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Occhio per occhio - di V Giuffrida

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 26/06/2011 alle ore 00:59:05

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Derek accostò la macchina e spense il motore. La luce proveniente dalla finestra della piccola villa a schiera bagnava i dintorni, in una sera senza luna. Si passò lentamente la mano tra i capelli rossi ed inspirò a fondo. Non era la prima volta che lo faceva, non sarebbe stata neanche l’ultima. Si sfilò la fede dal dito con delicatezza, poi la guardò; sua moglie e le sue figlie non l’avrebbero aspettato sveglie quella notte. Teoricamente, era ad un convegno a Baltimora. Praticamente, era di fronte alla casa di Bridget. Rimanere in macchina non aveva senso, sapeva come sarebbe finita. Finiva sempre così, anche tutte le altre volte che aveva cercato di resistere. Scendeva e andava da lei. E, per alcune ore, era l’uomo più felice del mondo.
Con la fede in tasca e una borsa in mano, scese dalla macchina. Lentamente si avvicinò alla porta, bussò piano. Sentì dei passi e un sorriso gli increspò il viso.
- Ciao Bridget.. – esordì l’uomo, appena la porta si aprì. Di fronte a lui la donna più bella che avesse mai visto. Visione celeste.
- Ciao Derek.. – rispose la donna. I suoi ricci neri gocciolavano sopra l’asciugamano. Era appena uscita dalla doccia.
Derek la guardò a fondo, dal basso all’alto. L’asciugamano nero scendeva sulle sue forme, coprendole. Però l’uomo ricordava tutto ciò che vi era nascosto sotto. Un fremito lo percorse, dalla schiena scese fino ai pantaloni.
Entrando in casa, senza permesso, si avvicinò ai suoi capelli.
- Menta. Un profumo forte, per una donna forte. – disse lui, specchiandosi negli occhi verdi di Bridget.
La donna non rispose, chiuse la porta alle spalle dell’uomo e gli sfilò di mano la borsa, indagandone il contenuto. Era troppo forte l’attrazione per quell’uomo, quel diavolo rosso che tutti i martedì sera veniva da lei. Non poteva incrociare il suo sguardo di ghiaccio, altrimenti avrebbe ceduto, ancora.
- Cornetti ? Due, addirittura ? Lo sai che sono a dieta. – rispose Bridget, andando in cucina.
- Uno vuoto e uno alla crema. – rispose l’uomo, seguendola come incantato.
- Lo sai che non mi piace la crema, Derek. -
- Infatti quello alla crema è per me. Faccio sempre colazione con un cornetto alla crema. –
- Già, peccato che sia l’una di notte. Non ti sembra un pò presto ? – rispose la donna, appoggiando i cornetti sul tavolo, voltandosi a guardarlo.
Derek non si mosse dallo stipite della porta, dove era appoggiato, a braccia incrociate. Però sorrise. Un sorriso fantastico e infernale.
- Esatto. Dobbiamo trovare un modo per occupare il tempo. –
Bridget lo vide avvicinarsi, ma rimase in capace di opporsi, di dire qualcosa. Sentiva il peso della sua fede al dito. Derek, quasi a capirlo, si piegò a prenderle la mano sinistra e, con attenzione, sfilò la fede con l’ausilio dei denti e l’infilò in tasca. Un brivido di eccitazione percorse la donna.
- Ho voglia di ballare con te, Bridget. – le sussurrò all’orecchio, infondendo il suo respiro sul suo corpo.
Lei lo guardò e gli accarezzò il viso. Senza fede, era libera.
Passò in salotto, dove c’era lo stereo nuovo di qualche giorno prima. La donna scelse uno dei suoi cd preferiti e mise la musica, bassa e profonda. Prima che si potesse girare, due mani su i suoi fianchi la giravano delicatamente. Derek la portò verso di sé, il più possibile e incominciò a ballare. Il corpo freddo di lei era premuto contro quello di lui. Qualche goccia dei capelli ricci bagnava la camicia di Derek.
- Ti sto bagnando, Derek. – lo avvertì lei, senza però osare staccarsi di un centimetro.
- Oh, sì. E spero di star facendo lo stesso. – rispose lui, accennando un beffardo sorriso e continuando dolcemente a condurla. Rimasero così, per tutto il tempo della canzone.
Sulle ultime note della musica, Bridget si staccò lentamente e guardò l’uomo che aveva davanti. Non assomigliava per niente a suo marito; era assurdo. Lo baciò. Un bacio lento, soffice, quasi accennato, che via via prendeva sempre più vita. Derek la strinse a sé, fremendo di desiderio, e la coinvolse in un bacio appassionato. Così appassionato che l’asciugamano si sfilò e cadde a terra.
Quando l’uomo realizzò che la donna che stringeva era completamente nuda di fronte a lui, il membro gli si irrigidì. Bridget, stretta a lui, sentì la sua reazione involontaria e sorrise, peccaminosa. Lo spinse su una poltrona e si sedette sopra di lui, con le gambe a aperte. Gli slacciò la cintura e l’imboccatura dei pantaloni. Poi abbassò le mutande.
- Sembri teso, hai voglia di un massaggio ? – lo provocò lei, iniziando a girare tra le mani il suo membro. Come piaceva a lui: prima piano, poi ad intensità crescente.
Derek gettò il capo all’indietro, ansimando di piacere, con le sue mani che premevano i fianchi di quella donna che lo massaggiava in modo divino.
Poi lentamente, lei scivolò giù dalle gambe di lui, fino a inginocchiarsi a terra. Aprì le sue gambe e iniziò a succhiare, godendosi la reazione dell’uomo che ansimava Rimasero così per quelle che sembrarono ore, fin quando lui le prese la testa in modo che non potesse spostarsi. Era quasi il momento. Poco dopo venne. Il suo sperma bianco fu accolto dalla bocca di Bridget che lo bevve tutto, come fosse ambrosia. Imperlato di sudore, Derek la guardò meravigliato. Era lei il suo orgasmo.
Lentamente si alzò, nuda, di fronte a lui. La sua faccia era piena di soddisfazione.
Derek la guardò, ebbro di piacere. Poi si alzò. Si slacciò la camicia, ormai aperta, lanciò lontano scarpe, pantaloni e mutande. Nudo anche lui.
- E adesso ? – lo sfidò lei.
- Adesso tocca a te. – rispose lui.
La prese e la sollevò senza fatica, per adagiarla sulla poltrona.
- Ho sempre creduto nel “Occhio per occhio, dente per dente.” – spiegò inginocchiandosi e aprendole le gambe. Quanto vide lo fece eccitare ancora.
Si leccò i baffi, provocatorio, quasi fosse un gatto. Con piccoli baci iniziò a coprirle le ginocchia, rivolgendosi sempre più verso l’interno ed aumentando poco a poco l’intensità. Di fronte alla sua meta si fermò un secondo, assaporando lo sguardo desideroso di Bridget. Le sorrise. Poi immerse la sua lingua nel suo caldo tesoro, iniziando a scoprirlo una volta, e una volta ancora. Percorrendo diversi percorsi, la fece vibrare di piacere finché, raggiunto il punto giusto per cui la donna gemeva e supplicava inarcando la schiena, continuò saziando il suo desiderio. Per un tempo che si protrasse quasi infinito, il rosso rimase lì, baciandola, leccandola, assaporando i suoi umori. Poi si alzò e lentamente fece per distendersi sopra di lei.
Bridget però lo bloccò mettendogli le mani sul petto e spingendolo in piedi. Senza dire nient’altro, si avvinghiò a lui, cercando con la bocca la sua bocca.
Le braccia di Bridget intrecciate attorno al suo collo lo volevano. E lui voleva lei, come mai aveva voluto nessuna. La sollevò e lei gli cinse la vita con le gambe. Senza fatica, solo con voglia, voglia che premeva tutto il corpo, Derek appoggiò dolcemente la donna sul tavolo di cristallo della stanza. Seduta su quello era all’altezza giusta.
Non riuscendo a fermarsi, continuò a baciarla, facendola scivolare verso di sé. All’apertura spontanea delle gambe della donna e dal suo sguardo voglioso, il membro di Derek si irrigidì ancora di più e lui fu percorso da un tremito. Lei, quasi accorgendosene, spinse la sua lingua a baciarlo sul collo, alla base dell’orecchio e dentro l’orecchio.
Derek impazzì. La sua asta, che dura svettava fiera più che mai, la penetrò strappandole il respiro. E continuò a penetrarla, a giocare con lei, a farla urlare, a dare e ricevere piacere. Un accordo perfetto di strumenti incompatibili.
- Ti amo.. – sussurrò lui, incapace di fermarsi.

In volo, sopra l’Oceano Atlantico, Calvin dormiva pensando a Bridget, al suo sorriso, al suo corpo, a quanto avrebbe voluto fare l’amore con lei, avere una famiglia con lei.
La hostess che passava con i carrelli lo svegliò involontariamente, facendo lo stesso rumore di un treno in deragliamento. Fu allora che Calvin si accorse che si era addormentato con il libro aperto in grembo.
Lo richiuse e guardò il titolo: “Occhio per occhio, rende tutto il mondo cieco (Gandhi)”.
Accuratamente controllò che non si fosse rovinato. D’altronde non era suo, era di suo fratello.
Era di Derek.