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Era la fine. - di Renè

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 25/08/2011 alle ore 11:42:19

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Era la fine

Il mondo andava a rotoli e l’uomo continuava a contribuire al declino.

Marc era un giovane cadetto del nuovo progetto “Save the Race” e lavorava alla base di Stoccolma, li si costruivano parti dell’astronave che sarebbe stata lanciata di li a poco per il grande viaggio verso la conquista di terre nuove.

Il viaggio sarebbe durato all’incirca tre anni e Marc era entrato nel gruppo esploratori, testava le nuove supertute che di giorno in giorno crescevano in tecnologia, sarebbe stato uno dei primi a visitare il pianeta verde, prima potenziale meta.

Finalmente il giorno della partenza. L’astronave era stata assemblata nello spazio per via delle dimensioni e dei costi, meno esosi. Con la costruzione della SARA (SA per Save – RA per Race) e delle navi da trasporto si era dato un altro colpo alle poche risorse rimaste alla Terra, la restante umanità contava sulla riuscita del progetto, sarebbero andati a vivere su un nuovo pianeta se la missione riusciva. Gli scienziati erano fiduciosi.

SARA conteneva circa 300 persone tutte con mansioni diverse, molti gli uomini che si erano in qualche modo pagati il primo viaggio con tanta corruzione e una scusa di competenza adeguata.

Incredibile come nonostante tutto, nonostante la fine vicina, ancora c’era gente che credeva nel denaro e nel potere, sarebbero morti ricchi e questo gli bastava.

Comunque il mondo osservava e sperava, il collegamento interskype consentiva di seguire da vicino il lancio e di interagire con i vari commentatori.

Il mondo era in ansia, da lì a tre anni sarebbero stati pronti a partire a gruppi di centomila con scadenze mensili, tre anni per il viaggio della SARA, un mese di esplorazione, un mese di organizzazione, e poi il messaggio su cui tanto si era dibattuto per dare il via all’esodo, quindi la fuga dalla frustrata e inospitale Gaia.

Anche Marc era in ansia, seduto nella sua cuccetta si chiedeva come avrebbe passato quei tre anni, i suoi ormoni in fibrillazione gli facevano fare i conti con l’elenco del personale a bordo.
Con la lista in mano traeva giudizi poco confortanti, uomo, uomo, donna vecchia, sposata col tenente (forse, forse), lesbica, pelosa, uomo, uomo......

Alla fine era pervaso da una profonda angoscia, sapeva che si sarebbe debilitato da solo nella sua cuccetta, per fortuna lui era uno dei pochi che non condivideva la cabina con altri, il resto dello spazio era occupato dalla tuta con cui doveva prendere confidenza.
Rassegnato andò sul ponte dove tutti erano pronti a festeggiare l’inizio missione.

3 – 2- 1- partenzaaaa.

Il viaggio

Per fortuna il viaggio non fu poi così disastroso, il popolo della SARA si era lasciato un pò andare e tutti facevano quello che gli pareva, nonostante ciò regnava un certo ordine, questo solo perché cercavano di mantenere un contegno in vista dei ruoli che sarebbero stati assegnati sul nuovo pianeta.

Il tempo passò relativamente in fretta.
Sulla nave ci furono decessi e un paio di nascite, accolte da urla di benvenuto alla futura generazione del pianeta verde.

Si fondò anche un club dal nome stravagante, noidolombachesub, che sta per “Non Importa Dove Lo Metto Basta Che Sia Un Buco”, i membri del club sostenevano che avrebbero fondato una loro città dove tutto era lecito, questo già faceva incazzare molti prima ancora di arrivare, e, a molti altri piaceva perché ci vedevano la libertà.

Marc ebbe qualche esperienza e riuscì a ingannare il tempo tra test, giochi, sesso e prove nel vuoto cosmico, oltre ai frequenti esercizi in palestra.

Il giorno si avvicinava, ora che mancava solo un mese sembrava lungo quanto tutti e tre gli anni, l’ansia cresceva e dalla terra arrivavano continui messaggi.

Sulla terra tutto stava crollando, i sistemi politici e di potere, le economie, tutto, e allora avevano accelerato i tempi, molte più navi erano pronte, quindi il primo blocco di partenza sarebbe stato di oltre un milione di individui. Per fare ciò fu dato fondo a tutto il possibile, la terra sembrava uno straccio secco e inaridito al sole.

Tutti contavano sulla missione, erano certi, viste le rassicurazioni degli scienziati, che il pianeta verde, (detto anche GAIO) sarebbe stato adatto.

Marc aveva un compito fondamentale, avrebbe dato il via al tutto una volta constatato che il pianeta verde era ospitale, con la frase: “DA GAIA A GAIO IL PIANETA VERDE VI ASPETTA”, allora dall’orbita terrestre sarebbero partite le prime navi.

Marc sarebbe stato l’uomo della rinascita, l’uomo di Save the Race, gli avrebbero eretto un monumento e si sarebbe parlato di lui sui testi di scuola. Sentiva appieno questa responsabilità, questa immensa e sociale responsabilità, ne era cosciente e con tutto il cuore sperava che il pianeta fosse giusto, lui se lo sentiva ne era certo, un nuovo mondo, da GAIA a GAIO.







E venne il giorno

La preparazione era completa, Marc indossata la tuta, fu ospitato in una specie di bossolo completamente automatizzato.
La capsula era stata studiata per contenere un solo uomo, sarebbe atterrata sul pianeta e una volta vuota si sarebbe autodistrutta per non lasciare tracce.
Marc aveva solo la chance che il pianeta fosse ospitale, nessuno lo avrebbe recuperato in caso contrario, la nave e l’umanità non disponevano di risorse per farlo.
Le altre capsule presenti sulla nave servivano per altre esplorazioni nel caso Gaio non fosse adatto alla vita terrestre.

Lancio capsula 3 – 2- 1 .... Swoooop.

L’ansia era palpabile e Marc era eccitatissimo.

Terra chiama SARA - come procede?
SARA a Terra - lancio avvenuto alle 00, 22 ora terrestre, arrivo previsto 01.26 ora terrestre.
Rimanete in attesa.

01.28 Marc era fuori, brutalmente espulso dalla capsula.

Marc a SARA - sono fuori, il pianeta è ricco di vegetazione, inizio l’esplorazione.
SARA a Marc - restiamo in attesa.
Terra a SARA - come procede?
SARA a Terra - bene, rimanete in attesa e non chiamate ogni minuto, vi faremo sapere noi.

Marc era sufficientemente agile, la tuta gli consentiva ampio movimento e aveva già iniziato le varie analisi, aria ok, terreno ok, si rilevano numerose forme di vita.
“Raccogliere frutto”, fu il messaggio della tuta. Marc allungo una mano e prese una specie di cetriolo giallo, l’infilò in uno scomparto, una sorta di tasca e la tuta iniziò l’analisi, “commestibile” fu la risposta.

SARA a Marc - come procede?
Marc a SARA - sto eseguendo le analisi farò rapporto a breve.
SARA a Marc - va bene, ma, com’è il pianeta ? Che impressione hai?
Marc a SARA - ho detto che farò rapporto a breve appena avrò maggiori informazioni. Chiudo.

Marc si sentiva un Dio, tutti dipendevano da lui così come il futuro della razza.
Il pianeta verde era bellissimo, chissà se l’uomo l’avrebbe ridotto come la Terra ? Si chiedeva Marc mentre procedeva nella sua ricognizione.

Vide diversi animali, la tuta ne registrava le caratteristiche e dava un parere, innocuo, presumibilmente innocuo, potenzialmente commestibile, roditore e così via. I dati venivano poi archiviati, pronti per essere spediti su SARA.

SARA a Marc - possiamo disturbare?
Marc a SARA - no!

Marc vide un serpente e la tuta ordinò di farsi mordere.
Marc con una certa riluttanza avvicinò la mano coperta dal guanto che conteneva un’infinita serie di sensori e molecole analitiche.

Il serpente parve indifferente al gesto.

La tuta insisteva, “farsi mordere”!

Alla fine dopo numerosi tentativi, Marc esausto prese il serpente sotto la testa, gli aprì la bocca con forza e infilò i denti nel guanto. Poi getto via il serpente che sembrò offeso da tanta violenza.

“Veleno innocuo, anzi, contenente diverse sostanze battericide e antibiotiche”, fu la risposta della tuta.

Marc era sempre più convinto che il pianeta fosse perfetto, anzi, più che perfetto.
A breve avrebbe iniziato l’invio dei dati a SARA.

Ma non c’era fretta aveva un mese a disposizione per terminare l’operazione, tutto lasciava sperare che i tempi di esplorazione si sarebbero ridotti ad una settimana.

Sei ore erano passate da quando Marc era sceso sul pianeta verde e tutto ciò che aveva visto fino ad allora era positivo, animali inoffensivi, ricca vegetazione, frutta, bizzarri e curiosi uccelli in cielo dai mille colori e i due soli che davano una luce dorata e confortevole, tutto sfolgorava nello splendore di un pianeta incontaminato. Era bellissimo.

Non aveva ancora avuto il coraggio di togliersi la tuta per due motivi sostanzialmente, uno, perché la tuta era un sofisticato strumento di analisi e per funzionare tutti i componenti dovevano essere assemblati, guanti, casco, gambali, togliendo solo uno di questi componenti la tuta avrebbe smesso di compiere il suo dovere.
Due, perché aveva in qualche modo un rispetto reverenziale nei confronti di quello straordinario ambiente, aveva paura di essere lui un contaminatore, aveva paura che la sua aria, un suo respiro, non filtrato dalla tuta, potesse in qualche modo contaminare e distruggere tutto, vanificando gli sforzi di una razza intera.

Doveva prima essere certo che i dati che stava registrando fossero corretti, magari ripetendo più volte le analisi. Solo allora avrebbe tentato di togliersi momentaneamente il casco.

Si sentiva in pace, era ottimista e vedeva il quel pianeta una straordinaria e armoniosa oasi di vita.

Tre giorni erano ormai passati, Marc aveva ripetuto innumerevoli volte le analisi.
Sempre positive, perfino una specie di formiche se schiacciate emettevano una sostanza disinfettante, Tutto era perfetto.

Comunque Marc si era trattenuto dal dare il via a SARA, per una qualche strana ragione non voleva, doveva essere certo e poi quel tempo da solo su quello splendido pianeta, dopo tre lunghi anni di forzata convivenza, era ritemprante e quindi le informazioni che passava erano sempre frammentarie e dubbiose.

“Ho bisogno di rifare dei test”, diceva.
“Non sono certo su l’aria” e così via.
Da una parte dava speranza e dall’atra ne toglieva, al punto che da parte di SARA si erano un pò rotti di chiedere e rimanevano in attesa, rassegnati ai tempi di Marc.

Una mattina, camminando tra laghetti e prati in fiore, scorse dietro un cespuglio, una chioma bionda, ebbe paura che fosse un predatore in agguato, per quanto la tuta lo avrebbe protetto con scariche elettriche da qualsiasi attentato e nonostante fosse armato, non ebbe il coraggio di affrontare la bestia.

Girò i tacchi e si allontanò in fretta.

Fino a allora non aveva incontrato nulla di più grande di un gatto, quella chioma poteva appartenere ad un grosso felino, magari all’apice della catena alimentare e forse intelligente al punto che avrebbe atteso che Marc si togliesse il casco per attaccare. Si ripromise quindi di prendere coraggio e prima o poi, verificare di cosa si trattasse.

Comunicò la cosa a SARA.
Marc a SARA - incontrata una grossa bestia, potenzialmente molto pericolosa, potrebbe essere un guaio per la nostra razza, verifico e vi informo, Passo.

SARA a Terra - il pianeta sembra essere infestato da animali pericolosi, grandi predatori in numero elevato, attendiamo conferma da esploratore.
Vi faremo sapere.

Terra a SARA - ma non possiamo sterminarli?
SARA a Terra - ricordatevi il primo emendamento della nuova costituzione.
L’uomo non può e non deve interferire con le specie e gli equilibri dei nuovi pianeti, se non nella misura necessaria all’integrazione tra razze.
L’uomo non può e non deve procedere all’eliminazione di tali specie in nessun caso.

Terra a SARA - si potrebbe fare appello e valutare un’eventuale riduzione di tali esemplari.

SARA a terra - considereremo la cosa e vi faremo sapere.

Terra a SARA - forse potremmo individuare un’arma chimica in grado di eliminare solo quella specie senza toccare le altre, cosa ne pensate?

SARA a Terra - forse non ci siamo capiti, cosa volete che vi mandi un piccione con la costituzione in modo che possiate rileggerla?
Non vogliamo ne possiamo commettere gli stessi errori che ci hanno portato a questa situazione. Chiaro?

Terra a SARA - ma chi cazzo vi credete di essere, sono tre anni e passa che aspettiamo sto momento e per due bestie..........
Non è che state pensando di mollarci qui e prendervi il pianeta solo per voi?

SARA a terra - l’attesa vi sta facendo sbarellare, che ci facciamo in trecento su un pianeta tre volte più grande della terra?
Date retta, curatevi con forti dosi di calmanti e rimanete in attesa.

Qualcosa si era rotto nei rapporti tra Terra e SARA.

DA terra continuavano ad arrivare insulti...... (l’autore provvede, assumendosene la completa responsabilità, di omettere tali messaggi in quanto, non dignitosi per la razza umana).

Su le navi in attesa nell’orbita terrestre esplosero tafferugli tra due fazioni definite; la prima: PACO (partiamo comunque) e la seconda ASINO (ah si, no (che sta per: ah si, volete partire comunque, invece no)), ci furono scontri violenti e molti perirono.

Marc prendeva il suo tempo.......

Era estasiato dalla bellezza del luogo, e si era già dimenticato della bestia quando..... improvvisamente.... La chioma riapparve dietro un albero.
Non si vedeva bene, erano lunghi peli biondo oro.
Marc decise di avvicinarsi, con cautela estrasse la pistola e verifico che l’impianto elettrico della tuta fosse a posto, inizio lentamente ad andare incontro alla bestia, la quale restava immobile dietro la pianta di cetrioli gialli. Mentre si avvicinava, intravide altre sagome e lo strano luccichio delle bionde chiome, la paura lo assalì.

SARA a Terra - Marc sta per incontrare le bestie per valutare la loro aggressività.

Terra a SARA - SARA non rompete i coglioni, lo sapete o no che qui c’è una guerra in corso ? Chiamateci solo quando avrete risposte certe.

Dalla terra alcuni del PACO si erano impossessati di navi e tentarono di partire comunque, avrebbero aggiustato la rotta strada facendo, non avendo le esatte coordinate, gli ASINO rimasero in attesa.

Marc era sempre più vicino alla chioma nascosta dietro l’albero, mancava una manciata di metri, la mano fremeva sul grilletto, il grilletto fremeva con una leggera vibrazione sul dito di Marc. Erano entrambi eccitatissimi.

A meno di tre passi la chioma si mosse leggermente e spuntò dall’altro lato del tronco, allora Marc si spostò verso sinistra e la chioma torno al suo posto.
Sembrava giocasse a nascondino.

Dopo un quarto d’ora di quest’andazzo Marc si ruppe le scatole e restò fermo in attesa. Sempre col grilletto eccitato, non si sa mai.

Passarono altri dieci minuti prima che la chioma si alzasse e piano piano...........,
da dietro l’albero venne fuori una topa incredibile, a Marc cadde il grilletto di mano e rimase a bocca aperta, era una splendida ragazza, completamente nuda con lunghi capelli, dei seni straordinari, una bellezza così Marc non l’aveva mai vista in vita sua, si sarebbe fatto mangiare da una così.

Lei era ferma a guardarlo e lui dentro la tuta sembrava imbalsamato.
SARA a Marc - Marc come sono le bestie?
Pronto, Marc mi senti ? Come sono le bestie?
Marc, Marc, Marc. Pronto, pronto.

Marc era come in trance.

SARA A terra - abbiamo paura che l’esploratore sia stato ucciso
è probabile che non sia il pianeta adatto......

Terra a SARA - ma andate a farvi friggere i testicoli, coglioni.

SARA a Terra - meritate di schiantare, merde.

SARA a Marc - ci sei????

SARA a Terra - procederemo verso il secondo obiettivo, il pianeta giallo.
Arriveremo fra tre anni, ci faremo sentire allora. Passo e CHIUDO.

SARA a Marc - Marc se non riceviamo risposta entro 5 minuti saremo costretti ad abbandonare l’orbita e a dirigerci sul secondo obiettivo, gli scienziati sostengono che non possiamo occupare il pianeta senza infrangere il primo emendamento, Marrcccc rispondi.....

Marc si era già sfilato la tuta, un’operazione che in genere richiede tre ore era stata eseguita in dieci minuti, anche le altre chiome lo avevano raggiunto e nonostante lui puzzasse di piscio e sudore misti a merda, loro le meravigliose pulzelle, lo accarezzavano ovunque. Erano bellissime di una bellezza indescrivibile, per meglio capire sembravano l’incontro perfetto tra anima e corpo. Dolci delicate premurose, lo presero sotto braccio e lo portarono in uno splendido villaggio pieno zeppo di sole gnocche bionde e sorridenti, tutte erano in attesa dell’extragaio, probabilmente lo seguivano da giorni.

Fu fatto accomodare su una morbida stuoia di foglie e fiori, fu lavato, pulito a fondo, spogliato e massaggiato, fu viziato in tutti i sensi e in tutti i suoi desideri, come potete benissimo immaginare. Anche perché Marc sta per “Mitico rinomato chiavatore”, (si era dato quel nome dopo che aveva constatato che gli piaceva troppo la gnocca). Dopo qualche giorno, secondo Marc, in realtà sei mesi per la nave in orbita, decise di prendersi una brevissima pausa e fu allora che gli venne un leggero senso di colpa. Cazzo SARA ! Chiamò sei ragazze, lo presero in braccio e lo portarono fino alla tuta. Mentre andavano Marc strizzava un capezzolo qui uno là e loro ridevano e tiravano baci.
La tuta era intatta nonostante la vegetazione, anche se non aveva nessuna voglia iniziò a indossarla. Mentre compiva quest’operazione le ragazze iniziarono a piangere credendo che Marc volesse abbandonarle, lui cercava di rassicurarle ma niente con grande dignità stavano a distanza piangendo sommessamente.

Allora Marc prese una decisione e disse, “ma sti cazzi”, gettando la tuta lontano, dopo di che si confuse in quel profumato e fresco groviglio di corpi per fare ritorno al villaggio.

Fine della prima parte della razza umana – di Renato Saviani - 2011

 

Ultimo aggiornamento: 2011-08-30 12:20:35