Erotico - testi pubblicati - F
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| di Maria Pia Damiani |
Alcuni testi di erotico in ordine casuale
Istantanee
Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...Electri(city) {I parte}
Fa caldo. I vestiti mi si appiccicano addosso, la testa sembra sul punto di spaccarsi.. Ho sonno. Ma non voglio dormire. Voglio esplodere. Voglio che questo ribollio che sento dentro cresca fino a scoppiare. Elettrica, mi sento così. Mi sta tutto stretto. I vestiti, le mura, la pelle.. Tutto. Lui continua a parlare e io non lo sento. Sbuffo e guardo da un’altra parte "mi stai ascoltando?" "Certo" "Guardami" mi fa girare verso di lui. Mi tolgo con uno...Racconto di un cuckold
Quanti di noi hanno avuto qualcosa a che fare con un Cuckold ? Io di recente ho avuto la fortunata occasione di raccogliere le confessioni piccanti di un amico, che mi ha svelato le particolari attitudini della sua vita sessuale. Innanzitutto è d’uopo una breve spiegazione del termine Cuckold che deriva dall’Inglese TO CUCKOLD = CORNIFICARE e nello specifico, il Cuckold, è proprio il cornuto, ossia un uomo che spinge volontariamente e consapevolmete la propria donna a vivere...Perversione Innocentissima
Velata carne che in bestie muti chi annusa l’aeree da te confusi, datti agli usi più vietati che da perversion crede d’esser braccati Devia ogni amati pensier al tatto puro che goder di esso è vano e scuro, ma quanto il piacer s’innalza a mirar il piede tuo,donna,nella calza Lento come gravidanza scoppia d’improvviso nel fruscio dell’accavallarsi di smorfie sul tuo viso ..e poi che l’abito scende a soste apparir tali ginocchia...Electri(city) {II parte}
E’ come se tutto fosse stato raso al suolo da una bomba atomica, dentro di me. Mi risveglio e lui è li che mi guarda "non andare". Prendo la camicetta, i miei capelli impigliati fra le sue dita, gli occhi che fuggono sulla gonna appallottolata sotto al divano. "non andare". Cos’è, questo? Cos’è? Un ordine? Una richiesta, un’implorazione, un consiglio? Cos’è? Tanto non posso restare, lo sai. Abiti come una corazza,...Il gioco
IL GIOCO Adoro la spiaggia quando cala il sole. La gente sfolla via, la temperatura allenta la presa sulla pelle e l’odore del mare è più intenso. Metà di luglio. Era parecchio che non vedevo Roberto. Lui si era trasferito in un’altra città, in un’altra regione, in un’altra vita insomma. -Bella l’idea del mare, sono venuti tutti a trovarmi sai? – -Effettivamente non è male...beviamo qualcosa? – Parliamo della sua...Il mio peccato capitale
Ieri mattina ti ho pensato. I raggi del sole cambiavano colore ai miei capelli e alla mia pelle mentre l’aria calda e umida bloccava il respiro. Il costume bianco si bagnava. Ho tolto una spallina e poi l’altra. Ho scostato il costume fino a mostrare i seni, e passandoci la mano col bagnoschiuma ricordo le tue mani, non desidero nient’altro che la tua bocca ci lasci segni indelebili, cosí da poter ricordarti ogni volta che ne avró voglia. La mano scende, e con essa il...Possesso ossesso sesso
Entrò nella suite e lo trovò seduto sulla poltrona. In una mano la sigaretta accesa, nell’altra un calice semipieno di vino. Rosso, naturalmente. L’aspettava. Lemon lo salutò senza ottenere risposta. Non si voltò neppure. Perplessa, avanzò di qualche passo nella stanza e lui si alzò per andarle incontro. Aveva uno sguardo diverso, per questo per istinto si fermò. Esattamente ciò che lui voleva. Giunto appresso a lei prese a...Senza titolo
Un violoncello barocco infuocato Impazzisce Mentre valico il confine col sublime Saremo condannati a tormento In sempiterno Mia odalisca Per aver osato cogliere Il fiore proibito Che si schiude All’esaltazione abominevole Della sfida a DioPanna
Panna Era tardi. Molto tardi per lei. Infilò la chiave nella serratura cercando la delicatezza del ladro per non fare rumore. Si guardò attorno nel buio delle scale sperando che nessuno la vedesse rientrare a quell’ora. Immaginava già le facce delle vicine, -Signora signora... non sa cosa è successo...la signora del quarto piano...è rientrata tardissimo ieri notte...-. Era come se vedesse i loro volti stupiti stendere le rughe dal disappunto,...
