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Erotico - testi pubblicati - Q

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di Antonio Sammaritano

Alcuni testi di erotico in ordine casuale

Cuore di papà

Protesa fra cielo e mare assaporo il profumo della brugmansia. Oro i suoi petali, impalpabili i suoi dolci fiori, feroce, dolorosa, strisciante e sensuale la morte che può donare. Il giorno che per la prima volta la vidi, bionda occhi azzurri come il mare a settembre, una dolce bocca rosa come la pervinca il mattino baciata dalla rugiada

Perversione Innocentissima

Velata carne che in bestie muti chi annusa l’aeree da te confusi, datti agli usi più vietati che da perversion crede d’esser braccati Devia ogni amati pensier al tatto puro che goder di esso è vano e scuro, ma quanto il piacer s’innalza a mirar il piede tuo,donna,nella calza Lento come gravidanza scoppia d’improvviso nel fruscio dell’accavallarsi di smorfie sul tuo viso ..e poi che l’abito scende a soste apparir tali ginocchia...

Sensuality

finalmente sono sola in camera mia...il mio fidanzato è lontano già da un mese x un lavoro stagionale..stiamo insieme da sei mesi ed è tutto meraviglioso..tutto...questa nottel. ho sognato..si presentava in camera mia...senza poter avere neanche una reazione di sorpresa...mi strappa il pigiama...è imperioso....forte...maschio.... io...lo adoro...si...si danilo...cosi...si..mi sono svegliata completamente sudata...e con una voglia....l.ho pensato tutto il giorno....ci sentiamo la sera...

Panna e Fragola

Un brivido caldo, il tuo profumo si mischia al mio. Una scossa alla schiena, un lampo! Energia pura e vitale sta scorrendo nelle nostre vene, scaldando i nostri corpi avvinghiati e mai sazi. Ti voglio, ti volevo, forse ti ho sempre cercato. Ora sei qui. Stai riposando accanto a me, le mie mani ti cercano per regalarti una carezza. Dolce, maschio amore mio, riposa! Veglierò come una tigre sul tuo sonno e tu veglierai sul mio come un angelo.

Istantanee

Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...

Electri(city) {III parte}

"Dove sei stata?" E’ lì, sulla poltrona, al buio. Passo oltre senza guardarlo, senza ascoltarlo. Rumore della poltrona spinta indietro, dei miei passi, dei suoi. La parete si avvicina pericolosamente al mio viso, il mio respiro contro l’intonaco, il suo contro la mia nuca. "Rispondimi". Immobile, rigida. Chiudo gli occhi. Quel groviglio che avevo nel petto sale un po’, mi chiude la gola. E’ una lotta. Fammi male, avanti. Dammi un altro motivo...

Possesso ossesso sesso

Entrò nella suite e lo trovò seduto sulla poltrona. In una mano la sigaretta accesa, nell’altra un calice semipieno di vino. Rosso, naturalmente. L’aspettava. Lemon lo salutò senza ottenere risposta. Non si voltò neppure. Perplessa, avanzò di qualche passo nella stanza e lui si alzò per andarle incontro. Aveva uno sguardo diverso, per questo per istinto si fermò. Esattamente ciò che lui voleva. Giunto appresso a lei prese a...

LOV

Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma...

Senza titolo

Un violoncello barocco infuocato Impazzisce Mentre valico il confine col sublime Saremo condannati a tormento In sempiterno Mia odalisca Per aver osato cogliere Il fiore proibito Che si schiude All’esaltazione abominevole Della sfida a Dio

Fiore di Luna

fiore di luna Carla si stava preparando. Era l’ora di andare incontro a Barbara, sua figlia, che usciva dal dopo scuola. In quel periodo invernale, le giornate abbrunivano presto e lei non se la sentiva di lasciarla sola. In fondo aveva solo 14 anni. Un’età balorda, dove non si è ancora né carne, né...