dare la bella notizia alla Fatina Azzurrina, ma appena si fu voltato verso di lei rimase a bocca aperta, vedendo come quelle fate sullo schermo si muovevano e saltavano. Mentre in silenzio vedeva i ballerini si rese conto che la loro grazia lo rendeva un po’ invidioso. Comunque, rimase incantato: guardò i ballerini per un’eternità, totalmente preso a seguirne ogni minimo passo. La Fatina Azzurrina non sentendo da un po’ di tempo il Compasso muoversi, si voltò per vedere cosa facesse e lo trovò sulla scrivania a guardare la televisione ««Ma cosa guardi?»» gli chiese la Fatina Azzurrina ««Io voglio diventare come loro, voglio poter fare quei salti con quella grazia.»» La prima reazione che ebbe la Fatina fu quella di ridere a crepapelle, non riusciva a credere che un compasso volesse diventare un ballerino di danza classica. Dopo un po’ di tempo che rideva la Fatina Azzurrina si rese conto che il Compasso lo aveva detto seriamente e gli rispose ««Vuoi davvero diventare un ballerino di danza classica? Vuoi davvero spiccare quei salti? Vuoi davvero prendere lezioni di danza?»» ««Sì!sì!!sì!!!»» rispose sempre più convinto il Compasso. «« Ma c’è un problema, chi sarà disposto a dare lezioni ad un compasso?»» ««È vero»» rispose la Fatina. Ma dopo poco trovò la soluzione ««ti porterò tutte le cassette di danza che troverò e tu così imparerai da solo e diventerai il più bravo ballerino al mondo»». Il Compasso quella notte non dormì per niente, era troppo emozionato al pensiero che dal giorno seguente avrebbe imparato a ballare, passò tutta la notte a pensare a quando avrebbe calcato i più famosi palcoscenici e sarebbe stato amato e ammirato, pensava alle orde di fans che lo avrebbero seguito dappertutto per un suo autografo. Passò tutta la notte tra questi pensieri e il mattino fu lui a svegliare la Fatina Azzurrina per andare a scuola, gli ricordò almeno dieci volte di portargli le cassette di danza e la Fatina che ormai aveva deciso di aiutare il suo Compasso a diventare un ballerino, al ritorno da scuola gli portò decine di cassette. Il Compasso da quel giorno iniziò a stare sempre davanti lo schermo della televisione a studiare i passi e le coreografie, passò intere giornate a saltare da un lato all’altro della scrivania, provò decine di volte prima di piegarsi nel modo giusto. Le settimane iniziavano a passare in fretta e il Compasso era diventato sempre più bravo e la Fatina Azzurrina era sempre più orgogliosa di lui e lo spronava quando non riusciva a fare un passo particolare e si abbatteva. Il Compasso ogni notte andava a letto felice pensando a come migliorarsi e ogni mattina si alzava pronto a mettere in pratica le sue idee. Ormai non c’era altro nella giornata del Compasso e anche nelle giornate della Fatina gli allenamenti del Compasso occupavano gran parte del tempo. Oramai tutti e due si allenavano insieme, il Compasso nei suoi passi e la Fatina Azzurrina nelle sue magie. Se l’uno diventava frettoloso oppure non si esercitava a dovere subito l’altro lo riprendeva e lo incoraggiava e in questo modo tutti e due facevano i loro esercizi perfettamente sentendosi molto soddisfatti del proprio lavoro.

A un anno esatto da quando il Compasso iniziò a allenarsi per diventare un ballerino, la Fatina Azzurrina doveva fare l’esame per poter avere il diploma di Fata di Seconda Categoria e andare all’università dove si sarebbe specializzata in uno dei tanti rami della magia così da diventare da grande una Fata di Prima Categoria con Specializzazione. Il problema, però, era che l’esame comprendeva oltre alla prova scritta, anche una prova pratica dove si doveva dare prova di quello che aveva imparato durante tutti questi anni di studio ed esercizio. La Fatina Azzurrina non sapeva cosa portare alla commissione e passava intere giornate a pensare cosa potesse fare. Un giorno il Compasso ebbe un’idea che a lui sembrò bellissima: «« Porta me!!»» esclamò improvvisamente il Compasso, sorprendendo la Fatina «« organizzeremo uno spettacolo dove io ballerò e tu farai incantesimi scenografici, potresti fare dei piccoli fuochi d’artificio, delle luci che cambiano colore, e poi mi presenterai come una tua magia, e quale commissione non darebbe il massimo dei voti ad una Fata di Seconda Categoria che ha fatto prendere vita ad un Compasso e che lo ha aiutato a diventare un ballerino di danza classica?»» la Fatina pensò molto a questa idea del Compasso e alla fine si convinse e iniziò ad organizzare lo spettacolo. I giorni successivi alla decisione non si riusciva a capire chi dei due, tra il Compasso e la Fatina Azzurrina, fosse più eccitato e nervoso, curarono lo spettacolo nei più piccoli dettagli, l’ingresso, le luci, la musica tutto era stato organizzato in maniera che la commissione dovesse restare a bocca aperta. Si era deciso che il Compasso avrebbe ballato sulle note de ‘la morte del cigno’ e la Fatina avrebbe creato vari effetti di luci e nel culmine dell’esibizione avrebbe fatto volare il Compasso in tutta l’aula. La Fatina si stava anche allenando a far comparire dal nulla un palco abbastanza grande, sempre per meravigliare la commissione.
Più il giorno dell’esame si avvicinava e meno i due amici dormivano, passavano intere giornate in giardino a provare e riprovare lo spettacolo. Ormai non c’era più nessuna imperfezione e tutto era programmato, fino al minimo dettaglio. Il giorno prima dell’esame i due si concessero una giornata di riposo, dove non fecero che parlare di come il Compasso sarebbe diventato il ballerino più bravo del mondo magico e di come avrebbe ballato al fianco di Trilli, parlarono anche del futuro della Fatina Azzurrina che aveva deciso di diventare una Fata Madrina.
Ormai erano davanti alla porta dove avrebbero dovuto sostenere l’esame, toccava a loro, si guardarono negli occhi, fecero un respiro ed entrarono.

La Fatina Azzurrina ebbe il massimo dei voti e poi da grande diventò la Fata Madrina di Pinocchio, Cenerentola e fece da maestra a molte altre fate importanti e famose.
Il Compasso divenne un bravissimo ballerino e calcò i migliori palcoscenici, ma rimase fuori da tutte le favole, rischiando che la sua fama si confondesse con quella dei tradizionali ballerini. Almeno fin quando un suo simile, incontrato nel portapenne di un liceale la penna di uno scrittore, volle raccontare come l’arte vera sappia nascondersi nei posti più impensati.