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Alcuni testi di erotico in ordine casuale
Racconto di un cuckold
Quanti di noi hanno avuto qualcosa a che fare con un Cuckold ? Io di recente ho avuto la fortunata occasione di raccogliere le confessioni piccanti di un amico, che mi ha svelato le particolari attitudini della sua vita sessuale. Innanzitutto è d’uopo una breve spiegazione del termine Cuckold che deriva dall’Inglese TO CUCKOLD = CORNIFICARE e nello specifico, il Cuckold, è proprio il cornuto, ossia un uomo che spinge volontariamente e consapevolmete la propria donna a vivere...Istantanee
Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...Electri(city) {IV parte}
"Sei pronta?" linea interrotta, punta spezzata. Chiudo gli occhi e li riapro sulla mia maschera da bambolina riflessa nello specchio. Sorridi bambolina. Devi essere perfetta. Lui ti sta guardando. "finisco di truccarmi e arrivo" "Sbrigati, ci aspettano". Attendo che lui si allontani. Mani che tremano, riprendere quella linea non è facile. Non è mai facile quando qualcosa si spezza. Respiro e mi dipingo il volto, gli occhi, le labbra. Una goccia del...Fiore di Luna
fiore di luna Carla si stava preparando. Era l’ora di andare incontro a Barbara, sua figlia, che usciva dal dopo scuola. In quel periodo invernale, le giornate abbrunivano presto e lei non se la sentiva di lasciarla sola. In fondo aveva solo 14 anni. Un’età balorda, dove non si è ancora né carne, né...Amante per una notte
Ti guardo mentre sei assorta tra i tuoi pensieri. Sei nervosa, le tue dita lunghe e affusolate percorrono le linee della tua bocca, mentre con le ciglia ammicchi involontariamente nella mia direzione. Sento la gola asciutta, i brividi percorrono il mio corpo. Vorrei avvicinarmi a te, dirti quanto sei bella, eppure rimango seduto fingendo di leggere il giornale. Tu sbadigli in silenzio, la noia ti colpisce, ma i tuoi occhi non fanno altro che sfiorarmi. Che cosa pensi Sofia...Panna
Panna Era tardi. Molto tardi per lei. Infilò la chiave nella serratura cercando la delicatezza del ladro per non fare rumore. Si guardò attorno nel buio delle scale sperando che nessuno la vedesse rientrare a quell’ora. Immaginava già le facce delle vicine, -Signora signora... non sa cosa è successo...la signora del quarto piano...è rientrata tardissimo ieri notte...-. Era come se vedesse i loro volti stupiti stendere le rughe dal disappunto,...Il mio peccato capitale
Ieri mattina ti ho pensato. I raggi del sole cambiavano colore ai miei capelli e alla mia pelle mentre l’aria calda e umida bloccava il respiro. Il costume bianco si bagnava. Ho tolto una spallina e poi l’altra. Ho scostato il costume fino a mostrare i seni, e passandoci la mano col bagnoschiuma ricordo le tue mani, non desidero nient’altro che la tua bocca ci lasci segni indelebili, cosí da poter ricordarti ogni volta che ne avró voglia. La mano scende, e con essa il...LOV
Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma...Occhio per occhio
Derek accostò la macchina e spense il motore. La luce proveniente dalla finestra della piccola villa a schiera bagnava i dintorni, in una sera senza luna. Si passò lentamente la mano tra i capelli rossi ed inspirò a fondo. Non era la prima volta che lo faceva, non sarebbe stata neanche l’ultima. Si sfilò la fede dal dito con delicatezza, poi la guardò; sua moglie e le sue figlie non l’avrebbero aspettato sveglie quella notte. Teoricamente, era ad un convegno a Baltimora....Non si gettano via i diamanti!
Non si gettano via i diamanti! Era circa l’una di notte. Giorgio era seduto sul bancone del bar dando la schiena al palco, dove il quartetto stava suonando l’ultimo stanco standard jazz della serata. La testa fra le mani e fra il sonno con in gomiti appoggiati al marmo tiepido. La birra era finita e Giorgio ordinò un jameson senza ghiaccio. I pochi avventori del locale stavano defluendo. Il barista inserì un cd e la voce roca di Paolo Conte riempì di...
