Heroe's destinity: Il destino degli eroi 3 parte) - di Calogero Portelli
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 06/01/2009 alle ore 13:43:07
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“Ma..insomma quando e come dovremmo partire?” chiesi.
Micheal ridacchiò.
“Beh io posso teletrasportarmi non è un problema, quanto a te puoi sopravvivere anche nello spazio senza protezioni e puoi anche volare, quindi...”
“Bene...” dissi e ci salutammo.
Ormai tutti avevano scoperto la mia identità, i miei amici, i miei parenti.
Ma nessuno escluso me sapeva l’identità di John che doveva rimanere segreta.
John si era convinto a venire con me in missione, Micheal lo avrebbe fatto teletrasportare.
Ma prima di partire dovevamo allenarci nel combattimento.
Ci allenammo prima nel lancio di piccoli raggi dalle mani.
“Ma se io ho 3000 anni, e ho da sempre questi poteri, perché non mi ricordo niente?”dissi mentre ci allenavamo
“13 anni fa un’associazione che da sempre cerca di uccidere quelli come noi, vide che stavi diventando troppo potente quindi ti fece perdere la memoria facendoti perdere la coscienza dei tuoi poteri”.
“Wow” dissi lanciando un raggio in aria.
Ma in quello stesso momento in quel vicolo entrò Rebecca.
“Wow, allora è vero, non ci credevo fino a 1 secondo fa”
“Rebecca vieni devo parlarti” dissi debolmente.
“Dimmi” disse sorridendo.
“Ecco, il nostro mondo sta correndo un grosso rischio e devo salvarla. Devo partire per un lungo e pericoloso viaggio”
“Cosa stai cercando di dirmi Daxter”
“Ecco vedi e ho paura che non tornerò quindi vorrei dirti una cosa che...ho dentro da tanto..tempo ecco io....” Ma Rebecca mi bloccò
“Lo so....” Disse dolcemente e mi baciò....
“Se veramente mi ami allora devi portarmi con te”
“Non posso Rebecca è troppo pericolose”
“Ok.....” disse.
Ma non sopportavo quello sguardo triste
“Va bene...se ci tieni tanto”
Rebecca sorrise e mi abbracciò, quello era il giorno migliore della mia vita!
Il giorno della partenza arrivò velocemente, avevamo perso la cognizione del tempo.
Per guadagnare tempo sui nemici decidemmo di teletrasportarci tutti insieme.
Mettemmo tutti le mani sulle spalle di Micheal e...direttamente sul pianeta Alfa3z45, lontani anni e anni luce dalla Terra.
Era un pianeta inospitale per un essere umano, pozze d’acido ovunque, eruzioni vulcaniche continue, fulmini, “ oceani di fuoco in tempesta”, massi infuocati in aria.
Ma per persone speciali non era un problema, forse l’unica persona a rischio era Rebecca, dovevo proteggerla con tutte le mie forze.
“Fra quanto dovrebbero arrivare?” chiesi a Micheal.
“Beh....adesso” disse indicando un grosso punto luminoso in cielo che si avvicinava.
“Dobbiamo attirarli a noi” dissi e lanciai una sfera luminosa molto grande che colpì la navicella.
Non riportò gravi danni ma precipito in una gigantesca pozza d’acido, la navicella era grigia con delle luci gialle che uscivano da alcune fessure.
“Beh tutto qui?” chiedi con tono deluso.
Ma non feci in tempo a dire questo che.....
Dalla pozza uscirono centinaia di esseri con tre testa ciascuno, pieni di sangue e armati di grosse e micidiali spade laser.
Volai sopra di loro scaraventandoli sopra l’inferno di fuoco.
Lanciavo fuoco dalle mani ma ogni volta che tentavo di colpirli i miei stessi attacchi mi rimbalzavano contro.
John ad un tratto gridò
“Lascia stare hanno una barriera protettiva”
“Che cosa?” chiesi infuriato girandomi, ma uno strano raggio mi colpì facendomi cadere a terra.
Avevo le ossa frantumate, era incredibile ma stranamente ero ancora intero poiché secondo dopo secondo il mio corpo si rigenerò ed ero di nuovo pronto al combattimento.
Mentre cercavamo un modo di distruggere qui “visitatori”, tra raggi, esplosioni, fulmini, ghiaccio e lapilli ad un tratto successe ciò che non doveva succedere.
Rebecca venne colpita, e cadde in un profondissimo fosso di lava.
Quando la vidi, il mio cuore cominciò a battere all’impazzata, sentivo tutta la rabbia dentro di me, sentivo delle potenti scariche elettriche nelle vene.
Ad un tratto sentì un fortissimo dolore al cuore e caddi a terra privo di senso.
Senti a malapena la voce di Micheal.
“Sta succedendo di nuovo.....”
Ma cosa stava accadendo?
Stavo morendo? Cosa?
Ad un tratto mi risvegliai ma non ero più lo stesso.
Mi erano spuntate delle spine molto grosse sulla schiena, il mio corpo era attraversato da fulmini, i miei occhi erano privi di pupille.
Ero però incosciente in quel momento.
Ero più infuriato che mai.
Sparì sotto terra, gli alieni saltarono in aria poco dopo per colpa di una potente esplosione causata dai miei poteri..... ma non erano ancora morti.....
Fu quello il momento in cui capì le mie vere responsabilità, sacrificarmi per salvare l’universo.
Dissi ai miei compagni di sparire al più presto, ma non volevano; allora li minacciai di farli esplodere con i miei raggi.
“Andate via.....tocca a me salvare l’universo”, i fulmini erano aumentati e si univano al fuoco dei vulcani provocando violente esplosioni.
I miei compagni però se ne andarono proprio come volevo.
Guardai con disprezzo quegli esseri spregevoli.
“Avevo pensato di riservarvi una morte migliore, ma avete sbagliato......”cominciai a volare in aria e si creò un alone di elettricità intorno a me.
“Questo è per la mia famiglia, la famiglia del mio amico, per Rebecca e per tutti quelli che avete ucciso 3000 anni faaaaa!” in un gesto di rabbia estrema liberai tutti i miei poteri in una tremenda esplosione che distrusse l’intero pianeta.....
Ma c’era qualcosa di strano, non ero morto...mi ero teletrasportato.
Mi ritrovai sulla Terra con i miei amici che mi guardarono felicemente.
“Questo era il potere che ti mancava...” disse Micheal
Sorrisi, ero fiero di aver salvato il mondo ma triste per Rebecca, non sarebbe mai più tornata....
“Cosa sono veramente io?” chiesi ai miei amici pensando a cosa fosse successo sul pianeta.
“Un demone” disse Micheal.
Non credevo alle mie orecchie, io un demone.
Micheal aggiunse:
“Si ma, lo sei per scopi benefici....”
Cominciai a camminare toccandomi la fronte e volai sopra una grossa antenna, venni raggiunto anche dai miei amici.
Fissavo tristemente il cielo.
“Ti manca?” disse John dandomi una pacca sulla spalla.
“Si, è solo colpa mia” dissi
“No....è colpa degli invasori e hanno avuto ciò che si meritavano”
“Grazie” dissi a John sorridendo.
Dopodichè ci guardammo tutti fissi negli occhi e sotto un’improvvisa e fitta pioggia dicemmo in coro:
“QUESTO E’ IL NOSTRO DESTINO!”
E via verso nuove avventure.......
