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| di Modì74 |
Alcuni testi di erotico in ordine casuale
Il gioco
IL GIOCO Adoro la spiaggia quando cala il sole. La gente sfolla via, la temperatura allenta la presa sulla pelle e l’odore del mare è più intenso. Metà di luglio. Era parecchio che non vedevo Roberto. Lui si era trasferito in un’altra città, in un’altra regione, in un’altra vita insomma. -Bella l’idea del mare, sono venuti tutti a trovarmi sai? – -Effettivamente non è male...beviamo qualcosa? – Parliamo della sua...Possesso ossesso sesso
Entrò nella suite e lo trovò seduto sulla poltrona. In una mano la sigaretta accesa, nell’altra un calice semipieno di vino. Rosso, naturalmente. L’aspettava. Lemon lo salutò senza ottenere risposta. Non si voltò neppure. Perplessa, avanzò di qualche passo nella stanza e lui si alzò per andarle incontro. Aveva uno sguardo diverso, per questo per istinto si fermò. Esattamente ciò che lui voleva. Giunto appresso a lei prese a...LOV
Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma...Amante per una notte
Ti guardo mentre sei assorta tra i tuoi pensieri. Sei nervosa, le tue dita lunghe e affusolate percorrono le linee della tua bocca, mentre con le ciglia ammicchi involontariamente nella mia direzione. Sento la gola asciutta, i brividi percorrono il mio corpo. Vorrei avvicinarmi a te, dirti quanto sei bella, eppure rimango seduto fingendo di leggere il giornale. Tu sbadigli in silenzio, la noia ti colpisce, ma i tuoi occhi non fanno altro che sfiorarmi. Che cosa pensi Sofia...Panna
Panna Era tardi. Molto tardi per lei. Infilò la chiave nella serratura cercando la delicatezza del ladro per non fare rumore. Si guardò attorno nel buio delle scale sperando che nessuno la vedesse rientrare a quell’ora. Immaginava già le facce delle vicine, -Signora signora... non sa cosa è successo...la signora del quarto piano...è rientrata tardissimo ieri notte...-. Era come se vedesse i loro volti stupiti stendere le rughe dal disappunto,...Electri(city) {I parte}
Fa caldo. I vestiti mi si appiccicano addosso, la testa sembra sul punto di spaccarsi.. Ho sonno. Ma non voglio dormire. Voglio esplodere. Voglio che questo ribollio che sento dentro cresca fino a scoppiare. Elettrica, mi sento così. Mi sta tutto stretto. I vestiti, le mura, la pelle.. Tutto. Lui continua a parlare e io non lo sento. Sbuffo e guardo da un’altra parte "mi stai ascoltando?" "Certo" "Guardami" mi fa girare verso di lui. Mi tolgo con uno...Electri(city) {II parte}
E’ come se tutto fosse stato raso al suolo da una bomba atomica, dentro di me. Mi risveglio e lui è li che mi guarda "non andare". Prendo la camicetta, i miei capelli impigliati fra le sue dita, gli occhi che fuggono sulla gonna appallottolata sotto al divano. "non andare". Cos’è, questo? Cos’è? Un ordine? Una richiesta, un’implorazione, un consiglio? Cos’è? Tanto non posso restare, lo sai. Abiti come una corazza,...Electri(city) {IV parte}
"Sei pronta?" linea interrotta, punta spezzata. Chiudo gli occhi e li riapro sulla mia maschera da bambolina riflessa nello specchio. Sorridi bambolina. Devi essere perfetta. Lui ti sta guardando. "finisco di truccarmi e arrivo" "Sbrigati, ci aspettano". Attendo che lui si allontani. Mani che tremano, riprendere quella linea non è facile. Non è mai facile quando qualcosa si spezza. Respiro e mi dipingo il volto, gli occhi, le labbra. Una goccia del...Penetration
Lasciarsi morire Accogliere il membro divino Tutto è finito Tutto avrà origine Il Nazareno lacrima sangue e ti guarda Comprendere l’inferno delle donne Sopravvivere al giorno Con occhi di fanciulla luceIstantanee
Il profumo del caffè che brontolava in cucina giunse fino al soggiorno, dal suo suono capì che era ormai pronto e si allontanò, tornando poco dopo per servirglielo. Sofia osservava con attenzione ogni suo movimento, sorridendo a tratti del suo modo di fare un po’ impacciato, sentendosi lusingata per quella gentilezza colma di tenerezza e per le piccole attenzioni con cui lui la serviva. Sembrava quasi un bambino, Enrico, aveva un sorriso timido e ingenuo. Molte volte si erano incrociati...
