Erotico - testi pubblicati - L
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| di Eggs | |
| di Modì74 |
Alcuni testi di erotico in ordine casuale
Il mio peccato capitale
Ieri mattina ti ho pensato. I raggi del sole cambiavano colore ai miei capelli e alla mia pelle mentre l’aria calda e umida bloccava il respiro. Il costume bianco si bagnava. Ho tolto una spallina e poi l’altra. Ho scostato il costume fino a mostrare i seni, e passandoci la mano col bagnoschiuma ricordo le tue mani, non desidero nient’altro che la tua bocca ci lasci segni indelebili, cosí da poter ricordarti ogni volta che ne avró voglia. La mano scende, e con essa il...Possesso ossesso sesso
Entrò nella suite e lo trovò seduto sulla poltrona. In una mano la sigaretta accesa, nell’altra un calice semipieno di vino. Rosso, naturalmente. L’aspettava. Lemon lo salutò senza ottenere risposta. Non si voltò neppure. Perplessa, avanzò di qualche passo nella stanza e lui si alzò per andarle incontro. Aveva uno sguardo diverso, per questo per istinto si fermò. Esattamente ciò che lui voleva. Giunto appresso a lei prese a...Non si gettano via i diamanti!
Non si gettano via i diamanti! Era circa l’una di notte. Giorgio era seduto sul bancone del bar dando la schiena al palco, dove il quartetto stava suonando l’ultimo stanco standard jazz della serata. La testa fra le mani e fra il sonno con in gomiti appoggiati al marmo tiepido. La birra era finita e Giorgio ordinò un jameson senza ghiaccio. I pochi avventori del locale stavano defluendo. Il barista inserì un cd e la voce roca di Paolo Conte riempì di...Cuore di papà
Protesa fra cielo e mare assaporo il profumo della brugmansia. Oro i suoi petali, impalpabili i suoi dolci fiori, feroce, dolorosa, strisciante e sensuale la morte che può donare. Il giorno che per la prima volta la vidi, bionda occhi azzurri come il mare a settembre, una dolce bocca rosa come la pervinca il mattino baciata dalla rugiadaLOV
Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma...Istantanee
Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...Amante per una notte
Ti guardo mentre sei assorta tra i tuoi pensieri. Sei nervosa, le tue dita lunghe e affusolate percorrono le linee della tua bocca, mentre con le ciglia ammicchi involontariamente nella mia direzione. Sento la gola asciutta, i brividi percorrono il mio corpo. Vorrei avvicinarmi a te, dirti quanto sei bella, eppure rimango seduto fingendo di leggere il giornale. Tu sbadigli in silenzio, la noia ti colpisce, ma i tuoi occhi non fanno altro che sfiorarmi. Che cosa pensi Sofia...Fiore di Luna
fiore di luna Carla si stava preparando. Era l’ora di andare incontro a Barbara, sua figlia, che usciva dal dopo scuola. In quel periodo invernale, le giornate abbrunivano presto e lei non se la sentiva di lasciarla sola. In fondo aveva solo 14 anni. Un’età balorda, dove non si è ancora né carne, né...Senza titolo
Un violoncello barocco infuocato Impazzisce Mentre valico il confine col sublime Saremo condannati a tormento In sempiterno Mia odalisca Per aver osato cogliere Il fiore proibito Che si schiude All’esaltazione abominevole Della sfida a DioQuella del primo piano
Quella del primo piano Io vorrei , a quella del primo piano per mano prenderla: stenderla su niente per sentire di più quello che immagino. Non mi confonderei mai tra umidi peli e gemiti capezzoli che vedo e che non vedo quasi ogni giorno quando l’estate è giovane. Le darei parlare parole senza senno indicibili note per un altro orgasmo, ma nostre. Tra le giostre dell’eros si metterà a cavallo e i suoi occhi, neri come un corvo, si chiuderanno...
