L' UOVO DI URANO - di Domenico De Ferraro
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/03/2008 alle ore 16:54:51
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
L’ UOVO DÌ URANO
Ho viaggiato attraverso lo spazio ed il tempo
per giungere su questo pianeta misterioso ove ogni
cosa sembra rigenerarsi da sola in questo lontano sistema .
Da qui posso immaginare la terra minuscola, lontana anni luce.
Storia di generazioni d’esseri umani , distrutta dalla brama
di potere ,un luogo mitico incantato divorato dall’odio .
Di notte posso vedere rilucere immensi corpi celesti .
Un grande freddo gela il mio corpo .
Vorrei ritornare indietro, ma non sò come fare.
Sono solo ,nessun altro essere vivente sembra
abitare questi luoghi .
Ho imparato a spiccare grandi balzi in avanti, grazie alla mia esile forma corporale e alla diversa legge di gravità del pianeta
da cui provengo, continuamente provo a ricordare
ciò che ero a ricostruire il mio passato ,la mia vita sulla terra.
Ho compiuto un lungo viaggio interiore per così meglio
comprendere da dove vengo, chi sono.
Ho rivisto la mia città natale . I miei amici d’un tempo
il mare celeste che si confonde con l’azzurro del cielo terrestre.
Se riuscirò a sopravivere ho in mente di fondare una nuova civiltà
nuove generazioni d’esseri viventi meno prepotenti e vendicative.
Una civiltà razionale priva di falsi idoli che possono creare
nuovi falsi messaggi. Questo pianeta è così grande ,la vegetazione
si trova per la maggior parte sulle alte montagne rocciose.
Per il resto è deserto o anfratti ove puoi scendere giù in gole profondissime dove entri nell’immenso e terribile sottosuolo alieno. La paura è tanta ma vado avanti e non passa giorno
in cui non scopra qualcosa di nuovo .
L’altro giorno ho trovato una cava ove le parete erano d’oro massiccio e di platino.
Con la forza delle braccia ho strappato alla roccia
diversi chili d’oro .
Parecchio lo conservato in una sacca, altro durante la salita
dalla cava , causa il peso eccessivo ho dovuto buttarlo via .
Scambierei volentieri tutto l’oro trovato con una pozza d’acqua potabile. La sete è tanta è bisogna salire sempre sui monti
per dissetarsi e fare scorte .
Sono giorni che cammino in questo deserto di pietre minerarie.
Sono stanco la fitta oscurità non mi permette di vedere molto lontano. Che cosa c’è andando avanti ?
Misteriosi luoghi in cui vivono delle forme intelligenti
di vita extraterrestre ?
Paradisi o inferni alieni ,deserti, luoghi ignoti e pericolosi ?
Un vento incomincia a soffiare forte la polvere finisce
per accecarmi e non vedere più dove metto i piedi .
Cado perdo i sensi e rimango lì per l’intera notte stellare
disteso per terra .
La luce degli astri mi coglie ancora riverso per terra.
Vicino a una grande roccia dalla forma ovoidale. .
Quando apro gli occhi e provo ad alzarmi
vado a sbattere il muso proprio su quell’ enorme masso .
Faccio un balzo indietro non credo ai miei occhi incomincio
a domandarmi cosa è mai quella grossa cosa lì davanti a mè . Poi comprendo : non è possibile stento a crederci .
Urlo di gioia : Un uovo grido ho trovato un uovo in questo
deserto pianeta .
L’uovo l’origine stessa della vita primordiale cellula creatrice
di ogni forma di vita primaria.
Ovoidale è la terra ,l’uomo è l’uovo sono dei sinonimi
sembrano avere pari origini.
Meglio un uovo oggi ,che una gallina domani e via di seguito. L’uovo è un interrogativo un dubbio.
La scorza embrionale d’una nuova vita.
Dentro un uovo puoi trovare ogni cosa.
Ricordo da piccolo nel rompere l’uovo regalatomi
da miei nonni nei giorni prossimi alla Santa Pasqua
vi trovai dentro un piccolo genio colorato e sorridente.
Un mio amico, stessa marca d’uovo un rabbino arrabbiato .
A scuola qualcuno trovo nel suo uovo un vecchio amore ,
altri gioie inaspettate , vecchi saggi e maghi come nel mio caso pronti a insegnarti tante cose importanti della vita.
In un uovo sono nato ,sono cresciuto ,un uomo alfine sono diventato.
Protetto dalla sua dura scorza ho compreso alcuni misteri .
Ho potuto riflettere e mai dico mai essere pizzicato dal gallo
del pollaio .
Forse perché mi riteneva un povero inoffensivo uovo.
Dall’uovo puoi aspettarti di tutto .
Cresce in me ora la frenesia di scoprire all’interno
di quest’ultimo cosa mai ci sarà dentro?
Giorni dolorosi ,universi sconosciuti ,esseri di cui aver timore?
Non ho il coraggio di romperlo mi trema la mano ,ma debbo
farlo ora o mai più.
Così tiro giù un poderoso colpo lo colpisco giusto al centro aprendone una piccola falla .
Uno strano liquido incomincia ad uscire e improvvisamente
prende vita , granchi enormi dalle chele terribili si materializzano dal nulla . Provo a scappare via.
Un granchio gigante m’ afferra il piede quasi mi è sopra
pronto a divorarmi quando un altro granchio corre sul dorso
del più grande e afferrandogli la minuscola testa
tra le chele lo divora lentamente ,per poi svanire sotto terra .
Terrorizzato non sapendo cosa fare provo a correre a fuggire
Inciampo, cado , tento d’alzarmi vedo dall’uovo rotto uscire
fuori strani animali preistorici , creature mitiche , Titani
Ciclopi , ecatonchiri , fiumi melmosi il mio tentativo
di fuggire via da lì fallisce, mi fermo a guardare sbalordito
schiudere completamento quel grosso strano uovo trovato
per caso.
Dopo aver visto uscire fuori un migliaio d’animali
una strana figura umana mi sembra di vedere .
Una deliziosa piccola fanciulla nuda dai lunghi
capelli biondi simile ad una dea immobile e spaventata
rannicchiata in se stessa . Farfugliando o balbettando
strane parole mi chiede d’essere aiutata .
Mi precipito ad aiutarla la sollevo,cerco di riscaldarla
con il mio corpo. Sento in lei un profondo orrore
per qualsiasi cosa che la circonda.
Ha dei grandi occhi simili all’ambra ,leggo in lei i suoi pensieri
le sue emozioni primitive penso :ho finalmente una compagna qualcuno con cui parlare , provare dell’emozioni comuni.
Posso continuare a vivere , sperare.
Sono passati due anni da quando trovai Gea in quell’ uovo
uscito fuori da chi sa dove .
Abbiamo generato insieme in pochi anni dodici figli di cui alcuni di forza e aspetto eccezionali dotati di misteriosi poteri sovraumani , provvisti di più braccia e gambe ,sulla terra
verrebbero considerati dei mostri .
Qui sono padroni di spazi infiniti e sconosciuti.
Possono vivere in pace lontani da ogni malvagità e iniquità.
Crescono a dismisura sono dei veri giganti
molto più alti di me di quattro volte.
Faccio fatica a tenerli a bada .
La madre li protegge e li cura , asseconda ogni loro capriccio.
Mi sono ritirato a vivere su un’alta montagna .
Tra i boschi , ricchi d’alberi bellissimi .
Medito molto, m’esercito a sviluppare i miei poteri .
Riesco ad alzare pesi enormi senza alcuno sforzo .
A mutare il corso degli eventi climatici con la volontà del mio pensiero.
Ma continuo a provare dentro di me un profondo dolore
provo rancore verso i miei figli che non hanno
capito il mio amore verso di loro.
Questo mi rattrista molto.
Gea non la vedo più da tempo l’altro giorno mi sembrò d’aver visto Iperione aggirarsi nei paraggi della mia capanna di legno.
Ho provato a inseguirlo lo chiamato numerose volte
l’eco delle mie parole risuonava sordo tra i monti .
Così ho compreso d’essere rimasto di nuovo
solo senza alcuno che mi voglia veramente bene.
Solo senza alcuno amore prigioniero in questo Eden su questo lontano pianeta disperso nella grande galassia d’alpha centauri.
