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Electri(city) {I parte} - di Rebecca

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 05/09/2008 alle ore 10:35:15

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Fa caldo. I vestiti mi si appiccicano addosso, la testa sembra sul punto di spaccarsi.. Ho sonno. Ma non voglio dormire. Voglio esplodere. Voglio che questo ribollio che sento dentro cresca fino a scoppiare. Elettrica, mi sento così. Mi sta tutto stretto. I vestiti, le mura, la pelle.. Tutto. Lui continua a parlare e io non lo sento. Sbuffo e guardo da un’altra parte "mi stai ascoltando?" "Certo" "Guardami" mi fa girare verso di lui. Mi tolgo con uno strattone. Non toccarmi. Me ne vado e lo lascio li, senza una parola. Salgo in auto e metto in moto sgasando. Schizzo via. Finestrini giù musica alta, altissima, più alta delle urla che sento dentro. Nuvole nere che scorrono rapide e si ammassano in un angolo di cielo grigio piombo. I tuoni ancora lontani. Accelero. Sto andando da Lui. Non lo chiamo. Lascio che sia l’istinto a fare tutto. Ho voglia di sciogliere la tensione, di farmi scopare, di scoparmelo. Ho voglia di baci che tolgono il respiro e di morsi e mani che stringono e graffiare la pelle e sentirmi riempita, sazia, sua. Lascio l’auto nel primo posto libero, scendo e sbatto la portiera. Prime gocce di pioggia. Corro. L’acqua a secchiate mi raggiunge prima che io arrivi al suo portone. Suono. Mi può vedere dall’obiettivo. Non dice nulla, mi apre. Salgo. Acqua addosso. I capelli sugli occhi. Lui sulla porta. Sorridiamo. Un sorriso nostro, strano. Non è allegro. E’ a metà. E’ un riconoscere quello che turbina nell’altro. Entro, le labbra incollate alle sue, le mani che cercano la sua pelle, la porta che si chiude dentro di noi. Strappami i vestiti e mangiami. Respiriamo l’uno dell’altra. Il divano, il pavimento, dove vuoi non importa. I tuoni fanno vibrare i vetri. Le immagini al ritmo della luce fredda e bianca dei lampi. La nostra pelle sudata, bagnata, incollata. I nostri odori. Lui sotto di me le sue labbra il suo respiro caldo i capelli che scivolano..lui dentro di me io che mi muovo, che lo avvolgo, lo trattengo, lo sento vibrare e mi sciolgo. Le sue braccia intorno al mio corpo. Brividi e tuoni lampi e sospiri pioggia e sussurri. Prendimi. La schiena sul pavimento, lui su di me, le gambe spalancate, lui dentro di me, fino in fondo, occhi negli occhi poi si nasconde fra i miei capelli. Sempre più a fondo, sempre più intenso. Solo più i nostri respiri, i miei gemiti.. le mie urla. Urla che tolgono il fiato come i suoi baci come la sua voce, le sue mani. Tanto lo so che come mi scopi tu non mi scopa nessuno. Tanto lo sai che non ne usciamo. Prendimi. Fammi esplodere.