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Erotico - testi pubblicati - O

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di V Giuffrida

Alcuni testi di erotico in ordine casuale

Perversione Innocentissima

Velata carne che in bestie muti chi annusa l’aeree da te confusi, datti agli usi più vietati che da perversion crede d’esser braccati Devia ogni amati pensier al tatto puro che goder di esso è vano e scuro, ma quanto il piacer s’innalza a mirar il piede tuo,donna,nella calza Lento come gravidanza scoppia d’improvviso nel fruscio dell’accavallarsi di smorfie sul tuo viso ..e poi che l’abito scende a soste apparir tali ginocchia...

Il gioco

IL GIOCO Adoro la spiaggia quando cala il sole. La gente sfolla via, la temperatura allenta la presa sulla pelle e l’odore del mare è più intenso. Metà di luglio. Era parecchio che non vedevo Roberto. Lui si era trasferito in un’altra città, in un’altra regione, in un’altra vita insomma. -Bella l’idea del mare, sono venuti tutti a trovarmi sai? – -Effettivamente non è male...beviamo qualcosa? – Parliamo della sua...

Sensuality

finalmente sono sola in camera mia...il mio fidanzato è lontano già da un mese x un lavoro stagionale..stiamo insieme da sei mesi ed è tutto meraviglioso..tutto...questa nottel. ho sognato..si presentava in camera mia...senza poter avere neanche una reazione di sorpresa...mi strappa il pigiama...è imperioso....forte...maschio.... io...lo adoro...si...si danilo...cosi...si..mi sono svegliata completamente sudata...e con una voglia....l.ho pensato tutto il giorno....ci sentiamo la sera...

Panna e Fragola

Un brivido caldo, il tuo profumo si mischia al mio. Una scossa alla schiena, un lampo! Energia pura e vitale sta scorrendo nelle nostre vene, scaldando i nostri corpi avvinghiati e mai sazi. Ti voglio, ti volevo, forse ti ho sempre cercato. Ora sei qui. Stai riposando accanto a me, le mie mani ti cercano per regalarti una carezza. Dolce, maschio amore mio, riposa! Veglierò come una tigre sul tuo sonno e tu veglierai sul mio come un angelo.

Istantanee

Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...

Electri(city) {II parte}

E’ come se tutto fosse stato raso al suolo da una bomba atomica, dentro di me. Mi risveglio e lui è li che mi guarda "non andare". Prendo la camicetta, i miei capelli impigliati fra le sue dita, gli occhi che fuggono sulla gonna appallottolata sotto al divano. "non andare". Cos’è, questo? Cos’è? Un ordine? Una richiesta, un’implorazione, un consiglio? Cos’è? Tanto non posso restare, lo sai. Abiti come una corazza,...

LOV

Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma...

Electri(city) {III parte}

"Dove sei stata?" E’ lì, sulla poltrona, al buio. Passo oltre senza guardarlo, senza ascoltarlo. Rumore della poltrona spinta indietro, dei miei passi, dei suoi. La parete si avvicina pericolosamente al mio viso, il mio respiro contro l’intonaco, il suo contro la mia nuca. "Rispondimi". Immobile, rigida. Chiudo gli occhi. Quel groviglio che avevo nel petto sale un po’, mi chiude la gola. E’ una lotta. Fammi male, avanti. Dammi un altro motivo...

Cuore di papà

Protesa fra cielo e mare assaporo il profumo della brugmansia. Oro i suoi petali, impalpabili i suoi dolci fiori, feroce, dolorosa, strisciante e sensuale la morte che può donare. Il giorno che per la prima volta la vidi, bionda occhi azzurri come il mare a settembre, una dolce bocca rosa come la pervinca il mattino baciata dalla rugiada

Electri(city) {I parte}

Fa caldo. I vestiti mi si appiccicano addosso, la testa sembra sul punto di spaccarsi.. Ho sonno. Ma non voglio dormire. Voglio esplodere. Voglio che questo ribollio che sento dentro cresca fino a scoppiare. Elettrica, mi sento così. Mi sta tutto stretto. I vestiti, le mura, la pelle.. Tutto. Lui continua a parlare e io non lo sento. Sbuffo e guardo da un’altra parte "mi stai ascoltando?" "Certo" "Guardami" mi fa girare verso di lui. Mi tolgo con uno...